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Chef Fabio Barca “La fattoria della pizza” del Kargeen Cafe

L’Oman è un paese musulmano moderato, abitato per il 40% da “expatriates”- in prevalenza europei – trasferiti nel Golfo Persico per lavorare. La capitale  Muscat  o Mascate è una città in piena espansione . Il suo sviluppo, che dovrebbe raggiungere il suo apice nel 2020, è iniziato solo da qualche anno sotto la guida di Sua Maestà Sultan Qaboos. Il fenomeno di crescita, per volere del Sultano, si sta evolvendo in maniera moderata.

Qualità della vita

La modernità sta avanzando senza distruggere tradizioni e radici. Tant’è che si è liberi di vestirsi come si vuole purché in modo sobrio. Segno che lentamente qualcosa sta cambiando, come  i capelli delle ragazze tinti di un improbabile biondo esibiti con grande fierezza e le abaya di seta colorata portate aperte su jeans e maglietta. Sulle spiagge private si può prendere il sole in bikini. In alcuni locali è consentito bere alcolici che si possono anche acquistare in spacci dedicati, oltre che in aeroporto. Esiste una particolare licenza che viene rilasciata dalla Royal  Police solo agli expat. Sul libretto vengono annotate le quantità di alcol e la spesa relativa ad ogni acquisto fino ad un limite stabilito in base al proprio stipendio.

In Oman c’è libertà di culto. Lo si deve all’islam ibadita che è praticato dalla maggior parte della popolazione ed ha come fondamento il rispetto e la tolleranza per tutte le culture e le religioni.  

Il Sultano ha fatto costruire una Chiesa Cattolica, una Ortodossa e una Protestante. Le effusioni in pubblico sono severamente proibite, ma sono sempre più numerose le coppie anche di omaniti che camminano tenendosi per mano senza per questo venire multati.

Muscat può quindi, essere anche per questo una meta molto appetibile per chi sta pensando di trasferirsi nell’area del Golfo.

Alcune circostanze a noi occidentali possono non essere completamente gradite. Il mese di Ramadan ad esempio, comporta limitazioni che possono essere scomode. I negozi osservano orari strampalati, é richiesto un abbigliamento più rigoroso-basta una camicia con le maniche lunghe nei luoghi pubblici o almeno uno scialle leggero- non si può bere né mangiare in pubblico, niente musica ad alto volume. Io mi adeguo pensando che sono stata accolta bene in un paese che non è il mio e dove a Natale posso festeggiare senza problemi in mezzo a musulmani che mi augurano Merry Christmas con larghi sorrisi. Non si può pretendere rispetto senza averne e quindi, che sarà mai un mese di vita più nascosta rispetto a undici  mesi di benessere? Se poi, avremo la fortuna di essere diventati amici di almeno un omanita verremo invitati alle  cene di Iftar , dopo il calar del sole. Saremo accolti con gioia sincera e potremo imparare qualcosa di più di questo popolo cordiale e civile.

La città è sicura e non esiste praticamente la criminalità. Si può dimenticare una borsa in una delle tante caffetterie e ritrovarla dopo ore intatta. I quartieri abitati dagli espatriati sono moderni e serviti di ogni comfort. Tantissimi sono i supermercati delle catene Carrefour e Spinneys situati nei numerosi Mall. Ovunque sono presenti i magazzini della catena indiana Lulu affiancati da un numero infinito di minimarket. La scelta quindi non manca, che si cerchino prodotti italiani ed europei, sia che si desideri sperimentare cibo esotico di qualsiasi provenienza. A volte mi capita di raccogliere le lamentele di chi trova troppo costosi e non sempre freschissimi gli alimenti d’ importazione. Sinceramente credo che non si possa pretendere di acquistare fragole sode e profumate dopo che hanno viaggiato per ore ed ore nelle celle frigorifere degli aerei cargo. Meglio cibarsi di banane locali o dei fantastici frutti esotici provenienti dai paesi vicini.

La Sanità è considerata uno dei fiori all’occhiello del Sultanato. Esistono strade in cui è pressoché continuo il susseguirsi di attrezzatissimi ospedali e lussuose cliniche private. Agli espatriati contestualmente alla resident card  con la quale si può anche viaggiare all’interno del paese senza bisogno di passaporto, viene consegnata una tessera sanitaria che consente di accedere alle strutture pubbliche, ma in genere, le aziende offrono ai propri dipendenti coperture assicurative aggiuntive che sono estese ai famigliari e consentono di usufruire dei servizi delle cliniche private.

Il trasferimento

Il vecchio terminal dell’aeroporto Muscat International, non più adeguato al flusso di visitatori, sta per essere sostituito da un nuovo più grande e innovativo terminal che dovrebbe essere operativo nel 2017.

Per entrare in Oman occorre il visto. Chi arriva per turismo deve dichiarare la data di rientro nel proprio paese ed avere già il biglietto aereo di ritorno. Il visto turistico si può richiedere all’arrivo in aeroporto.  Per evitare code che possono durare a lungo , consiglio di richiederlo direttamente dall’Italia collegandosi al sito ROP ( Royal Omani Police) www.rop.gov.om .  Costo del visto, non rinnovabile, per 5 giorni: 5 OMR (12 € ). Costo per 30 giorni del visto rinnovabile: 50 OMR. Chi si trasferisce a scopo lavorativo deve necessariamente avere già un contratto e il visto procurato dal datore di lavoro.  Il visto per le mogli  dei lavoratori è legato a quello del marito e non consentirebbe di lavorare. L’ostacolo si aggira nel momento in cui, essendo già residenti, si trova un lavoro e quindi si ha diritto al rispettivo visto personale fornito dall’azienda. In questo caso bisogna uscire dal paese per un paio di giorni, dedicandoli magari allo shopping nella vicina Dubai, e quindi rientrare con il nuovo visto. Pur essendo questo un paese arabo, il lavoro femminile è molto apprezzato e le occasioni non mancano. Le retribuzioni sono buone e gli orari sono facilitati per le donne che hanno bimbi.

I costi delle abitazioni per vivere con standard italiani sono piuttosto alti.

In media 800 omani rial ( 1 OMR circa 2,4 € ) ma è anche vero che gli stipendi sono in genere proporzionati al costo della vita.

Il deposito cauzionale va da 1 a 3 mesi e l’affitto viene richiesto da alcuni proprietari anche anticipato di 6 mesi. Io vivo nell’elegante quartiere di The Wawe e pago l’affitto mensilmente alla proprietaria libanese.

L’informazione

Mancano purtroppo, moderne strutture d’informazione, anche se il Ministero del Turismo sta compiendo passi da gigante lavorando attivamente per crearle. Il Sultanato dell’Oman è ancora poco conosciuto e le informazioni pratiche riportate sulle rare guide turistiche sono spesso datate e fuorvianti.

Esiste il gruppo Facebook italiani a Muscat capitanato da Fabio Barca. Fabio a Muscat è una vera istituzione.  Pizzaiolo napoletano DOC e uomo di squisite maniere è il punto di riferimento degli italiani che vivono in città. Se avete bisogno di informazioni, scrivete al gruppo. Non sempre troverete tutti d’accordo ma avrete sempre la risposta che cercate.

Viabilità

La città è pulitissima e perfino le viuzze del suq sono lustre. Io è Daniele ridiamo spesso per aver preso alla lettera il manuale di viaggio di un prestigioso editore,  che segnalava la possibilità di venire multati per non aver lavato l’automobile. Mio marito ed io ci rechiamo spesso ai bordi del deserto con la nostra 4×4 e la sabbia anche in città si deposita ovunque, ma non ci è mai capitato di venire fermati per l’auto impolverata e non conosciamo nessuno al quale sia accaduto. Io credo che dipenda sempre da come ci si pone. La polizia locale reagisce in modo severo di fronte a comportamenti arroganti ma  è anche disposta a chiudere un occhio se l’infrazione é minima e ci dimostriamo sinceramente pentiti. Sarà anche vero che questo luogo viene definito la Svizzera del Medio Oriente ma tutto ha un limite! Vero è invece, che qui con le infrazioni stradali non si scherza. I limiti di velocità sono fissati tra gli 80 e i 120 Km. orari, le multe sono piuttosto salate e se non vengono pagate, si viene bloccati in aeroporto o ai confini di stato. Particolare attenzione va prestata giustamente, al semaforo rosso: il mancato rispetto del segnale, viene immancabilmente immortalato dalle telecamere. La pena prevista è il carcere per un giorno e una notte e la stanza comune di reclusione non è esattamente come quella di un albergo. Sono tuttavia previste scuse ufficiali da presentare alla Royal Police solo la prima volta che si “ brucia “ un semaforo rosso. Se le scuse sono accettate si evita il carcere, ma io non vorrei provare l’esperienza! Identica pena é riservata per gesti particolarmente osceni e offensivi o di minaccia verso gli altri guidatori.

Per quanto riguarda gli spostamenti, è in costruzione la ferrovia che attraverserà il paese e di recente è stata istituita una linea di comodissimi autobus che però sconsiglierei alle donne da sole. Vengono per lo più usati dai lavoratori indiani, pakistani e cingalesi. I loro sguardi spesso possono mettere a disagio, anche se nessuno oserebbe mai toccare una  donna omanita e tanto meno una expat. Le espulsioni dal paese sono frequenti e sono un grande deterrente.

A Muscat ci si sposta soprattutto in auto. Il sistema più pratico, se non se ne possiede una, è quello di muoversi in taxi. Ce ne sono tantissimi parcheggiati ovunque e non occorre cercarli, saranno loro ad avvertirvi del loro passaggio e ad offrirvi il servizio con un piccolo colpetto di clacson. Gli autisti sono molto spesso dei veri e propri “ personaggi “: aspettano tranquilli anche per ore mentre faccio acquisti e intanto leggono il giornale, giocano con l’Iphone o ascoltano la preghiera per radio. Esistono due tipi di taxi: quelli che si trovano solitamente parcheggiati all’aeroporto sono più nuovi, comodi e relativamente più costosi, 8 OMR per una corsa cittadina. Si riconoscono dalla scritta azzurra e di recente sono stati dotati di tassametro. Esiste poi, una fittissima rete di taxi con la scritta arancio su fondo bianco. Sono più vecchiotti ed economici. Solitamente si contratta il prezzo che si aggira sui 6 OMR per corse di media durata.

Alle donne residenti, il più delle volte, i conducenti non chiedono la tariffa ufficiale, ma la metà del costo effettivo. Mi capita spesso che l’autista chieda goffamente di fare un selfie perché sono bionda e quindi, per i canoni locali, una vera bellezza. Di solito accetto divertita. Non è mancanza di rispetto, fa parte del folclore e non è chiesto con invadenza. Il tassista ridacchia soddisfatto del peccato veniale ed io sono sicura che verrà a recuperarmi fedelmente all’orario stabilito.

Naturalmente è possibile e frequente, noleggiare l’auto prenotandola  in aeroporto oppure nei numerosi rental cars.

Mai cedere alla prima richiesta ma contrattare il compenso è la prima regola.

Mio marito ed io dopo 6 mesi dall’arrivo, abbiamo preferito acquistarne una approfittando dei notevoli sconti praticati durante il Ramadan.  I costi del noleggio sono abbastanza alti, a lungo andare conviene avere un’ auto propria.

Il traffico in città è molto sostenuto e piuttosto caotico, insomma bisogna tenere gli occhi aperti perché i cambi di corsia sono repentini e frequentissimi sulle due principali strade di comunicazione: la Sultan Qaboos e la XVIII Novembre. Esiste poi una nuovissima Expressway che offre una più veloce alternativa. Tutto il paese è percorso da una meravigliosa autostrada senza pedaggio attraverso la quale sembra di viaggiare sul velluto e si può godere di paesaggi mozzafiato.


AL AN WA SAHLAN, BENVENUTI !

Siete arrivati a Muscat.

Primo indispensabile consiglio: armatevi di tolleranza e rispetto.

Poi  adattatevi pazientemente, nel più breve tempo possibile, ai ritmi locali guadagnandoci senz’altro in salute.

Dimenticatevi quindi i ritmi europei: le cassiere dei supermercati il più delle volte sono di una lentezza imbarazzante e nemmeno in banca e negli uffici pubblici le cose vanno meglio. I nostri impiegati statali, con tutto il rispetto, al confronto sono Spiderman. Spesso si sta in fila a lungo, ma siamo in Oman e quindi durante l’attesa si socializza, si mangiano gli immancabili datteri offerti con larghi sorrisi, si legge il giornale.

Perfino mio marito che per la sua professione di pilota é abituato a una precisione scientifica, nella vita di tutti i giorni si é abituato o forse dovrei dire arreso e ora vive meglio.

Se proprio non si può fare a meno di chiedere se l’attesa sarà ancora lunga, l’immancabile risposta sarà:- Inshallah!

Ma’ aa salamah, Arrivederci a Muscat!

muscat-istruzioni

7 commenti
  1. Elizabeth Sunday
    Elizabeth Sunday dice:

    Bell’articolo Giovanna, ma c’è un errore: il visto che costa 5 rial dura 10 giorni e non cinque, e il visto di 30 giorni costa 20 rial e non 50. Inoltre, nella tua presentazione dici che il copricapo formale omanita si chiama wazar. Il wizar è l’intimo usato dagli uomini sotto il dishdasha, un pareo di cotone. Il turbante omanita si chiama mussar. Buona continuazione in Oman!

    Rispondi
    • Giovanna Oman
      Giovanna Oman dice:

      leggo solo ora il commento e mi scuso per il ritardo con cui rispondo. Grazie per avermi fatto notare le sviste.
      Per quanto riguarda il prezzo è la durata dei visti: avevo informazioni errate e provvederò a correggere. Per il copricapo hai ragione! Ma quella è stata un errore di battitura. Grazie e buona vita!

      Rispondi

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