Nomade in solitaria

Inevitabilmente negli ultimi due mesi questa domanda mi é stata posta numerose volte: “ma tu viaggi da sola?”, con l’indice puntato verso l’alto per segnalare il numero uno.

Chiunque me l’ha fatto notare, dall’autista indonesiano alla cuoca thailandese, meravigliati dal vedermi di fronte a loro, sorridente e abbronzata, con il mio zainetto da sette chilogrammi, ma inspiegabilmente da sola. Nel linguaggio moderno ci chiamano solo traveller, tanto per dare un’etichetta e con il fine ultimo di analizzare i nostri consumi.

Nomade con Madé

Non so per quale motivo ma i viaggi più lunghi della mia vita li ho sempre fatti in compagnia della più insopportabile, testarda, paranoica persona che potessi mai incontrare: me stessa. Vi dirò di più, potete considerarmi anche una solo expat. Tutti i miei espatri e i miei viaggi a lungo termine in giro per il mondo sono iniziati con un’unica protagonista: la sottoscritta. Ebbene signori, non affrettate il giudizio per favore: mi sposto da sola ma io sola non lo sono mai stata. Non sono un’ asociale, ho condiviso camere d’albergo e appartamenti con gruppi d’amici e coinquilini di ogni nazionalità, divertendomi fino allo sfinimento ma mettiamola così, mi piace agire in solitaria. La libertà di improvvisazione, il silenzio delle attese, la percezione di fermarsi per ascoltarsi, la voglia e la pazienza di ascoltare gli altri. Quando si viaggia da sole, quando ci sposta da soli i sensi lavorano il doppio e non perché i rischi si moltiplicano, come pensano in tanti.

I pericoli esistono anche quando ci si muove in gruppo o in due. Viaggiare da soli fortifica la propria autostima e la propria capacità d’adattamento, i pensieri diventano più flessibili, aumenta l’equilibrio, anche quello fisico, le decisioni sono fluide e le soluzioni molto più efficaci perché si ha costantemente la consapevolezza e la conoscenza di ciò che si sta facendo. Viaggiare da soli é un po’ come uno di quei corsi motivazionali da multinazionale americana. Ma se fa così bene perché, specialmente in Italia, specialmente le italiane, non lo fanno così spesso? Ora, sia chiaro, sto generalizzando, ma in 62 giorni che vagabondo per il Sud Est Asiatico e 8 anni di ruspante espatrio in terre barbare, tra decine di autobus, treni notturni e traghetti mattutini, lavori part-time e comparsate tv, si può sapere perché la percentuale delle ragazze che si muovono da sole é sempre molto bassa?  Badate bene non ne faccio una questione di emancipazione femminile o femminismo postmoderno, non mi faccio portatrice del motto “sola é meglio, tutto il resto é noia”, ma voglio avere l’ardire di scrivere che in Italia il viaggiare da sole, il ricominciare da zero da sole, a volte “puzzi” di anormale, non lecito, triste, a tratti da sfigata. Mi sbaglio?

Ho decine di amiche in gamba in giro da sole, ho incontrato decine di ragazze olandesi, americane, francesi, tedesche, argentine, coreane, australiane che, con lo zaino in spalla, si sono messe in movimento verso lidi lontani, mettendo spesso in discussione tutto quello che per tanti sarebbe scontato (lavoro, famiglia, amore) per dare spazio ai propri desideri di scoperta e avventura. Ebbene vi assicuro che io ogni volta sui loro visi ho visto solo il colore pieno di un sorriso a tutti denti.
Nomande, La gioia
Nomde Donne che cucinano
Nella lunga e controversa visione italiana della donna il concetto “esci di casa ma se accompagnata” pare giocare ancora un ruolo chiave ed ecco qui che una donna da sola automaticamente si trasforma in “poverina”. Stupore e meraviglia, paura e angoscia si susseguono e si manifestano sui volti dei presenti. “Lei é da sola” pensano “ma ce la farà? Non ha paura?” Robe moderne insomma.
Nessun incoraggiamento a fare, a rischiare, a prescindere dal numero scritto sulla prenotazione del biglietto aereo di sola andata. Nessuna spinta verso l’indipendenza, che ricordo si conquista passo per passo, con le proprie esperienze, sulla propria pelle, non con le parole e le vicissitudini degli altri. L’Italia come sempre si conferma un paese tradizionale, soprattutto in termini di differenze di genere. Gli occhi e le reazioni delle persone davanti ad una nomade solitaria non mentono.
Signori, non vi preoccupate le donne se la cavano, in compagnia e da sole. Non si tratta di essere donna, si tratta di essere intelligenti e svegli.
Ma ora io mi chiedo, in una società che si definisce evoluta, da primo mondo, uno dei primi passi nei tempi moderni non dovrebbe essere quello di crescere ragazze forti, autonome, di testa e di braccia, ricche di autostima e fiduciose nelle proprie possibilità e soprattutto meno fifone di bastare a sé stesse?
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4 commenti
  1. Sofia
    Sofia dice:

    Qualche mese fa ho fatto un viaggio come il tuo viaggio. Australia, Nuova Zelanda, Tasmania, Indonesia, Malaysia e molte altre nazioni a salire. E la domanda era sempre la stessa “Viaggi da sola?”. E’ stata l’esperienza più entusiasmante che abbia potuto fare. Il tuo articolo è un vestito che mi sento comodo. In bocca al lupo viaggiatrice!

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  2. Dalila
    Dalila dice:

    Ciao nomade! Hanno fatto anche a me (e stanno facendo) questo genere di domande.. quando io sono partita per fare l’aupair, quindi vivo in una famiglia con tutte le sicurezze che comporta!

    Quindi credo che lo stupore parta quando tu, donna italiana,decidi di fare qualcosa di diverso, semplicemente per te stessa.. “roba da chiodi” come si dice in questi casi!
    Anche io vorrei partire e farmi dei bei giri, in solitaria principalmente ma per ora mi sto facendo frenare dalla mancanza di soldi.. un consiglio per darmi una spintina?
    Un abbraccio, Dalila (Dalila rotterdam)

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  3. stefania
    stefania dice:

    Ciaoo Claudia… io idem ho cominciato a 18 anni sola a Berlino nel lontano 1984, poi a 20 anni son partita sempre da sola per lavorare in Florida.. nel mezzo mi son sposata e ho fatto un figlio, ma recentemente ho ricominciato a viaggiare in solitaria a Panama, in Indonesia e l’anno scorso in Nuova Zelanda..mai successo nulla, pura libertà.. è fantastico!
    Dalila, cerca ospitalità in cambio di qualche ora di lavoro, in Nuova Zelanda ho fatto così per due mesi, ed ad aprile parto per il giro del mondo, tassativamente low budget, uso workaway.info oppure helpx.net
    Buona serata a tutte noi donne con le palle.. perché diciamolo tra gli uomini c’è sovrabbondanza di coglioni ma carenza di palle! (cit.)

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  4. Ariane
    Ariane dice:

    Ciao!
    Io mi sono trasferita a Berlino “tutta sola” e la domanda che mi viene posta più spesso è proprio: “ma non conoscevi nessuno? sei partita così da sola?”.
    Per quanto mi possa infastidire la domanda, devo ammettere che rispondere “si!” mi riempie di orgoglio e mi ricorda quanto io possa essere forte e determinata.
    Un saluto 🙂
    Ariane

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