emma-tetti-letture-libri

Leggere libri che profumano d’Italia… per ricordarci la nostra storia e la nostra identità e renderci ancora più ricettivi alla cultura della differenza.


“Maria di Isili” è un romanzo di Cristian Mannu, vincitore del Premio Calvino nel 2015 ed edito da Giunti nel 2016.

C’è un’Isola di vento. Vento nelle spiagge bianche; vento nelle scogliere bagnate dal mare; vento nelle montagne che si fondono con il cielo; vento fra i capelli delle donne; vento nelle anime di ogni abitante.

Vento di maestrale, vestito di neve, o vento di scirocco, dall’alito di leone.

Vento leggero come una carezza di un angelo, vento impetuoso come lo schiaffo di un folletto.

E, soprattutto, vento che di una scintilla fa un incendio, vento che solleva lapilli incandescenti bruciando boschi, città, ricordi e progetti.

Le canne al vento di deleddiana memoria a volte non si piegano: si spezzano e diventano falò di streghe in un’Isola che non è solo mare e tradizione, ma anche cemento, miseria morale, arsura d’amore. La siccità di piogge troppo attese apre crepe nei volti che hanno dimenticato perfino le lacrime.

Lei aveva un vento più forte del mio a spingerla dentro. Lei non ha saputo calmarlo, quel vento, non ha saputo come farlo quietare”.

Maria di Isili” è un romanzo forte e di struggente bellezza, che si tinge di amore e odio per la terra natia, così aspra e così dolce.

La protagonista è una creatura dagli occhi azzurri di infinito, animata da passioni intense e  custode di segreti che ne precedono il primo vagito e ne seguono l’ultimo respiro,rendendola carne viva nella memoria di chi la ha incrociata nel proprio percorso.

La medesima storia viene raccontata da personaggi diversi, più o meno coinvolti in essa, e progressivamente la verità si svela, nella sua dimensione corale, capitolo dopo capitolo. Non la detiene nessuno la verità: è un puzzle con una tessera sempre mancante, un gioco crudele di scatole cinesi, una tavolozza di colori fra le mani di un cieco. Lo stile regge il gioco a tale canto di solisti in alternanza sul palco della vita, diventando duttile come pasta di pane non ancora infornata e contemplando, oltre alla prosa intrisa di musica e poesia, anche termini dialettali e gergali.

In cosa credere? In cosa credere ora che il vento ha spogliato le fronde e divelto le radici, lasciandoci senza un albero che dispensa i frutti della conoscenza del bene e del male? Nel racconto. Nelle parole che si tramandano nel fluire delle generazioni senza morire mai, parole di donne, figlie di molti ventri e sempre madri di altri, che si affidano al vento per narrare una storia infinita, a volte fiaba a lieto fine.

Emma Fenu

http://donnecheemigranoallestero.com/libri-parole/diario-viaggio-lettrice/        

occhi maria di isili coperitna libro                                           

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi