caldo-londraE’ dal 1976 che non fa così caldo!

Questa affermazione potrà sorprendervi visto che scrivo da Londra, una città che, tra le altre cose, è conosciuta per la pioggia e la nebbia.

Ed, invece, è proprio così: l’estate è arrivata in città e, con essa, un caldo tropicale. Da più di un mese abbiamo in media 28 gradi, con picchi di 31/32.

Immagino che alcuni di voi, che magari ai tropici vivono davvero o abituati alle calde estati italiane, sorrideranno sornioni. “Che sarà mai”, mi sembra di sentirvi dire.

Ebbene, cari amici, sarà! Nel senso che qui non siamo proprio abituati!

Negli anni passati, i giorni veramente estivi, caldi, si potevano contare sulle dita di una mano. Per il resto c’era la pioggia, tanta a volte, o poche giornate di sole, che vedevano tutti noi esporci come delle lucertole.

Il motivo per chi, come turista, ci vede indossare magliette a maniche corte quando ci sono 15/20 gradi e voi indossate il piumino è che bisogna approfittare del minimo raggio di sole quando c’è!

Io nel 1976 non c’ero ma ricordo altri estati, in particolare quelle del 2001 e 2007, con una calura insopportabile; può darsi, però, che lo siano state solo per me, visto che ero incinta entrambe le volte!

Gli inglesi si stupiscono quando mi lamento del caldo perchè pensano, in modo erroneo, che da italiana ci sia abituata e lo ami. Anche in questo, nonostante sia per metà pugliese, mi distinguo: le temperature alte le detesto! Qui, in genere, ci sono 20/22 gradi sempre con una leggera brezza che rende il sole molto tollerabile, è, per me, un vero paradiso.

E, invece, da un mese a questa parte è come essere all’inferno! Certo, all’inizio tutti contenti, me compresa, del bel tempo: via ai vestiti leggeri, ai sandali, alle gite al mare, alla vita il più possibile all’aperto. Io ho portato fuori i mobili da giardino, montato la tenda del gazebo e apprezzato il fatto di potermi sedere all’aperto, godendo della tranquillità del mio spazio.     

Ma, dopo trenta e più giorni senza sosta, non se ne può più!

Ho ventilatori piazzati strategicamente in ogni stanza, e finestre rigorosamente aperte. Di notte, l’unico sollievo viene da quello strategicamente piazzato dietro la testata del letto; è impossibile dormire senza. Di giorno, in ufficio, il sollievo viene dall’aria condizionata. Ma chi l’ha inventata? È un grande! Il resto del tempo è una sofferenza.

I mezzi di trasporto pubblici sono, inutile dirlo, sprovvisti di qualsiasi sistema di refrigerazione. Per fortuna, non devo prendere la metropolitana, un forno sotterraneo. Sul treno e sugli autobus almeno si possono aprire i finestrini, anche se poco fanno quando si è pigiati come delle sardine.

Camminare sotto il sole ti riduce in poltiglia in due secondi, o capita solo a me?

Dopo aver pensato di avere chissà quale malattia agli occhi e di essere in prossimità della cecità, tipica esagerazione italiana, ho scoperto che in realtà era il trucco che colava, irritandoli. Ed, allora, soluzione drastica: si fa a meno del make-up! Problema risolto, a farne le spese la speranza di apparire decente con l’aiuto dei cosmetici. Non aiuta il fatto che la mia proboscide, o meglio naso, sia rimasta di un bel colore rosso aragosta a seguito di una scottatura di qualche settimana fa, e risalta ancora più del solito!

Il caldo è il peggior nemico di chi, come me, si porta appresso qualche chilo di troppo. Per darne un’idea a chi ha la fortuna di essere una acciuga, è come avere addosso una pelliccia, o più di una, e di non poterla togliere. Mai.

Il sudore, quindi, è immediato; cola ovunque, dalla punta dai capelli ai piedi. Anche appena uscita dalla doccia, mentre ti stai vestendo, non ti dà tregua. Ed allora ti vesti davanti al ventilatore, giusto per riuscire ad infilare il tutto! Il reggiseno, inutile dirlo, diventa uno strumento di tortura, quando già lo è di suo. Un male necessario, e non mi parlate di indumenti sexy, che tali lo sono solo sulla modella grissino giusto per il tempo di fare la foto che ti induce a comprarlo, sperando di somigliare un po’ a lei. Niente.

Il guaio più grosso è rappresentato dal sudore che cola nelle gambe. Perchè per camminare, le gambe si muovono a forbice, e quando sono grosse, si sfregano tra di loro. Sfrega adesso, sfrega dopo, finisci con delle piaghe tremende ed una camminata tipo papera, a gambe larghe. Ho scoperto, con un pizzico di goduria, che questo guaio capita anche alle donne filiformi: c’è giustizia a questo mondo! Io risolvo indossando i calzoni, tiè! Ma ho scoperto un trucco che ho adottato e funziona alla grande: spruzzare il deodorante all’interno delle cosce. Provate per credere!

E vogliamo parlare delle maledette sedie di plastica, dalle quali ti alzi e scopri con orrore che sono bagnate, tipo te la sei fatta addosso? Anche qui piccola soddisfazione nel notare che capita anche alle magre!

Il caldo ci rende tutti più insofferenti ed irritabili, sempre per via della poca abitudine. Io lo divento la sera, quando esco dal lavoro, quando alla stanchezza mentale si aggiunge la cappa di calore.

Appena arrivata a casa, via al pigiama – la sensazione quando togli il reggiseno-tortura è perfino migliore della Nutella! – e alla cena in giardino, all’aria aperta.

Ecco, questo è il momento migliore della giornata.

Innaffio con amore le mie piante nuove di zecca, e rimango seduta fuori fino a quasi alle nove di sera, leggendo il giornale sul portatile o, come questa sera, scrivendo. 


E proprio questa sera fa quasi freschino, che bellezza!

So che durerà poco, domani saranno di nuovo 26 gradi a fronte dei bellissimi 19 di questo momento!

Vai che stanotte, forse, si fa a meno del ventilatore! Ed il mio gatto, che praticamente viene in casa solo a mangiare e bere, passando anche la notte all’aperto, forse stasera rientra!

La mancanza di pioggia, una rarità da queste parti, ha inaridito i bellissimi e numerosi parchi inglesi, che ora hanno l’erba bruciata, compreso il mio giardino. Era già stato ventilato un divieto di bagnare i giardini, a partire dal 5 agosto, con il solo uso degli innaffiatoi consentito. Che per il mio spazio ci può stare, ma quale ci vuole per Hyde Park?

Ed invece, contro tutte le previsioni, ha finalmente piovuto e le temperature si sono abbassate intorno ai 20 gradi, un gradito ritorno alla tipica estate inglese! Un sollievo per tutti!

Sollievo di breve durata, sembra, in quanto già questa settimana è previsto il ritorno a livelli tropicali.

Allora, stoici, sopravviviamo. Lamentandoci del caldo, e poi della pioggia. Perchè non essere mai contenti delle condizioni metereologiche, argomento principale di conversazione da queste parti, è una caratteristica di “noi” d’oltre Manica.

E, nel caso abbiate ancora dei dubbi sulla mia “inglesità”, dopo questo articolo credo non ne avrete più, che dite?

  • Elena – Londra
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