cullaLa mia recente maternità mi ha permesso di conoscere tante mamme canadesi e fare delle belle amicizie.

Vivere qui, con queste nuove amiche, il mio essere mamma mi ha fatto conoscere da vicino un approccio diverso alla genitorialità il quale mi ha fatto riconsiderare e mettere in discussione certe idee sulla puericultura che abbiamo in Italia.

Ecco 10 cose che ho imparato dalle mamme canadesi e che noi mamme italiane dovremmo probabilmente prendere in considerazione per vivere la magnifica esperienza di avere dei figli in maniera più leggera e più sana, sia per noi che per i nostri bambini.

1. Allattamento al seno

Sì, sempre, comunque ed ovunque. E il biberon? Certo, perché no?

2. I papà

Al netto del loro impegno lavorativo fanno tutto quello che fanno le mamme, le quali delegano senza troppe ansie. Moltissimi predono il congedo parentale per favorire le loro compagne che lavorano e non possono assentarsi l’intero anno.

3. Svezzamento

Il bambino mangia quello che mangia tutta la famiglia, basta togliergli la porzione prima di aggiungere il sale. Può assaggiare il mio ceviche e le mie patate al formaggio al pub, qual è il problema? lo imbocco io con le dita!

4. Pulizia

Il bambino mangia con le mani, può stare seduto per terra anche al ristorante (per poco, giusto il tempo di sistemare la borsa e riprenderlo in braccio) può mettere in bocca il gioco caduto, può leccare il materassino della classe di yoga, può giocare sul prato, rotolarsi e sporcarsi quanto vuole!

5. Hobbies e tempo libero

Con il bambino si può fare di tutto: ginnastica, corsa (con il piccolo nel passeggino) yoga, lezioni di musica o campeggio. Puoi portarlo dappertutto, sì anche al parco quando piove, puoi andare in Messico o alle Hawaii, avere un piccino non ti fa sentire limitata praticamente in nulla!

6. Vita sociale

Non sarà mai così intensa come durante il congedo per maternità. Gruppi di sole mamme impavide organizzano book club, ciaspolate sulla neve, pomeriggi a guardare le Olimpiadi, pranzi in birreria o semplici incontri a casa (con circa 15 ospiti!) per conoscersi e far stare i bimbi insieme.

7. Il Pediatra?

Questo sconosciuto! Da lui si va solo in caso di stretta necessità. Per tutta l’ordinaria amministrazione, dal vaccino alla visita di controllo, c’è il medico di famiglia.

8. Il bambino non mangia, non dorme, non dà segni di essere il genio che tutti ci aspettiamo?

Non è un problema, bisogna avere pazienza e rispettare i suoi ritmi alla fine arriverà a fare quello che tutti gli altri fanno.

9. Abbigliamento

Tutto di seconda mano! E’ uno spreco quasi inconcepibile comprare cose nuove per bambini piccoli che crescono di mese in mese. Banditi tutti quei capi, soprattutto per bambine, con volant e dettagli complicati. I vestiti dei bambini devono essere pratici, lavabili ad alte temperature e asciugati in asciugatrice. La parola d’ordine è comodità!

10. Don’t judge!

Sarà forma di educazione o vera sensibilità, comunque qui non si pontifica sulle cose da fare e da non fare o su come tu o quell’altra stiate sbagliando. Anche quando non si è d’accordo ci si mette nei panni dell’altra. Non ci si vanta delle presunte conquiste dei propri bambini, facendo impliciti raffronti con quelli degli altri. I rapporti tra mamme sono all’insegna dell’empatia.

bambina-neonata

11 commenti
  1. annalisa
    annalisa dice:

    Stessa cosa in Francia. Dopo un primo momento di choc mi sono ho iniziato ad abbracciare il sistema locale. Non puoi capire quanto apprezzi la n°10. Sarei dovuta emigrare prima fi fiventare mamma.

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  2. Chiara
    Chiara dice:

    Sono d’accordo quasi su tutto. Lo svezzamento però non può avvenire con quella leggerezza. L’apparato digerente del bambino deve abituarsi gradualmente ai cibi più complessi. Non è solo il sale che si deve inizialmente evitare, ma salse varie, aromi, tipi di cottura ecc. Riguardo l’igiene, ok non esagerare. Ma fargli addirittura leccare il tappetino nella palestra di yoga mi sembra quasi di accettare che si becchi i funghi. I tappetini delle palestre sono sporchi di sudore, polvere, e dio solo sa quanto altro. Per il resto non sono maniaca dell’igiene. Il bambino deve sporcarsi, giocare nel prato e divertirsi…. Serve anche alle sue difese immunitarie, ma c’è un limite :-/

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    • Elena Vancouver
      Elena Vancouver dice:

      Ciao Chiara, ti assicuro che ovunque e da sempre l’alimentazione e’ dominata da fattori molto più culturali e storici che scientifici. Spezie e tipi di cottura variano enormemente da paese a paese e da epoca ad epoca. I bambini possono provare tutto, basando la propria alimentazione su cibi sani, come dovrebbe essere per i grandi. Qui c’è una grandissima attenzione all’alimentazione e alla cura del corpo, attraverso lo sport in particolare. Si mangia sano, bio quanto possibile e molto molto vario. Si sta all’aria aperta tutto l’anno. Allo stesso modo vengono educati i bambini. Riguardo il tappetino..beh’ in effetti non è il massimo e certo non che qui le mamme offrano tappetini per lo yoga da far masticare ai loro bambini, ma se capita che il bimbo faccia qualcosa di poco igienico nessuno si fa prendere dall’angoscia, nessuno grida, nessuno strappa di mano l’oggetto incriminato. Un gentile no e un sorriso bastano, e se il bambino ripete la cosa, si ripete anche il sorriso, magari una risata di tutte le mamme a lezione, e si prende in braccio il piccolo masticatore per distrarlo un po’. In Italia a situazioni simili ho visto vere proprie relazioni di panico da parte dei genitori.

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  3. Denise
    Denise dice:

    Bellissimo articolo! Il mio compagno ha parenti in Canada, a Vancouver per la precisione e ci raccontano sempre che è proprio così! Che voglia di scappare 😘

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  4. Anna
    Anna dice:

    Bellissimo articolo! condivido! e soprattutto, lasciare i bambini fare le loro esperienze, che si sentano indipendenti e sappiano prendere le loro decisioni (parlo magari dai 4-5 anni in su)… che la mamma non stia sempre lí col fiato sul collo! :).

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    • Elena Vancouver
      Elena Vancouver dice:

      Cara Anna, sembra proprio che l’indipendenza invece inizi nelle prime fasi della vita dei piccoli, e nonni debba aspettare che abbiano 4 o 5 anni. Guardo affascinata la disinvoltura con cui vengono lasciati a risolvere le piccole sfide sin dai loro primi mesi di vita. Raggiungere un giocattolo, trovare il modo di afferrare quel biscotto. I genitori qui osservano molto e cercano di intervenire il meno possibile. Io, che sono sempre stata molto attiva, mi trovo a dovermi mettere le mani in tasca e aspettare che la mia bimba faccia le sue prove senza che io arrivi a risolverle il problema. Anche al parco i genitori siedono sulle panchine o fanno jogging intorno al perimetro e bimbi di 2 anni giocano tranquilli da soli, senza un controllo continuo, un aiuto in ogni cosa, un’interferenza da parte degli adulti. All’inizio ero l’unica che stava vicino alle giostrine, allo scivolo, alle altalene con i miei di 5 anni..ho imparato piano piano….ho preso le mie distanze e, sorpesa delle sorprese, se la sono cavata benissimo ed io mi sono rilassata un po’ 🙂

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  5. Valeria
    Valeria dice:

    Anche io vivo così il mio essere mamma. Sono a Sydney in Australia. Aggiungerei un altro punto: Inserimento al nido. Vai col piccolo tutte le volte che vuoi (di solito 2-3, ma è a discrezione della mamma) per vedere come risponde al nuovo ambiente. Dalla prima volta che ho portato mio figlia, l’ho lasciata giocare da sola e lei non mi ha neanche cercato con lo sguardo! Dalla seconda visita l’ho messa a dormire con gli altri bimbi. Alla terza ha fatto riposino, snack e pranzo.
    Secondo me in Italia sono rigidissimi.
    Bisogna dare fiducia ai bimbi, ci sorprenderanno!

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    • Elena
      Elena dice:

      Qui il nido è un vero tasto dolente. In pratica ne esistono pochissimi, solo privati, carissimi. Ne parlo in uno dei miei articoli.

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  6. Claudia Cortelazzi
    Claudia Cortelazzi dice:

    Qui tutto uguale o simile (Praga) addirittura si mettono i bambini a dormire in balcone (fino a -5 gradi) poi quando si va per negozi e questi hanno un scala esterna e difficile per il passeggino si lascia il bimbo fuori, nessuno si sognerebbe mai di toccarlo!
    Nei paesi i bimbi piccoli vanno a scuola da soli già dai 7 anni!

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    • Elena
      Elena dice:

      Ho visto anche qui bimbi in carrozzine lasciati tranquillamente fuori dalle scuole o dai negozi anche in inverno. Le mamme danno un occhio dall’interno delle vetrine magari, si affidano al controllo degli altri genitori che entrano e escono per portare i più grandicelli in classe, ma non hanno paura di lasciarli per qualche minuto da soli. Io non ci riuscirei nemmeno a pagamento, non sono così canadese ancora 🙂

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