Mauritius: una follia per ricominciare!

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Trasferirsi a Mauritius, per noi che veniamo dalla Sicilia, con una sfrenata passione per il mare, sarebbe stata l’unica scelta possibile o quantomeno una delle poche.

In realtà è Mauritius che ha scelto noi, con una proposta di lavoro molto interessante e stimolante per mio marito, arrivata per caso.

Una vacanza progettata per conoscere questo piccolo puntino sul mappamondo e, nel silenzio generale, in pochi mesi la scelta di accettare e di lasciare tutto era fatta.

Aver mollato l’Italia senza pensarci due volte è stata, per molti e incluse le nostre famiglie, una scelta folle: una pazzia!

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Perché avremmo dovuto andare a vivere cosi lontano da casa, dalla famiglia, dagli affetti e dagli amici storici, lasciando lavori stabili e sicuri?

Quello che ci ha spinto, prima di ogni cosa, è stata la voglia di dare ai nostri figli, di 12 e 8 anni, una più alta qualità di vita rispetto a Palermo.

La possibilita di parlare più lingue, frequentare una scuola internazionale e vivere in un paese davvero multiculturale, tollerante e aperto a popoli e religioni diverse ma ben integrate tra loro.

Farli sentire cittadini del mondo, non solo cittadini italiani. Insomma, regalare loro una marcia in più senza che se ne rendessero conto.

Ma anche per noi, il bisogno di fare un’esperienza di vita diversa dalla solita routine, avendo entrambi sempre vissuto e lavorato per tanti anni nello stesso posto, era un incentivo entusiasmante.

In più, questa scelta ci avrebbe permesso di riunire la nostra famiglia, dopo che il lavoro di mio marito lo aveva costretto, per 15 anni, lontano da casa per ben 5 giorni a settimana.

Il mondo è  cosi grande e la vita è una sola, ci siamo detti.

La verita è che quando arrivi a quarant’anni e ti accorgi che i tuoi figli stanno crescendo a vista d’occhio, presa come sei dal tuo lavoro di turnista che ti porta a ritmi professionali assurdi e che ti prosciuga tutte le energie necessarie per fare altre cose o goderti il tempo libero, avendo la consapevolezza di  non essere una wonderwoman, capisci che c’è qualcosa che non va nella tua vita.

Aspetti e cerchi il momento giusto per cambiare quel qualcosa sapendo anche che il tempo passato non puoi più riaverlo indietro: puoi solo cercare di recuperare.

Così, tutto è successo quasi per caso e quel momento è venuto a bussare alla nostra porta mentre eravamo in vacanza in barca alle isole Eolie.

Non si poteva dire di no. La voglia di cambiare la nostra vita e i  nostri sogni nel cassetto hanno fatto il resto.

Quest’avventura ci ha portati, però, a migliaia di chilometri da casa.

Sono passati quasi 3 anni da quelle lacrime in aeroporto, con le nostre valigie piene di ricordi e di ansie per il futuro che ci aspettava. 

Sono seguiti tanti altri voli da allora, ma le lacrime ci sono ancora tutte le volte che torniamo a Mauritius dalle vacanze in Italia, nell’isola dell’Oceano Indiano che per noi è diventata ormai casa.

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Nell’immaginario collettivo, trasferirsi su un’isola tropicale con spiagge bianche e palme da cocco è quanto di meglio possa accaderti nella vita.

Abbandonata la veste del turista, però, tutto assume una prospettiva diversa.

Infatti, all’inizio, non è stato affatto facile per nessuno di noi.

Per me, ritrovarmi improvvisamente, dopo 22 anni di lavoro, senza un’occupazione e con intere giornate da passare da sola è stato destabilizzante.

Anche per i miei figli, iniziare una scuola internazionale non parlando praticamente inglese e dopo aver lasciato con enormi sofferenze in Italia tutti gli affetti e gli amici, è stata dura.

E per mio marito affrontare una nuova avventura professionale e rapportarsi con questa nuova realtà così complessa da gestire è stato molto impegnativo.

Nonostante tutto, sia a me che a lui, già da subito era stato chiaro che quest’ esperienza di vita ci avrebbe regalato tanto.

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Quando ripenso ai ritmi della mia vita a Palermo, dove sono nata e cresciuta e dove ho lavorato per tanti anni, alla nevrosi che inconsapevolmente accompagnava le mie giornate scandite dalle lancette dell’orologio, e faccio ilparagone a quanto tempo io abbia adesso per poter godere di quello che mi circonda, mi rendo conto del salto di qualità che la mia vita ha subìto.

Aver riunito la mia famiglia, disporre di tempo per i miei figli, riavere la completa gestione del mio spazio e delle mie giornate è il dono più grande che mi sia fatta.mare-mauritius

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