Ci ha scritto Elena, per raccontare la sua esperienza. E noi le abbiamo aperto le porte. Eccola, da New York, aspirante attrice di ventitré anni che sfida il destino nella Grande Mela

new-york-amore-palcoscenicoMi chiamo Elena , ho 23anni  e da quasi tre vivo a New York.

Faccio l’attrice, o almeno ci provo, e tra qualche mese arriverà il momento per me di fare o conti con il governo americano e i vari adempimenti per ottenere un visto lavorativo .

L’iter per ottenere il visto  e lungo e difficile, richiede molti, moltissimi soldi, molto, moltissimo tempo e onestamente ti fa pensare a tutto il lavoro che hai fatto , alla passione che ci hai messo e al fatto che tutto questo venga ridotto ad un “mucchio di carte”.

Mi domando: “E’ questo che voglio fare per altri dieci anni? Vale la pena di spendere ogni tre anni 5 mila dollari e un anno della mia vita per poter rimanere altri due anni a fare ciò che amo; per poi ricominciare a spendere altri 5 mila dollari e così via?”

Dove li trovi 5 mila dollari? Facendo l’attore esordiente e già tanto se ti danno da mangiare sul set!

Ma partiamo dall’inizio : mi sono trasferita a NY per studiare recitazione alla prestigiosa Lee Strasberg e per inseguire il mio sogno di diventare un attrice.

Prima di allora non avevo nemmeno preso una lezione di recitazione, forse per paura di non essere brava, per la mia timidezza, o solo perché prima di NY sono sempre stata una persona che amava procrastinare.

Finiti i due anni di scuola è iniziata la ricerca di un lavoro come attrice.

Mi sono trovata catapultata in un mondo di responsabilità e difficoltà a cui non ero preparata, poiché vengo da una piccola città di provincia vicino a Venezia; ma non mi sono arresa.

Ho affrontato tutte le varie difficoltà che questa città ti presenta e le altre difficoltà che il mio lavoro comporta, a cominciare dai tanti no che ho ricevuto. Non riesco nemmeno a contare quanti ne ho ricevuti: per il mio aspetto, per la mia nazionalità, per il mio accento, o solo perché non sono quella che cercavano. Dopotutto, il mio mestiere è anche questo: una continua gavetta e molti rifiuti. Con i tanti no sono però arrivati anche dei si; recentemente ho concluso le riprese del film “MI Sangre” prodotto e diretto da una piccola produzione indipendente chiamata CYNE59 che ha sede qui a NY. Ora faccio anche parte di  una compagnia teatrale off Broadway, The Alpha NY, e a fine gennaio presenteremo un nuovo spettacolo chiamato “Lady Part”.

Tutto ciò mi ha fatto capire che questo è quello che voglio e sento di poter fare, mi ha fatto scoprire la mia forza, la mia determinazione e la mia voglia di fare, che prima non sapevo di avere.

Da quando sono arrivata a NY non mi sono fermata un secondo , spinta un po’ dal ritmo frenetico e sempre in movimento di questa città  e convinta che il mio futuro non possa dipendere dalla decisione che un impiegato del governo americano prenderà tra qualche mese: “La teniamo qui o la rimandiamo in Italia?”Da un anno vivo con la consapevolezza che tutto il lavoro che sto facendo a breve potrebbe non essere sufficiente ;ma questo pensiero non mi ha fermata, anzi, mi ha motivata a dare e fare sempre di più.

A questa incertezza si aggiunge anche il fatto che la mia famiglia, i miei amici e tanta parte di me sono ancora in Italia e ogni giorno sento che per un motivo o per l’altro qualcosa mi manca: mi mancano i miei familiari, le abitudini, anche le comodità e le cose semplici che magari prima davo per scontate. Così un giorno, proprio a causa di questo stato d’animo ho deciso di creare qualcosa, un progetto, un video che poi è diventato documentario, su  “noi” attori a NY che hanno lasciato tutto alle loro spalle  per inseguire un sogno. Avevo bisogno di dare voce al mio malessere ed alla mia nostalgia ed attraverso le storie di tutti  ho riscoperto anche la mia. Grazie al documentario  ho capito fino in fondo il mio amore per questa città, il mio amore per l’arte e la recitazione.

Mi sono ricordata perché ho scelto di venire qui: perché NY trasforma, ti cambia in meglio ed in peggio, ti crea e ti distrugge , ti stimola a dare sempre il massimo, ad essere sempre al meglio , ti aiuta e ti abbandona ed è per questo che la amo e la odio, per questi ed altri motivi che, nonostante tutte le difficoltà che ho incontrato e ancora incontrerò , questa città rimane il mio grande amore.

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