Sono sempre stata una che non si è mai fatta problemi a fare le cose da sola o a uscire di casa da sola,ma l’idea di dover stare sempre sola, per forza, nonostante il mio “parlare coi muri” se sono in vena, era una delle mie paure più grandi prima di partire.
Quindi, mi sono affidata al social network più usato e senza della quale adesso quasi non si vive: Facebook.

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Mi è bastato digitare: au pair Rotterdam, chiedere l’adesione al gruppo, dopodiché un po’ di quella mia paura è svanita, decisamente.
Dal gruppo su fb mi sono fatta inserire nel gruppo di whatsapp lì ho iniziato a partecipare alle conversazioni già prima di partire e a parlare in privato con qualche ragazza, accordandoci poi per prendere in caffè o passare una serata insieme in r’dam.
Già dalla prima settimana qui capii subito come sarebbero potute andare le cose in campo di “conoscenze”, benissimo! Infatti arrivata qui ho trascorso una settimana in compagnia della precedente au pair della famiglia che mi ha fatto visitare un po’ la città e mi ha fatto conoscere le “amiche di quartiere”, le altre ragazze au pair di Hillegersberg; poi il primo sabato mi sono aggregata a un gruppetto di ragazze del “gruppo di whatsapp” che andavano in un locale di witte de withstraat, la via dove c’è più movida notturna qua. È stata un po’ tragicomica quella serata perché dopo 5 giorni d’olanda l’inglese era ancora una cosa abbastanza lontana e mi sono ritrovata davanti 5/6 ragazze di cui una Canadese e un’ altra Sud africana.. non ve lo auguro mai di ritrovarvi nella mia condizione, ancora non le capisco quando parlano!

Da quel momento in poi non ho avuto più motivo di preoccuparmi per una solitudine forzata anzi, delle volte è difficile stare da sola!
Grazie al gruppo ho già conosciuto parecchie au pair e mi sono creata una cerchia di 8 ragazze con coi praticamente esco sempre ma non siamo mai solo noi, si conosce sempre qualcuno quando si esce o c’è sempre qualcuno che non sa che fare e si aggrega, ed è fantastico così.

Sarà che qui siamo tantissimi expat giovani, chi per lavoro, chi per studio ma è facilissimo fare nuove conoscenze. Siamo tutti un po’ “nuovi” tutti alla ricerca di nuove storie, modi di fare, correnti di pensiero, ricette da condividere e lingue da imparare. È bellissimo.
Nel mio “gruppetto” siamo un mix tra 5 Italiane, una slovacca, una ceca e una croata e le nostre conversazioni si svolgono principalmente in inglese ma stiamo imparando delle parole dell’una o dell’altra lingua, le prime sono state le parolacce o espressioni frequenti e le non italiane stanno imparando a capire e talvolta usare i nostri gesti.
Non sempre ci capiamo e il creare un qualche legame non è semplice a causa della lingua anche perché spesso ci sono espressioni che non sono traducibili come ben sapete. Col tempo però si capisce la mimica facciale e cosa vogliono dire determinate parole a seconda del contesto e riusciamo a  conoscere meglio la persona.

Col senno di poi mi sono resa conto che tutta la preoccupazione che avevo mi ha fatto bene perché mi ha  spronato a buttarmi ma non era del tutto necessario avere così tanta ansia.

Sono stata fortunata a trovare subito compagnia per questa mia prima, grande esperienza, probabilmente la fortuna è dovuta anche al fatto che essere au pair vuol dire far parte a prescindere di una qualche sorta di comunità ma se non mi fossi messa alla ricerca di qualcosa per trovare soluzione a un mio stato d’animo negativo, adesso starei sempre nella mia camera con il laptop come migliore amico.

La “missione amicizia” posso dire sia partita bene e spero di potervi raccontare tante belle cose che capitano a me qui, con loro.

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