Moana in Te Reo Maori, lingua della popolazione indigena della Nuova Zelanda, significa Mare.

Non c’è nulla di poco chiaro o opinabile.

Non c’è quella associazione sessuale e discutibile che gli italiani gli hanno attribuito negli anni, tanto da dover cambiare il titolo di un cartone animato.

Moana è un nome sacro, rispettabile e assoluto per i popoli del pacifico. Moana è il mare e tutto ciò ad esso associato.

Si narra che Moana avesse un segreto adagiato sul suo fondale e che Maui l’abbia scoperto.

Maui era un bambino sempre attivo e un po’ indisciplinato che, da sempre, aveva sognato di poter andare a pescare con il suo fratello maggiore.

Ogni volta che suo fratello tornava da una battuta di pesca, Maui chiedeva impaziente “la prossima volta posso venire con te?”, ma il fratello trovava sempre un motivo per non portarlo e gli diceva “No, Maui sei troppo piccolo e poi ci serve spazio sulla nostra Waka, canoa, per tutti i pesci che catturiamo”.

Maui era deciso a dimostrare a tutti quanto fosse un buon pescatore e così, segretamente, studiava un piano per sorprenderli.

Una notte, iniziò ad intrecciare delle foglie per farne una lenza, poi prese un osso che sua nonna, Murirangawhenua, gli aveva regalato e lo intarsiò per farne un amo magico.

Maui si nascose, poi, a poppa della canoa sotto dei teli.

Una volta in mare, il fratello di Maui sentì che la canoa era più pesante del solito e sorprese Maui accucciato nella dispensa del cibo. Voleva riportarlo a terra, però Maui usò i sui poteri magici per far sembrare la riva più distante di quanto fosse in realtà, e fu cosi che suo fratello non riuscì a riportarlo indietro.

Mentre gli altri erano intenti a remare, Maui lancio di fretta la lenza con il suo amo magico. Sentì subito tirare forte e capì che aveva pescato qualcosa di grosso: qualcosa che non era mai stato pescato prima.

Maui chiamò tutti per farsi aiutare. Ancorarono di fretta la canoa e, dopo tanto tirare, improvvisamente apparve Te Ika a Maui (Il pesce di Maui), conosciuta oggi come l’isola nord della Nuova Zelanda.

Maui era tutto emozionato e felice e disse a suo fratello “Questo e’ il pesce che nostra nonna, Murirangawhenua, ha detto che ci avrebbe regalato”. Maui lasciò il fratello a fare la guardia al pesce gigante mentre tornava verso Hawaiki per avvertire la sua gente. 

Quando Maui se ne andò, suo fratello e gli altri  non aspettarono un minuto di più e cominciarono a tagliare il pesce gigante per spartirsi le parti della nuova terra emersa. I tagli inflitti sulla superficie del pesce gigante sono poi divenute montagne e vallate della Nuova Zelanda.

Te Waka a Maui, la canoa con cui Maui e suo fratello erano andati a pescare, è oggi conosciuta come l’isola sud della Nuova Zelanda e Te Punga a Maui, l’ancora che Maui utilizzò per riuscire a tirare su il pesce gigante, è l’isola Steward.

Uccelli, alberi, piante e animali, insieme al popolo di Hawaiki, popolarono questo enorme pesce, oggi chiamato Aotearoa, terra dalla grande nuvola bianca. Te Moana avvolge questo paese perso nell’oceano; un paese magico, verde e per alcuni ancora molto spirituale.

Un proverbio Maori dice “Kia hora te marino, Kia whakapapa pounamu te moana, Kia tere te Kārohirohi i mua i tōu huarahi“.  

“May the calm be widespread, May the ocean glisten as greenstone, May the shimmer of light ever dance across your pathway.”

Possa la calma essere sparsa per il mondo, possa l’oceano brillare come la giada, e il luccichio della luce danzare per sempre nel tuo cammino. 

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