GlendaMi è successa una cosa bizzarra, qualche giorno fa.

Premetto che uso Facebook in modo moderato per varie ragioni e che non mi intrometto nelle conversazioni altrui. Ma, dopo aver letto un post che riportava un commento scritto da un noto politico italiano, per la prima volta ho deciso di condividerlo con i miei “amici”.

Voi direte: “e che c’e’ di male?” Niente. Non c’è proprio nulla di diverso rispetto ai milioni di post che girano in Rete.

Ma – e mi accade per la prima volta – sono stata “segnalata” ed il post è stato rimosso dalla mia pagina, senza neanche essere avvertita.

Ora voi vi chiederete “chissà cosa ci sarà mai stato scritto”. Beh, ve lo riporto qui: così siamo tutti al corrente:

Qualcuno mi chiede cosa penso degli italiani che vivono all’estero ed io rispondo sempre che ognuno dovrebbe vivere nel proprio paese e dovrebbe partecipare alla crescita dello stesso. Chi scappa non merita di stare qui, lo considero un fannullone, e non è un caso che in genere siano sempre meridionali e africani ad andarsene, gente senza cultura del lavoro…

Forse sbaglio a parlarne e a dedicare considerazione a questo fatto.

Non voglio entrare comunque nel merito di alcunschieramento politico, poiché vi assicuro che se queste parole fossero state scritte da un mio amico che – per dire a caso – facesse l’insegnante, avrei lo stesso condiviso e risposto.

Perché? Perchè mi sono sentita tirata in ballo in quanto MERIDIONALE e residente all’estero.

Ma di certo non “fannullona e senza la cultura del lavoro”.

Di sicuro il soggetto autore dell’affermazione di cui sopra all’estero ci fa fare, a noi emigrati italiani, solo una bruttissima figura, ve lo assicuro.

In ogni caso, credo che ogni singolo italiano che viva fuori dai confini natali sia un caso a sé: ci si potrebbe scrivere un libro per ognuno di loro. E allora, perché si generalizza così facilmente e si offende gratuitamente?

Sì, perché certe parole non sono scelte a caso e di certo non con una accezione positiva.

Ho scritto già sul motivo per cui sono andata via dall’Italia e perché mi sia trasferita a Dubai. Ma non ho mai escluso la possibilità di ritornare nel mio Paese.

dubai

Quel mix di amore e repulsione che provo nei confronti del NOSTRO Paese è un mio “problema” e non voglio essere elogiata da nessuno, ma soltanto rendere orgogliosi i miei genitori che hanno faticato tanto per farmi essere la persona che sono oggi. Però, non apprezzo le generalizzazioni così di basso lignaggio ed inutili, né i preconcetti arcaici e ridicoli sulle provenienze o valori importanti come il lavoro.

Ci sono molti casi di italiani che si sono distinti all’estero e che ci avevano prima provato in Italia.

Un caso su tutti che mi viene in mente è quello di Sabina Berretta, laureata con lode in Neurologia.

Proprio lei ha prima tentato – senza successo – il concorso a Catania per diventare bidella! Allora, delusa e scontenta, è partita per gli Stati Uniti e adesso dirige il Laboratorio di Ricerche Neurologiche di Harvard!

Ora vi chiedo: pensate che a lei si possa dire “fannullona”, “priva di cultura del lavoro”, “MERIDIONALE o AFRICANA” che non si batte per il proprio paese?

Lei si batte eccome per un miglioramento del nostro paese. Sapete in che modo? Portando alto il nome dell’Italia.

Al contrario di altri, lei ci fa fare bella figura e cerca di fare la differenza per tutti, non solo per lei o la sua famiglia o i suoi amici o non so chi.

Non tutti gli italiani lavorano ad Harvard, ci mancherebbe. Ma questo non importa.

Ognuno a suo modo fa quello che può e che vuole. Che lo faccia in Italia, in Ghana o alle Hawaii, questo non autorizza nessuno a considerarlo un codardo che scappa o un pigro fannullone.

Vi posso assicurare che la pigrizia o la mancanza di coraggio non sono le prime skills dei migranti.

Come lo so? Perché mi sto “facendo un mazzo” incredibile e, anche se parlo per me stessa, sono sicura che la motivazione e lo sforzo contraddistinguono tantissimi, meridionali e non,  residenti all’estero, giovani e meno giovani, di qualsiasi pigmentazione epidermica. Ci saranno sempre i pigri, i fannulloni o i criminali, purtroppo. 

Se volete segnalarmi anche per il mio articolo, fate pure. Io, però, non credo di aver offeso nessuno. E se l’ho fatto, chiedo scusa in anticipo.

Penso soltanto che se ci fossero più persone come Sabina, ne trarremmo tutti beneficio.

dubai

 

 

 

 

 

 

3 commenti
  1. Maria Grazia
    Maria Grazia dice:

    Coraggiosa e…passionale, come solo una grande intelligente giovane persona del ‘SUD’,può essere!
    Brava Glenda,come tutti i giovani ‘emigrati’ all’estero!

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  2. Sabrina Martino
    Sabrina Martino dice:

    Anche io come tanti italiani sono scappata dall’Italia. Amo il mio paese e tutto quello che lo rende unico, ma non potevo più vivere di speranze. Laureata giovanissima e subito trovai un lavoro. Sono stata in quell’azienda quasi 3 anni poi nulla. La verità è che io non avevo raccomandazioni nonostante le mie performance erano alte. Disgustata sono andata via. Ho avuto la forza e il coraggio di riiniziare, ed oggi ho una carriera brillante e mi sento ripetere ogni giorno quanto lei è fortunata ad avere me! In Italia purtroppo devono cambiare un pochino di cose, iniziando da chi ci rappresenta e soprattutto da chi ancora cerca una raccomandazioni.

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  3. Isabella
    Isabella dice:

    Immagino che il politico autore di questa perla di saggezza sia un lavoratore instancabile e sempre presente durante le riunioni con i suoi colleghi esteri xD

    Rispondi

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