Percorso mentale per un trasferimento: qual è il vostro?

Siamo al consueto appuntamento mensile di coaching in valigia e torniamo ancora a parlare di viaggio.

Questa volta lo facciamo rispondendo a una domanda che sta a cuore a molti. La domanda è: “come faccio a scegliere la giusta nazione per trasferirmi?”.

Dico che sta a cuore a molti perché, dopo la pubblicazione dell’intervista doppia sulla vita in Norvegia (qui, se ve la siete persa), qualcuno mi ha scritto proprio con questo interrogativo.

Tre sono i ragionamenti che possono essere messi in atto, per scegliere la futura nazione: scopriamoli insieme.

Il primo ragionamento: scegliere secondo il trend.

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Questa può sembrare una provocazione. Ma alzi la mano chi di voi non si è chiesto almeno una volta come si stia alle Canarie o in Portogallo. Eccole: le due nazioni che sono il trend del momento!

Le Canarie, con il loro clima temperato, il maglione di lana da buttare, il sogno della spiaggia tutto l’anno a due passi da casa e il costo della vita relativamente basso. Le Canarie, terra di divertimento e spensieratezza, dove gli italiani hanno aperto attività in proprio e si godono le gioie lontano da tutti.

E il Portogallo, ahhh il Portogallo! Che ci fanno pure i servizi al telegiornale per dirci quanto si sta bene. Il Portogallo, così rustico, così paesino eppure così internazionale, e così vantaggioso per le tasse e per i pensionati.

Canarie e Portogallo. Due mete meravigliose, qui prese a esempio perché molto in voga in questo periodo, ma ogni decade ha avuto il suo trend.

Vantaggi e svantaggi del ragionamento numero 1

Vantaggi: scegliere una località “di moda” significa andare a colpo sicuro in una nazione che sappiamo essere bendisposta nei confronti dei nuovi immigrati. Essendo così piena di nuovi immigrati, la nazione in questione avrà anche qualche vantaggio palese, come il clima nel caso delle Canarie, o le agevolazioni per i pensionati nel caso del Portogallo.

Svantaggi: si rischia di chiudere gli occhi sui dettagli che, alla lunga, potrebbero fare la differenza. Facciamo qualche esempio.

Aprire un business richiede una dose di rischio che in alcuni paesi può comportare solo un dispendio di energie (e soldi): vale a dire, per quanto l’idea sia efficace, non è detto che possa adattarsi ad ogni territorio.

Se certi posti sono buoni per la pensione, non significa che siano buoni per ogni età.

Gli stipendi di un lavoro da dipendente potrebbero non essere sufficientemente adeguati al costo della vita.

Ci interessiamo poco del funzionamento della sanità, non prendiamo in considerazione informazioni sulla distanza dagli ospedali o, più banalmente, sul funzionamento dei servizi pubblici, sul tasso di umidità (se soffro di bronchite cronica, ad esempio, una nazione umida sarà il peggiore dei miei incubi).

E tornando alle nostre mete trend, il Portogallo che dettagli ha? Per dirne uno, è sull’Oceano: vuol dire che a volte c’è qualcosa di più della leggera e piacevole brezza marina. E per dirne un altro: l’inglese non è così parlato come si possa immaginare.

Il secondo ragionamento: pianificare fino alla nausea.

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Questa è un’attività che richiede energie e tempo incalcolabili. È sicuramente la strada più logica per studiare il percorso in base alle proprie esigenze.

Pianificare è utile, a volte anche d’obbligo, soprattutto nei casi di famiglie con figli o nei casi di persone adulte ma ancora lontane dall’età pensionabile. Pianificare è utile anche qualora si soffra di patologie croniche e si abbia bisogno di assistenza medica continua o comunque di facile reperibilità.

I parametri più comuni presi in considerazione sono presenza e distanza di scuole e ospedali, grado di istruzione, opportunità lavorative, capitale iniziale di investimento, frequenza di cataclismi climatici e ambientali, distanza dalla famiglia di origine.

Analizzare tutto sembra diventare quasi un lavoro e, spesso, prima di partire ci vogliono anni. A chi predilige questo metodo, voglio suggerire un libro che vi agevolerà parecchio la vita e vi aiuterà in una scelta consapevole. Il titolo è Eden – Trova il tuo Paradiso Perfetto, è disponibile in formato e-book ed è una sorta di manuale che scompone e analizza tutti gli Stati del mondo e, tramite un sistema di mappe, permette di incrociare i dati. L’autore è un ingegnere, che ho avuto il piacere di conoscere ed intervistare tempo fa (cliccando qui trovate l’intervista, se volete saperne di più).

Vantaggi e svantaggi del ragionamento numero 2

Vantaggi: analizzare ogni dato secondo le proprie necessità è scienza e ragione. Il mondo è vasto (a proposito, sapete quanti Stati esistono?) e potremmo scoprire paesi di cui non sospettavamo neppure l’esistenza, che magari vanno bene per noi. Analizzare, inoltre, può salvare la vita.

Svantaggi: analizzare ogni dato è scienza e ragione. Dove finiscono avventura e scoperta, in questo modo? Dove finisce la voglia di partire alla conquista personale della nazione che desideriamo da anni? E se i dati non ci dicessero tutto? La scienza non è esatta al 100% e la ragione da sola non può bastare all’essere umano. I dati non possono tenere conto della variabile principale: ovvero le relazioni tra individui.

Paesi come Israele e Palestina possono non essere in cima alla lista per pericoli dettati da guerre, ad esempio, ma i popoli sanno essere molto accoglienti.

Allo stesso modo, i brasiliani non sono poi così calorosi se paragonati agli irlandesi.

In più, ciò che per noi è a Nord, non è Nord per qualcun altro. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che per i lombardi quelli della Calabria sono “terroni”, ma per i Paesi Bassi tutta l’Italia è sud, e per la Danimarca il sud è rappresentato dai Paesi Bassi.

Cioè: per quanto un territorio sulla carta possa andare bene, nella realtà bisognerà verificare come noi, a seconda di chi siamo, saremo visti.

Il terzo ragionamento: muoversi con il cuore.

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Quest’ultimo metodo è da viaggiatori.

È da gente che ha lo spirito inquieto, che ha sempre lo zaino pronto in fondo al letto. È da persone che non hanno calcolato tutto quello che c’era in un determinato posto, non hanno bilanciato i pro e i contro, non si sono messi con il foglio excel. Hanno semplicemente seguito una passione: il suono delle onde, il vento tra i capelli, il sole sulla pelle. Le vette innevate. O ancora, i paesaggi fiabeschi, le scalate da pionieri, la semplice – o l’estrema – voglia di avventura.

Rientrano in questa categoria anche coloro che hanno seguito qualcuno: un marito/moglie, un fidanzato/a o il miraggio di essi.

Rientrano in questa categoria, inoltre, coloro che hanno seguito l’istinto in una scelta di circostanza, come una meta obbligata da inserire in un percorso di studi o l’occasione di una proposta di lavoro.

Rientrano in questa categoria, infine, pure coloro che hanno inseguito un sogno. Perché non c’è niente di più bello che provare a sognare, almeno una volta, almeno un po’.

Vantaggi e svantaggi del ragionamento numero 3

Vantaggi: lo spirito resta libero, gli occhi restano vigili, il cuore resta aperto. Il mondo non è un manuale stampato, ma un libro da scrivere e ancora tutto da leggere. Ogni nazione è una scoperta e, fatte salve le dovute precauzioni per non rischiare la pelle, si può sperimentare. Si ha il tempo per cercare il bello.

Svantaggi: per alcuni, non per tutti.

Richiede una massiccia dose di coraggio, fiducia in se stessi e fiducia nel prossimo.

Richiede anche la consapevolezza di sapere che a un certo punto si potrebbe restare soli.

Le dovute precauzioni per non rischiare la pelle potrebbero essere messe in secondo piano per via delle circostanze o semplicemente non considerate abbastanza: a partire dai luoghi isolati (vivete vicino a foreste) o pericolosi (vivete in zone con alta frequenza di sparatorie in strada e nei locali), alle malattie endemiche.

Il concetto di integrazione può essere sottovalutato: i bianchi e gli europei sono belli in certi posti se sono turisti, un po’ meno se diventano locali, come può accadere in Africa o in Messico. I neri sono più accettati in alcune nazioni, ma non per questo potrebbero essere accettati del tutto.

Certi errori di interpretazione della lingua locale possono influenzare di molto il soggiorno. Pensate solo allo spagnolo: quello che si parla a Madrid non è lo stesso che si parla a Valencia, i cileni detestano la pronuncia degli spagnoli, gli spagnoli faticano a capire gli argentini, i colombiani non capiscono nessuno e ci hanno fatto una canzone sopra. Eccola qui:

E voi?

Qual è o qual è stato il vostro ragionamento, per scegliere un paese diverso?

Aspetto i vostri commenti. Ciao!

Paola

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10 commenti
  1. Margherita
    Margherita dice:

    Che bello questo articolo Paola. Così ricco di spunti interessanti. Io vivo al freddo in Irlanda e appena i bimbi sono grandi, via verso il caldo… questo articolo lo terrò nel cassetto anche se tendenzialmente sono n.3.
    Grazie mille. Un abbraccio 🤗

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    • Aurora
      Aurora dice:

      Anche io la penso come te Margherita… anche se prima di dirigermi al caldo il cuore mi porterebbe a fare un’ altra sosta “al freddo” . Mi rivedo nel 3, sostanzialmente vado dove mi porta il cuore :). Un abbraccio Paola e grazie per il post

      Rispondi
        • Nel sud del nord
          Nel sud del nord dice:

          Non aspetto più :-). Nel 2018 lascio la fredda Svezia e mi trasferisco a Maiorca. Io mi muovo e in precedenza mi sono mossa, con il cuore, pianificare fino alla nausea non porta a niente, magari lo puoi fare dopo aver scelto il posto con il cuore, scegliere il trend è come una moda, passa e poi che fai? Quando scegli con il cuore non puoi sbagliare!

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  2. Fabiola
    Fabiola dice:

    Bellissimo articolo!
    Io ho fatto i miei due espatri con il cuore, inseguendo due sogni: il primo a Londra legato alla carriera e, il secondo, a Mallorca legato al “tipo di vita”.
    Senza calcolare nulla, spinta semplicemente da un impulso; in entrambi i casi, presa la decisione, dopo un mese ero già a destinazione senza casa e senza lavoro.
    Mi rivedo nella tua descrizione di vantaggi e (in alcuni) svantaggi, ma quel tipo di vantaggi che hai descritto valgono tutti i tipi di difficoltà del caso.

    Grazie Paola.

    Un abbraccio
    Fabiola – Mallorca

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  3. Ornella
    Ornella dice:

    Bellissimo articolo Paola, io sono la numero 3 attualmente mi trovo a Malta, ma in testa ho il Messico della Riviera Maya..classico dirai e lo so, ma al cuor non si comanda..ma al portafoglio si, pertanto finchè lavoro resto qui pensando alla mia prossima destinazione.
    Ammiro le donne che si spostano, con figli o gatto come nel mio caso, sono per me fonte di ispirazione e mi incoraggiano a oltrepassare i miei limiti, per me vale il detto: perchè no, lo hanno fatto altre donne, normali come me..e quindi via!!!

    Rispondi
    • Paola - Amsterdam
      Paola - Amsterdam dice:

      Cara Ornella, intanto grazie. Anche nel mio cuore c’è il desiderio di una meta oltreoceano… ma per ora si resta qui, come ti capisco 😀 In bocca al lupo per il tuo sogno, anche tu sei fonte di ispirazione! Ciao!

      Rispondi

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