Lontano.

lontano

Quadro dipinto da Barbara Gabriella Renzi. Titolo: “Pace”

A volte siamo lontano da tutto e tutti anche se i nostri cari sono vicino a noi

Quando ci troviamo lontano invece il bisogno di vicinanza si fa forte, a volte; ci prende la gola e la mente. Ricerca di odori. Per me è l’odore del vento del mare ma anche ricerca di modi mediterranei, un sorriso, un sorriso così perchè oggi il sole splende, un sorriso perchè oggi piove, un sorriso perchè sorridere è bello.

Forse quando siamo in questo stato d’animo siamo più vulnerabili e ci aggrappiamo anche a segni di amicizia che non sono tali. Cerchiamo il perduto invece di guardare verso il nuovo. I sorrisi sono dentro di noi, sono nei nostri ricordi ed è  il nuovo che ci arricchisce;  è il nuovo più onesto… è al diverso non all’uguale che la ricerca di noi ci guida e ci dà gioia; non la ricerca del passato ma quella nuova delle esperienze che non sono ancora ma saranno e diverranno noi.

La lingua nuova che apprendiamo si mescola al nostro idioma e cambia e struttura e ristruttura modi di pensare e di essere; ci fa scoprire chi non sappiamo ancora di essere e chi possiamo diventare: un modo  infinito di possibilità e combinazioni tra il vecchio io e il nuovo possibile si trova di fronte a noi e dobbiamo solo avere il coraggio di abbracciare il nuovo per essere in nuove dimensioni senza dimenticare chi si era. Un’avventura. Il mondo di nuove possibilità di vedere e strutturare ciò che è reale crea noi in nuove dimensioni. Quando la fragilità e il suono di un mare lontano ci agghiaccia i pensieri,  l’energia del futuro da scoprire e da inventare sobilla la nostra mente e infonde forza in ciò che siamo. Non parlo solo di nuove possibilità da vedere e afferrare, ma anche le possibilità di assaporare una realtà che non è la nostra. Una mappa mentale che non è la nostra. Abbiamo la l’opportunità di vedere il mondo con occhi che non sono quelli della nostra cultura. La possibilità di vedere attraverso un’ altra mappa lo stesso cielo terrestre e attraverso la nuova mappatura di scoprire strade che sono in noi, di scoprire chi potremmo essere.  

La logica di un’altra lingua struttura i pensieri in maniera diversa, nè migliore nè peggiore,  diversa. Diversamente siamo noi e la possibilità di guardare il mondo attraverso le lenti del nostro nuovo linguaggio e poi giocare a indossare i vecchi occhiali è un’avventura eccitante dell’io: una scoperta del mondo, di chi siamo, di chi possiamo essere e di potremmo diventare. Una scoperta nostra, sola nostra. Un ibrido che ci dà il vantaggio di essere in due mondi contemporaneamente e di crearne uno nuovo, il mondo dei migranti, che sanno vedere la stessa cosa con occhi diversi e assaporarla diversamente. L’ibrido della creatività forse risiede nelle nostre esperienze. L’ibrido dell’essere e dell’essere altro da noi pur essendo noi e altro allo stesso tempo. È con questo ibrido che possiamo guardare a chi è lontano e dir loro cose che si scoprono solo viaggiando e vivendo in mondi diversi. Non si scoprono guardando un bel film o leggendo un libro: un viaggio breve non basta per creare dall’essere e dal non essere. La vita crea. Si è nuovi e forse spetta a noi raccontare quest’avventura a chi è rimasto  per dir loro che è bello essere nuovi ed è bello scegliere dal passato ciò che fa sorridere. Per dir loro mischiarsi, migrare e tornare ci fanno essere umani pieni.

Lontano. Quando si è lontano si è vicino basta chiudere gli occhi e guardare dentro di noi. Quando si è lontano si è lontano;  il sorriso mediterraneo, però, l’abbiamo dentro e lasciamo che la nuova cultura accarezzi la pelle con l’euforia di crearci nuovi, nuove persone che si immergono in un mare ignoto ma sempre umano e che ne prendono il meglio.

Lontano e vicino sono concetti spaziali, ma dello spazio dell’anima.

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