Nizza: una città da scoprirenizza-oanorama-balcone

Città contemporaneamente vecchia e nuova, francese ma non troppo, molto mediterranea ma dall’architettura ottocentesca da Belle Epoque: Nizza sembra sempre sospesa a metà!

La sua cultura, la sua cucina e perfino la sua lingua portano le tracce di un’ambivalenza plurisecolare che caratterizza la storia della città.
Nizza, data la sua posizione geografica, ha avuto per moltissimo tempo lo scomodo ruolo di territorio cuscinetto, continuamente in lotta per difendere la propria indipendenza di fronte ai suoi prepotenti vicini: la Francia nascente e la casa Savoia.

Questa dualità è presente in tutta la città e si presenta al viaggiatore sprovveduto con la grazia e la generosità di una vecchia ed elegante signora del sud.

I nomi delle strade sono sempre doppi; uno, quello attuale in francese, l’altro, in nizzardo, la lingua locale di cui si cerca fieramente di mantenere viva la memoria.
I lunghi viali, dedicati a grandi personalità della storia francese contemporanea come boulevard Victor Hugo, avenue Jean Jaurès e avenue Felix Faure, si accostano ai nomi italianeggianti delle piazze principali come Piazza Rossetti, Piazza Massena e ovviamente Piazza Garibaldi.
La città stessa è divisa in due parti.
La prima è quella nuova, al di là del fiume ormai sepolto; è caratterizzata da grandi palazzi chiari dai decori raffinati in stile tipici del XIX° secolo. La seconda è chiamata La Vecchia Nizza; mantiene intatto il suo fascino seicentesco, con le viuzze strette e le case che sfidano le leggi della fisica e della gravità con balconi fioriti appesi alle facciate colorate.

Protetta dai rilievi montagnosi alle sue spalle e dal mare davanti, Nizza si stiracchia languida al sole per più di nove mesi all’anno. Ed è questo che ti frega.

Perché con la sua aria da città della Belle Epoque vista e rivista sulle cartoline delle vacanze, non ti aspetti di ritrovarti immerso in questa dualità permanente che bolle sotto la superficie, rendendo la città vibrante di vita e di storia.
Basta camminare lungo il viale principale, pieno di negozi alla moda e gente affaccendata, per trovare un artista di strada che intrattiene i passanti con una chitarra acustica; oppure, cosa ben più bizzarra, un pianoforte montato su un carretto con le ruote. Accostamento paradossale ma riuscitissimo che ti strappa un sorriso e ti convince senza resistenza a cedere all’atmosfera da tipico film francese, con tanto di colonna sonora un po’ melensa in sottofondo.

Nizza è una città incredibilmente viva, cosmopolita, con il raro dono di metterti subito di buon umore con il suo calore e chiacchiericcio.

Nonostante tanti anni passati a viverla intensamente, riesce sempre a riservarmi un angolo nascosto o un cambiamento inaspettato.
Dovessi citarne uno su tutti, sceglierei sicuramente La Maison de la Treille, al 5 di Rue Zanin, dove in mezzo ai vicoletti della città vecchia, una maestosa vite americana si attorciglia su per i quattro piani della facciata di un palazzo color sole. I nizzardi ci sono visceralmente affezionati e i turisti non possono che rimanerne incantati, perché la sagoma della vite, tutta foglie e scompiglio, si staglia verde e rigogliosa contro l’armonia dei palazzi circostanti.
In un mondo di strade larghe, grattacieli e costruzioni prive di anima, é bello ritrovare per caso, e dietro un angolo, un pezzo di vita e di storia che resiste nonostante tutto.
Nizza
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