Annalisa Natale Famiglia
Amo la mia nuova vita!

Non c’è giorno in cui non sia grata al destino per le opportunità nelle quali ci siamo imbattuti e al nostro coraggio (e forse un po’ di incoscienza) di prendere al volo tali opportunità. Mai un giorno ho avuto nostalgia, mai una volta mi sono ritrovata a chiedermi “ma perché? Ma cosa ho fatto?”

Per mia scelta, imposta alla mia famiglia senza neanche chiedere se fossero d’accordo o meno (lo so sono stata tiranna), le feste si passano nella nostra nuova città, lontani dalle abitudini, dai rituali e dai familiari.

Nuova vita, nuovi rituali, i nostri rituali!!! Solo stando lantana ho capito a pieno la frustrazione e il malessere che mi procuravano alcuni elementi della mia vita. La nostra casa eredita dai nonni di mio marito era già piena di storia, la storia di altri, era corredata di mobili, quadri, suppellettili, biancheria e quant’altro. Le nostre tradizioni erano quelle delle nostre famiglie. I miei gusti in fatto di arredamento e addirittura di addobbo dell’albero di Natale erano influenzate dalla mia mamma mentale “Piacerà a mamma? Cosa ne penserà mamma? Come lo farebbe mamma?”. Insomma per quanto grata e riconoscente per tutto ciò che avevamo, mi sentivo soffocata, nulla intorno a me mi somigliava, nulla parlava di noi. Quella sofferenza, divenuta, forse, insofferenza, torna a farsi sentire con prepotenza ogni volta che mi avvicino al confine italiano.

E allora nuova vita, nuovi mobili (tutto moderno! Legno e vetro) nuove tradizioni, nuovi Natali!!!
Certo, c’è il piccolo problema che non ci sono i miei genitori e per una volta subentra la nostalgia del Natale in famiglia!

Direte voi “allora prendi l’aereo e vola a Roma!”
Purtroppo anche a Roma il Natale è diverso, alcune persone non ci sono più, altre non stanno bene, alcune si sono sparpagliate, altre allontanate. Mi manca il Natale di qualche anno fa, quando c’era ancora mio zio Pucci che animava la festa, i miei nonni stavano bene, i rapporti con zio Giancarlo erano buoni, mia sorella era la piccola di casa. Riesce addirittura a mancarmi la tombolata. Mi mancano i pomeriggi di festa passati a giocare a carte a casa degli amici dei miei, delle tavolate immense con tanti adulti e tanti bambini. Mi manca il Natale dei miei ricordi di quasi adolescente. Mi dispiace che, per tutta una serie di ragioni contingenti, non sia riuscita a far rivivere quei giorni di comunità e di allegria per mio figlio.

Ovviamente da expat tutto diventa più difficile, ma l’ottimismo che è calato su di me nella nuova vita mi ha fatto trovare una soluzione. Dato che i miei non possono venire per Natale e io non ce la faccio ad andare a Roma, si anticipa il Natale di 20 giorni. Semplice no?!?!
I miei vengono da noi un paio di settimane tra fine novembre e la prima settimana di dicembre e quello è il nostro Natale in famiglia. Abbiamo costruito davvero delle tradizioni tutte nostre, anticonformiste se volete (quanti festeggiano il Natale il 7 dicembre?), unite a degli elementi tradizionali per garantire la continuità. In fin dei conti il Natale è amore, condivisione, famiglia e allora che differenza fanno 20 giorni? (detto tra noi, dovrebbe essere Natale 365 giorni l’anno)

Il tutto è facilitato dallo splendido clima natalizio che aleggia ad Annecy e dintorni dall’ultimo week-end di novembre. Nelle vie del centro storico si svolge il mercatino di natale dove, tra vin chaud e churros, tartiflette e fonduta, poi trovare oggetti di artigianato e chincaglieria varia. Su tutto sovrastano le splendide decorazioni di luci. Una decorazione diversa in ogni strada, eleganti e maestose allo stesso tempo. Lo spettacolo che preferisco è una proiezione fatta sulla facciata del comune che racconta storie natalizie. Ogni anno resto affascinata da questo spettacolo, dalla precisione con la quale la proiezione combacia con le forme del palazzo. Semplicemente meraviglioso.

Annalisa Natale AnnecyUn’altra tappa del nostro Natale è la foire de la Saint André, una fiera tradizionale le cui origini risalgono al Medio Evo, quando tutto il circondario vi si recava per acquistare quanto necessario per affrontare il freddo inverno. Più di 1000 stand che si articolano per 5km, occupando tutto il centro della città per tutta la giornata. Se hai la pazienza di girarla in lungo e largo (e noi l’abbiamo!) trovi delle offerte pazzesche (e anche qualche bufala). Il primo martedì di dicembre si porta il cucciolo a scuola e si scappa alla fiera. Si passano in rassegna tutti i banchi (per essere sicuri di farli tutti, quest’anno abbiamo percorso prima tutte le strade verticali e poi quelle orizzontali), si mangia nell’ordine una brioche calda su rue Carnot (la migliore di Annecy), un panino con il diot (una salsiccia cotta, anzi stracotta, in litri di vino e tanta cipolla) e per riscaldarsi ben bene un bel bicchiere di vino caldo.
Il nostro Natale prevede anche una gita nei dintorni, in qualche angolo tipico. Lo scorso anno per raggiungere la casa di Babbo Natale abbiamo fatto un viaggio in treno in mezzo alla neve, salendo in montagna ad un’altezza di circa 2000m. Uno viaggio incredibile (la casa di Babbo, come dice mio figlio, deludente).

Ma non finisce qui!!!

Il festeggiamento continua, un pomeriggio si dedica ad un gioco di società tutti insieme e uno alla preparazione dei cappelletti come li faceva nonna Maria, ferrarese doc. Da bambina pensavo “che noia questi cappelletti, da grande farò la lasagna” e poi, invece, eccomi qui a tenermi stretta questa tradizione! E, infine, il pranzo di Natale con tartine, salmone, fois gras, cappelletti in brodo, dolci e scarto dei regali.

In pratica il nostro Natale da expat dura 15 giorni, durante i quali posso godermi, spupazzarmi e farmi coccolare da mamma e papà. Non è il Natale di quando ero bambina, non è così rumoroso e sgargiante, ma è un bel Natale, è il nostro Natale. Forse, con il tempo alcune situazioni si sistemeranno, la vita evolverà ancora in modi misteriosi e sorprendenti e torneranno i festeggiamenti dei miei ricordi e allora festeggeremo due volte, perché una cosa è sicura, al nostro Natale anticipato non ci rinuncio!!!

Ovunque voi siate, con chiunque festeggiate e a prescindere da quando lo festeggiate Buon Natale a tutte voi. Con immenso affetto.

Annalisa Presepe

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