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fidanzamentoL’11 dicembre 2016 è stato il giorno del mio Nişan, ovvero della mia festa di fidanzamento con Barış.

In genere prima della festa di fidanzamento si usava fare quella che potremmo definire la “richiesta della ragazza” in cui il futuro sposo andava dalla famiglia della sposa a chiederne la mano, insieme alla propria famiglia. Era anche un modo per far incontrare le famiglie.

Noi invece, una volta deciso di sposarci abbiamo avvisato le famiglie, che sono state felici di questa nostra decisione.
Una volta preso l’anello abbiamo fatto una piccola cerimonia in famiglia senza fronzoli con la mamma, lo zio, il fratello e una cugina del mio fidanzato. La mamma ci ha messo gli anelli di fidanzamento al dito pronunciando una formula di buon augurio. Le abbiamo baciato la mano portandola alla fronte (tipico saluto turco per esprimere rispetto) e poi abbiamo ballato.

Entrambi avevamo sempre sognato la classica festa di fidanzamento turca, che, anche se non avevo mai vissuto dal vivo, ho sempre visto nelle foto dei miei amici.

E così, visto che i miei genitori sarebbero venuti dal 9 al 12 dicembre, per confermare l’abito da sposa e altri dettagli, abbiamo organizzato una piccola festicciola nella casa dove viviamo al momento. Eravamo davvero in pochi visto che condividiamo la casa con  una signora e visto che comunque non avevamo ancora molti amici. Eravamo giustoin 8: i miei genitori, la mamma, il fratello e la cugina di Barış, e per un 10 minuti la nostra coinquilina.

La tradizione prevede che sia la persona più anziana a mettere gli anelli ai futuri sposi. Nel caso di una coppia di genitori o nonni in cui il marito sia più giovane della moglie, è però comunque l’uomo a mettere gli anelli. In Turchia l’anello di fidanzamento si mette alla mano destra, al contrario che in Italia, mentre la fede si mette a sinistra come per noi italiani. Gli anelli vengono legati alle due estremità di un sottile nastrino rosso “kurdela” di circa un metro. Lo si mette prima alla mano della donna e poi in quella del fidanzato, pronunciando appunto una piccola formula di
buon augurio. Dopo di che si prendono le forbici dal vassoio su cui erano già state preparate e la persona che ha messo le fedi fa il gesto di tagliare la kurdela. A questo punto si usa dire spesso la formula “makas kesmiyor” ovvero “le forbici non tagliano” in modo tale che il futuro sposo, se vuole la sposa, tiri fuori una banconota da dare all’incaricato del taglio. In questo modo le forbici torneranno magicamente a tagliare e a quel punto si è ufficialmente fidanzati.

forbiciIn genere inoltre, prima del taglio della kurdela si usa servire il caffè turco a tutti gli invitati. La futura sposa lo dovrà preparare e servire a tutti, senza combinare pasticci.

Inoltre, preparando il caffè per tutti, dovrà ricordarsi di mettere il sale al posto dello zucchero, nella tazzina che andrà al futuro sposo. Ovviamente, pur non avendo visto come è stato preparato il caffè, lo sposo turco sarà preparato a questa usanza. Seppur restio, prenderà la propria tazzina e, sotto lo sguardo di tutti gli invitati, pian piano berrà il proprio caffè salato, senza battere ciglio. Questo ad indicare che ama la propria “sposa” e che per lei è disposto a bere un terribile caffè (e si spera a sopportare anche più di questo!).

Nel nostro caso abbiamo saltato la tradizione del caffè. Primo lo so preparare solo usando la macchinetta (nel pentolino “cezve” so la teoria ma non ho mai provato), secondo non piace a “tutti” i nostri invitati, terzo non essendo in una casa davvero nostra torta-fidanzamentonon abbiamo nemmeno il pentolino e il caffè in polvere per prepararlo.

Abbiamo quindi servito dei salatini, dei biscotti e il börek di melanzane e yogurt preparato da sua mamma. Io ho preparato e servito il te con la nuova teiera ricevuta in regalo per Natale dalla mia famiglia, e non ho rovesciato nulla o fatto pasticci! 🙂

Dopo di che è stato il momento del taglio della kurdela, che in questo caso ha tagliato mio papà. Non avendo mai assistito ad un nişan non aveva idea di come funzionasse, quindi lo abbiamo addestrato a dovere la sera prima. Anche nel nostro caso ha detto la formula “le forbici non tagliano”, sia in italiano che in turco, si è preso una piccola mancia (che poi però voleva ridarci indietro) e ha pronunciato la formula di buona fortuna, seppur in italiano.

Dopo il taglio della kurdela è arrivata la torta, che avevamo fatto preparare per l’occasione, ma che Barış non mi aveva permesso di vedere.

Facendomi una meravigliosa sorpresa è entrato con un bellissimo mazzo di rose rosse e fiori bianchi, al seguito di mio padre che portava la torta. E’ stato magnifico. Abbiamo posato per le foto di rito nella sala che avevamo preparato con due o tre addobbi di fidanzamento e poi, dopo aver mangiato la nostra bella fetta di torta, abbiamo ballato. Di fatto non è un obbligo ballare al nişan, ma siccome sua mamma e sua cugina adorano farlo, abbiamo fatto scegliere da sua cugina, la nostra dj, alcuni classici turchi per l’occasione. Ed eccoci a ballare alla turca.

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La nostra festa è stata semplice ma meravigliosa, all’insegna del risparmio.

La sera siamo poi usciti a fare qualche foto di fronte al mare ormai buio, ovviamente ancora con i nastrini attaccati agli anelli, e a bere una birra con i miei per festeggiare. In teoria avremmo dovuto iniziare presto la “cerimonia” per poi uscire. Ma come al solito, la fortuna ha voluto che la gomma degli invitati si bucasse e che loro arrivassero con tre ore di ritardo. Tutto è slittato di qualche ora e l’umore non era dei migliori. Ma una volta riuniti tutti in casa ci siamo ripresi e la giornata è passata tra le risate e la gioia generale.

Un grazie particolare a Barış ed ai miei genitori, che ci hanno aiutato, supportato e che mi hanno regalato, tra le altre cose, un bellissimo mazzo di rose rosse che volevo da tempo! Grazie…

Secondo me una bella tradizione il nişan, sono contenta di averlo vissuto in prima persona. Ora mi aspetta la Kına Gecesi ovvero la “serata del henné” il giorno del matrimonio! 🙂

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