valigia-ricordi-expatQuando si parte, si lasciano a casa i genitori.

I miei sono una fortezza. Nel senso che, come tutte le persone buone e di cuore, sono tali e riescono ad esserlo perché sono forti dentro. Ben formati.

Nessuno è perfetto e anche loro hanno una bella lista lunga di difetti: chi è chiacchierone, chi è troppo ordinato e ossessionato dalla pulizia…insomma diamo a Cesare quel che è di Cesare ed ad ognuno i suoi difetti.

Non dico i peccatori e nemmeno i peccati ma la perfezione, si sa, non è di questa terra.

Dicevo che, quando si parte, si lasciano i cari a casa e lì rimangono con tutti i loro pregi e difetti ma anche con il loro corpo. Non siamo fatti di sola anima. Quando si parte gli anni corrono via come il vento e non ci si accorge che la forza fisica decresce.

Se si è lontano vi è quella preoccupazione. Sarebbe meno se il sistema nazionale sanitario funzionasse meglio. Forse in alcune regioni non è male ma nel Lazio mancano medici, infermieri e anche la carta per stampare le ricette.

Sarebbe anche meglio non andassero così alle lunghe perché non mi sembra giusto che chi sta male deve andare dal privato perché gli appuntamenti bisogna aspettarli una vita. Insomma, che storie! Ma dai! Con tutto quello che si paga di tasse nemmeno un appuntamento necessario o urgente. Oppure, magari, to viene anche dato chissá dove nel Lazio. Poi,  bisogna prendere un treno, la metropolitana e farsi paracadutare sul pennacchio di una montagna.

Quando si è giovani lo si fa ma quando si è anziani non c’è la forza. Ecco, questa è una preuccupazione.

Credo che molti di noi che siamo distanti ci sentiamo preuccupati e in colpa. Magari. Non so voi, non voglio generalizzare ma un senso di impotenza può imporsi.

Magari anche un senso di colpa. Ognuno è diverso e ognuno ha una storia alle spalle differente. Comunque credo che un senso di colpa sia possibile.

Tornando all’inizio dell’articolo, le preuccupazioni non riguardano solo la malattia e gli ospedali ma anche il fatto che sono soli e possibili prede di  manipolatori psicologici. Non so se li conoscete: i parenti-serpenti. Allora: una delle mie zie, per esempio, e una delle sue figlie sembrano uscite dalla fiaba do Cenerentola.

Ero contenta che i rapporti fossero  diventati quasi inesistenti ma, purtroppo, a volte vi sono casi in cui le stregacce brutte si rifanno vive.

Una donna sui cinquantanni, forte e sana, ha avuto il coraggio di rimproverare ad una vecchiietta ottantenne che negli ultimi anni ha subito 4 operazioni, che sta male, di non essere andata abbastanza spesso a trovare il fratello in ospizio.

Non so…a ottantanni con il respiratore di ossigeno, quando il dottore ti dice di riposare, quando stai male; anche se si è forti di spirito, farsi due ore in automobile, nel traffico romano, accompagnati da qualcuno che fa avanti e indietro dagli ospedali ospedali per problemi seri non è cosa né facile né possibile.

Insomma, quando una donna forte rimprovera una vecchietta che non si regge in piedi per non aver attraversato tutta Roma con i mezzi, stiamo alla frutta.

Immaginate come poi si possa tal vecchietta di non aver la forza di andare a trovare suo fratello che sta male. Ecco, il rimprovero la vecchietta se l’è preso.

E a me è dispiaciuto non essere stata lì per poter rispondere a chi offendeva una donna malata e cedevole di non avere super poteri.

Devo dire che, ripensandoci, non avrei saputo che dire perché a me le risposte vengono sempre dopo, ma mi piacerebbe essere stata presente. Penso che solo la presenza, a volte, faccia.

Mia madre ha risposto alla nipote perfida: “guarda che io sono una donna malata e faccio il possibile”. Secondo me è stata una risposta razionale ma fin troppo gentile. Una risposta onesta. A volte rimane difficile reggersi in piedi figurarsi camminare e immaginiamoci prendere un’automobile e guidare. Che poi, per mia madre i fratelli e la famiglia sono tutto.

Allora io alla cugina vampiro non rispondo, la evito da anni. Non vi è bisogno di rispondere: le persone negative si commentano da sole. Solo che spero che non si ripresenti l’occasione di un altro incontro in cui si offenda una donna ancora retta, onesta ma fisicamente malata perché non aggiunga al male fisico l’accoltellamento spirituale.

Io,  da qui in Germania,  lo schifo non posso pulirlo. Sono lontana e non posso impedire che una donna vomiti parole a caso contro chi soffre per suo conto.

Purtroppo, i parenti non ce li scegliamo.

Le mele marce ci sono in tutte le famiglie e qui non posso passare con il disinfettante dove vengono sputate parole velenose. Spero solo che l’onestà di mia madre continui a difenderla.

La lontananza è scocciante, a volte.

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