non-so-più-parlareAspettate.

Non so più parlare in italiano! 

Cosa mi è successo?

Lasciate che ve lo spieghi.

Iniziamo dalle origini. Due anni fa, prima di partire per Londra e con lo “Spanish dream” nel cassetto, mi trovavo nella grigia Milano ed era arrivata l’ora di preparare il mio nuovo curriculum in inglese. Scrivere il curriculum è sempre stata un’ardua fatica e, più che mai, lo era in un’altra lingua.
Ma dovevo farlo e, così, mi misi comoda con una tazza fumante di caffè e iniziai.
“Conoscenza della lingua inglese? B2. Sì dai, l’ho studiato a scuola e, anche se sono quattro anni che non lo pratico, mica me lo sarò dimenticato”, pensavo convinta.
“Lingua spagnola ? B2. Sì dai, non l’ho mai studiata, ma cosa vuoi che sia, è uguale all’italiano e poi mi piace la musica latina”, ripetevo tra me e me.
 

Peccato che le mie convinzioni non rispecchiassero esattamente la realtà.

Arrivata a Londra, nell’arco di qualche ora quel B2 divenne un “A regalato”. Finito il mio primo colloquio, rimasi con la testa piena di punti interrogativi: non ero stata in grado di capire mezza parola.
Per fortuna una buon’anima mi diede la possibilità di iniziare a lavorare, nonostante la mia scarsa capacità comunicativa. Cominciai a stare sempre più a contatto con la lingua inglese cercando, per mia scelta, di evitare ambienti lavorativi italiani.
Quando trovai impiego nel campo immobiliare, le mie mansioni erano soprattutto telefoniche. Quanta difficoltà a capire i nomi, lo spelling e persino, talvolta, i numeri di telefono. Banali, pensavo, ma decisamente difficili quando pronunciati con tutti gli accenti del mondo.
Però il miglioramento fu costante e progressivo e, di pari passo, avanzò anche la mia carriera.
Posso dire che ho sostituito un corso di Business English con la mia esperienza a Londra; con la pratica, lavorando per uffici, ho imparato a scrivere una mail in forma corretta. Per esempio, sapevate che gli inglesi iniziano sempre le mail con: “Dear Sir/Madame, I hope you are well ( Gentile Signore/a spero che stia bene)?”
Tredici mesi dopo mi ritrovai nella stessa situazione a scrivere il mio curriculum ma, questa volta, in spagnolo.
“Conoscenza della lingua inglese ? B2. Sì dai, questa volta lo posso scrivere per davvero.”
“Lingua spagnola ? B2. Sì dai, non l’ho mai studiata, ma cosa vuoi che sia, è uguale all’italiano e poi mi piace la musica latina!” mi ripetevo un’altra volta.
 

Con la stessa convinzione sono arrivata in Spagna. Ma quanta difficoltà ad esprimermi.

Per quanto lo spagnolo sia una lingua simile alla nostra, senza fare un corso ci metti un po’ ad imparare a parlarlo: riesci a farti capire, ma con “vamos” “fiesta” e “playa” non puoi fare più di una frase di senso compiuto.
Anche qui, decisi di adottare la stessa tattica usata in Inghilterra: evitare ambienti italiani.
Il primo lavoro che trovai prevedeva un video-corso di formazione di due settimane. Così iniziai a fare pratica con l’ascolto, ma il mio scarso livello della lingua non mi permise di proseguire in quell’ufficio e persi il lavoro in meno di un mese.
Comprai un libro di grammatica e cominciai a studiare da sola e, dopo qualche settimana, trovai il lavoro che tuttora svolgo.

E ora, que pasa (che succede)?

Il mio telefono, i film che guardo la sera, il mio Facebook o il mio computer sono impostati in lingua inglese. Adoro vedere i film in lingua originale, adesso che li capisco, perché si coglie a fondo ciò che il regista vuole davvero esprimere.
Sono, invece, in lingua spagnola: la radio che mi accompagna la mattina quando vado ad allenarmi o quando torno a casa dal lavoro, i libri che leggo ogni mese, le parole motivanti del mio coach e le chiacchiere con amici e colleghi.
Lavoro con clienti internazionali, un giusto mix di inglese e spagnolo e, ovviamente, un po’ di italiano.
Sono talmente immersa in queste due lingue che, alcune volte, mi capita di avere difficoltà a rispondere alle richieste dei clienti italiani: mi confondo, mischio parole e mi sembra quasi di aver dimenticato come si parla!
Ora nel mio curriculum posso tranquillamente scrivere:
“Conoscenza della lingua inglese ? B2.”
“Lingua spagnola ? B2.”
“E l’italiano? Uhm… Dovrei mettere B2!?”

CONCORSO
Concorso Letterario a tema expat “Le paure ed il coraggio delle Donne” aperto fino al 31 luglio 2017. 

8 commenti
  1. Roberta
    Roberta dice:

    Ahah! Come ti capisco! Chi non ha vissuto l’esperienza non crede sia possibile dimenticare la propria lingua, e invece é proprio quello che succede 😉

    Rispondi
  2. Caterina
    Caterina dice:

    Verissimo! E’ capitato anche a me con l’inglese: livello scolastico passato a un business english con una full immersion di due anni in Inghilterra a contatto con il pubblico; per i primi sei mesi, inoltre, non ho frequentato connazionali, e in quel periodo mi sembrava di non riuscire più a parlare l’italiano.
    Quando mi sono trasferita in Germania ho dovuto ricominciare da capo. Faccio ancora molta fatica col tedesco. Nel frattempo mi sono riappropriata della mia lingua scrivendo sul blog; l’inglese, invece, lo coltivo molto attraverso i libri e lo parlo in casa quotidianamente, però ho la sensazione che non stia migliorando; anzi, a volte, mi sembra stia peggiorando. E’ normale? 🙂

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Caterina,

      Si, e’ normale! Capita anche a me di pensare che l’inglese stia peggiorando, motivo per il quale lo alimento guardando i film e cercando di parlarlo ogni qualvolta capita l’occasione.;)

      E sono d’accordo con te: la scrittura aiuta molto a non perdere le basi grammaticali italiane 😉

      Un abbraccio

      Fabiola – Maiorca

      Rispondi
  3. Finally Mallorca
    Finally Mallorca dice:

    Ahh io ti capisco perfettamente! Per questo ho aperto il mio blog Nel sud del nord, avevo cominciato a dimenticare l’italiano e scrivere era un modo per non perderlo. Ora però aggiungo lo spagnolo nella mia vita, vediamo come andrà :-).

    Rispondi
  4. Marta
    Marta dice:

    Io sono arrivata nel Regno Unito con un ottimo livello di inglese ma non posso negare che, vivendo qui e passando molto tempo a contatto con le persone del posto, sia ulteriormente migliorato, al punto che lo parlo fluentemente come l’italiano. Il mio lavoro si svolge completamente in inglese e passano giorni, a volte settimane, senza che parli italiano. Sto iniziando a notare che a volte faccio difficolta’ a esprimermi nella mia lingua madre e, quando torno in Italian, non riconosco alcuni dei neologismi che vengono usati nella stampa o in televisione. E’ incredibile come si possa perdere la padronanza della propria lingua.

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Marta,

      Sì, è vero: è incredibile e non l’avrei mai pensato!

      Rimane un’ottima cosa che ora tu sia in grado di parlare l’inglese come l’italiano! Complimenti!! 😉

      Un abbraccio,

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi