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Sono arrivata a Mendoza nel 2009. Era il mese di marzo, tempo di vendemmia.

Mendoza è terra di vigne, famosa per i suoi vini – sopratutto il Malbec, un rosso denso e profumato. Le vigne cominciarono a piantarle gli immigrati italiani e spagnoli, arrivati qui fin dalla fine dell’ottocento, che con il loro duro lavoro iniziarono  a domare queste terre aride ai piedi delle Ande rendendole fertili e ricche. La festa della Vendemmia è quindi soprattutto omaggio a quegli immigrati, italiani spagnoli ma anche francesi, arabi, ebrei, in onde successive, maestri del vino. Certo con gli anni le celebrazioni si sono un po’ snaturate divenendo richiamo per i turisti – il turismo è una fonte importante di entrate per la regione -, ma continuano a rallegrare le strade con le sfilate dei carri in costume, espressione delle varie provincie di questa regione di Cuyo di cui Mendoza è la Capitale federale; con i prodotti ortofrutticoli che vengono lanciati “letteralmente” sulla popolazione che fa ala al percorso dei carri lungo i viali della città per un’intera giornata. mendoza

Su ogni carro –ahimè- troneggia una miss, scelta fra le più belle delle varie province. La regina, che  sarà eletta nella serata finale, avrà compiti di rappresentanza e di beneficenza per tutto l’anno fino alla vendemmia successiva. Anche tutto questo ha origini antiche, risale al 1913. L’apoteosi avviene nel gran Teatro Greco sul Cerro de la Gloria che ospita anche il monumento al generale San Martín, il libertador, e alla sua traversata delle Ande per ricacciare gli Spagnoli dal Cile e dal Perù. Un grande spettacolo di canti danze  e narrazioni, memoria del lavoro e della Storia, a cui assistono ogni anno oltre 40.000 spettatori e vede in scena oltre mille persone fra attori cantanti musicisti e ballerini. Sugli spalti dell’arena quelli che si possono permettere il biglietto piuttosto caro; sulle pendici del cerro, gli altri – i più –  che trasformano l’evento in un momento di convivio con mate e empanadas.

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Ho scoperto la città poco a poco macinando chilometri, per fortuna in pianura perché Mendoza sorge su un altipiano a 746 metri di altura. Una città in mezzo al deserto, pensavo, dovrebbe essere squallida e polverosa. E invece no. I suoi abitanti hanno imparato dagli huarpe – il popolo originario della zona, ora purtroppo quasi totalmente estinto come quasi tutti i nativi dell’Argentina ridotti ormai a circa 500.000 che vivono perlopiù in situazione di indigenza – la tecnica delle acequias, canali di irrigazione che convogliano l’acqua dai fiumi e dai ghiacciai e fiancheggiano le strade. Non c’è da stupirsi quindi che la città sia un meraviglioso giardino con grandi viali alberati e piazze che sembrano parchi. E anche parchi ce ne sono tantissimi. I Mendocinos vanno fieri di quello che sono riusciti a fare della loro città, quest’oasi di verde e frescura in mezzo al deserto, miracolo dell’uomo quando non distrugge la natura ma la protegge, la guida e la ricrea.

Anna Fresu


5 commenti
  1. Mariela González Cati
    Mariela González Cati dice:

    Anna, è bellissima questa tua descrizione! Sono proprio vere tutte le sensazioni anche per me. Lo dico proprio come donna argentina con cittadinanza italiana.
    Ti saluto affettuosamente nel “Giorno dell’Amico” che festeggiamo in Argentina.
    Mariela González Cati (figlia di Nora Cati)

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    • Anna Fresu
      Anna Fresu dice:

      Cara Federica, è vero che negli ultimi anni la pulizia della città non è più la stessa di quando sono arrivata nel 2009; però se penso a come hanno ridotto Roma, la città da cui sono partita, in questi stessi anni mi viene da piangere. In ogni caso qui vedo passare in continuazione gli spazzini che per esempio riuliscono perfettamente la città dopo la movida del venerdì sera o dopo un evento o una manifestazione. Come al solito la responsabilità va anche ai cittadini quando non sono capaci di prendersi cura del bene pubblico. E che sono i primi a criticare le aministrazioni (che comunque hanno le loro responsabilità). In ogni caso Mendoza continua ad essere una città molto viviblile per gli spazi verdi, le piazze, fruibili da tutta la popolazione. Il problema più grave in questo momento è purtroppo la sicurezza con molti furti che troppo spesso finiscono con un omicidio. E poi la piaga, uiversalmente diffusa ma ancor meno giustficabile, del femminicidio.
      Un caro saluto

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  2. DANILA TIBERI
    DANILA TIBERI dice:

    FORSE E’ PROPRIO A MENDOZA CHE SI SONO TRASFERITI I MIEI AVI CUGINI E CUGINE DI MIO NONNO DALL’ ITALIA REGIONE MARCHE PROV. DI ANCONA. QUALCUNO MI SA’ dire se ci sono delle famiglie o degli individui con il COGNOME TIBERI .grazie.

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