Malta, paradiso fiscale per i freelance

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Testimonianza inviataci da Grazia, Malta


Mi sveglio, mi guardo intorno e mi chiedo se sto ancora sognando.

Preparo il caffè e, nel frattempo, ecco che arriva un sorriso, un sorriso di incredulità e soddisfazione per avercela fatta a realizzare il mio piccolo sogno nel cassetto: aprire partita IVA a Malta come traduttrice ed interprete.

Svolgo questa attività in proprio da circa 2 anni, ovvero da quando ho iniziato a sentire un estremo bisogno di indipendenza professionale, che potesse dar sfogo alla mia creatività e al mio desiderio di libertà.

Mi reputo, in effetti, una di quelle persone affette dalla cosiddetta sindrome di “Wanderlust”: un desiderio incontrollabile di girovagare, a volte senza meta, a volte in cerca di se stessi.

Un desiderio di instabilità, di una vita diversa da quella comune incentrata su famiglia, figli e posto fisso.

In un giorno qualunque di fine ottobre, mi sono imbattuta in un articolo pubblicato da una mia collega traduttrice, che spiegava proprio quanto potesse essere conveniente e gratificante diventare traduttori freelance residenti a Malta.

Ho letto per la prima volta di quello che, a detta di molti, è un “paradiso fiscale”, un’isola del Mediterraneo che agevola i freelance nel creare la propria attività.

Sono rimasta estasiata e attonita allo stesso tempo e ho iniziato a pensare che quella sarebbe potuta essere la soluzione ideale per il mio spirito libero.

C’è da considerare che mi sono ritrovata completamente da sola nella fase di sviluppo e pianificazione del mio sogno da nomade digitale.

Ho preferito io stessa non parlarne molto neanche con chi mi era più vicino.

Sapevo già che le reazioni sarebbero state scettiche e incredule, e che mi avrebbero scoraggiato (e così è stato!).

Ho preferito dedicare il 100% di me stessa in quello che per me era allora, e sarebbe stata, una via di fuga da una vita che assolutamente non volevo.

Ecco, allora, che mi sono messa in moto.

Ho lavorato sodo, cercando di alzare le mie tariffe con i clienti fissi e instaurare, al contempo, collaborazioni di lungo termine con multinazionali che mi assicurassero la possibilità di riuscire a pagarmi l’affitto e le spese sull’isola.

Mi sono informata autonomamente sulla procedura da fare per aprire la partita IVA a Malta e sui documenti necessari.

Mi sono posta degli obiettivi di entrate economiche di mese in mese, pianificando di partire per cercare casa sull’isola ad aprile 2018.

A partire da novembre 2017, mi sono concessa 6 mesi di tempo per dare il massimo e rendermi conto, io stessa, della fattibilità di questo progetto.

Nei momenti di sconforto, nel corso di questa battaglia contro i pregiudizi degli altri e contro le mie stesse paure,  mi ha aiutato molto la pagina Facebook dei Nomadi Digitali e i video motivazionali di alcuni imprenditori di successo.

A fine marzo ho fatto la resa dei conti: era andato tutto secondo i miei piani.

Ho dunque prenotato l’aereo e preso i primi appuntamenti con le agenzie immobiliari.

Non viaggiavo in aereo da circa un anno e, durante l’imbarco, ho iniziato a sentire quell’adrenalina, quel senso di ignoto, quell’impulso all’avventura che non provavo da tempo.

Ed eccola lì, nascosta dietro una piccola nuvola: l’isola, il paradiso! Mentre l’aereo planava, ho avuto la sensazione di aver trovato finalmente il posto giusto per me.

Ho atteso con ansia il giorno successivo per vedere una casa che mi interessava particolarmente: un monolocale moderno con due terrazze grandi, in un quartiere tranquillo e a un prezzo ragionevole.

Me ne sono innamorata subito, già dalle foto: era perfetto per me. Non appena poi l’ho visto dal vivo, ho deciso che sarebbe stata quella, la mia casa.

Firmare il contratto di locazione è stata una gioia immensa: in quel momento mi sono resa conto di avere il mio sogno lì davanti a me e di poterlo toccare con mano.

Ora sono qui, a combattere ancora per il mio sogno/realtà.

Ho ottenuto da pochi giorni il numero di partita IVA e dovrò richiedere la carta d’identità maltese.

Nonostante gli imprevisti e le corse contro il tempo, mi sento molto positiva e forte.

A volte mi guardo indietro, sorridendo a tutto quello che credevo impossibile ma che ora fa parte della mia realtà.

Il mio è un messaggio di speranza rivolto, in generale, a tutte quelle persone che hanno un sogno e che non trovano il coraggio di realizzarlo.

Non mollate mai: resistete, piangete quando necessario ed eliminate, a poco a poco, tutte quelle persone che cercano di buttarvi giù di morale e che vi dicono che sognate troppo in grande e di tornare con i piedi per terra.

Non vergognatevi di ammettere le vostre paure e di pensare di meritare il meglio dalla vita.

Siate anche voi un esempio di dignità e di lotta, per voi stessi e per chi vi sta intorno.

Io sono ancora all’inizio del mio sogno/realtà, ma da qui la vista è già uno spettacolo.

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