Nuova Zelanda – Come ho rivoluzionato la mia vita in 7 giorni

Nuova Zelanda - Ines

Nuova Zelanda – Ines

Nel giro di una settimana ho cambiato, stravolto, ripianificato la mia vita.

Ricordate quel post in cui parlavo di quando ho deciso di lasciare l’Italia? Dicevo: “Volevo viaggiare, ero pronta per andare un anno in Australia dopo 9 mesi di Nuova Zelanda, volevo vedere, scoprire, sperimentare, vivere, cambiare. Dopo l’Australia il Canada, il Sudamerica… Poi mi dicono: “senti, ma ti piacerebbe rimanere in Nuova Zelanda?”. E cosa avrei dovuto rispondere, di no? Rimaniamoci in sta Nuova Zelanda! Il pensiero di avere un po’ di terra ferma sotto ai piedi, una sorta di pseudosicurezza, a 33 anni diciamo che fa piacere. Dentro di me, il diavoletto dice che quel famoso viaggio per il mondo e la vita da nomade, sono argomenti rimandati, non archiviati. L’angioletto invece dice di smetterla con queste idee irrazionali e che è ora di mettere radici, di crescere, di stabilirsi da una parte.”
A due mesi di distanza da quel discorso, dopo due anni e mezzo in Nuova Zelanda, posso dirvi chiaramente che ha vinto il diavoletto!

Ora ve lo racconto meglio.

Un giorno mi sveglio con una voglia irrefrenabile di licenziarmi dal lavoro! Ho il visto in scadenza, tra due mesi. So che è un rischio licenziarsi, so che il mio capo, nonostante i suoi difetti, è comunque disponibile a supportare la mia richiesta di un nuovo visto per rimanere in Nuova Zelanda. La strada più semplice non corrisponde sempre con quella migliore. Se non sono contenta del mio lavoro, se non mi pagano abbastanza o non mi fanno fare quello che vorrei fare, vale veramente la pena accettare tutto solo per poter rimanere qua? Rimanere in Nuova Zelanda ma non essere felice? Vale veramente la pena di essere disposti a tutto per rimanere, ma poi non vivere la vita che si vuole vivere?
La mia risposta è no!

Così mi preparo mentalmente al peggio. Mi preparo a ridimensionare i miei averi, per farli entrare in una valigia e uno zaino, vendere tutto, salutare tutti, salire su un aereo e ripartire da zero, nel caso non potessi rimanere in Nuova Zelanda.
Non ero esattamente pronta a questo genere di cambiamento, ho anche cercato di fare una lista degli aspetti negativi della Nuova Zelanda, per odiarla un po’ e andarmene serenamente, ma in realtà non mi è venuto in mente un granchè. Sulla lista iniziale c’era solo il senso di isolamento che a volte si sente vivendo in questo paese. Non sentirsi soli, ma sentirsi lontani. Se voglio farmi un weekend da qualche parte, tutto è lontano. O resto in Nuova Zelanda, o resto in Nuova Zelanda! Non c’è l’opzione “Un’ora di volo e vai all’estero”. Con un’ora di volo vai giusto a Wellington. Per andare in Australia ci vogliono 3-4 ore, più il tempo speso in trasferimenti per l’aeroporto e i vari controlli. Perdi due mezze giornate in viaggio e ti rimane un giorno per te. Non ha molto senso, specialmente considerati i costi.

Era da anni che sognavo di andare a vivere a Wellington, ma per via del visto e del lavoro non ci sono mai riuscita. Questa mi sembrava la situazione ideale per provarci. Se non fossi riuscita a trovare uno sponsor a Wellington nel giro di un mese, mi sarebbe toccato sloggiare dalla Nuova Zelanda. Ci sarebbe stata un’ulteriore opzione per poter rimanere qua, quella di studiare, ma i prezzi per gli studenti internazionali hanno cifre da capogiro e io purtroppo non sono ricca di famiglia! Di nuovo mi sono chiesta, vale la pena finire sul lastrico e spendere tutti i miei risparmi in un corso di studio professionale di un anno, da 20.000$, per rimanere ad ogni costo in Nuova Zelanda? Oppure per un corso di inglese che costa almeno 5000$ per soli 3 mesi? Risposta: si… cioè no! Ragazzi volevo rimanere, ma non a ogni costo!

Così ho iniziato a sondare il terreno per un piano B: l’Australia. Niente Working Holiday Visa, sono troppo vecchia. Mi tocca studiare se ci voglio andare, ma la notizia positiva è che i corsi professionali australiani sono un po’ più economici rispetto a quelli della Nuova Zelanda.
Contatto un ragazzo che lavora per un’agenzia di supporto all’immigrazione, valuto un paio di preventivi, mi informo sulla legislazione per emigrare in pianta stabile in Australia, decido di iscrivermi a un corso di cucina professionale di due anni, che insieme alla mia esperienza lavorativa mi condurrà – spero – dritta alla residenza in Australia.

Ma non finisce mica qua! Mi ricordo che dentro al cassetto c’era nascosto anche il sogno di passare un’estate a lavorare a Ibiza. Ragazzi la mia isla! Ibiza era proprio finita in fondo al cassetto, ho pensato bene di tirarla fuori prima di essere troppo vecchia, prima di venire risucchiata di nuovo dal vortice del destino, dei doveri, dei visa.

E questi piani B, improvvisamente iniziano a scintillare nella mia testa, sono circondati da una luce abbagliante e fanno ombra sulla mia voglia di rimanere in Nuova Zelanda.

I miei ultimi 7 giorni: sabato mi licenzio dal lavoro, martedì prenoto il volo di ritorno per l’Italia (in cui passerò un mese e mezzo di relax) prenoto il volo per Ibiza per aprile, giovedì affitto addirittura una stanza in un appartamento condiviso con 3 ragazze spagnole, mando una 50ina di curriculum a tutti i ristoranti dell’isola, venerdì do la conferma per l’iscrizione alla scuola in Australia e inizio a raccogliere i documenti necessari.
Ragazzi in una settimana ho fatto tutto! Tacc, Tacc, Boom, FATTO! Mi sono organizzata i prossimi 12 mesi in 3 paesi diversi!

Nuova Zelanda - Ines e la ricerca della libertà

Nuova Zelanda – Ines e la ricerca della libertà

Basta stare a raccontarsi scuse, basta trovare sempre un impedimento, basta titubare e rimandare. Appena ci accorgiamo di voler qualcosa, dobbiamo AGIRE!
Ora per chiudere il discorso, per rispondere a quelli che stanno per dirmi che sono pazza, o anche a quelli che stanno per dirmi che fino a ieri ero la paladina della Nuova Zelanda e oggi me ne voglio andare, anticipo che magari mi pentirò di questa mossa avventata di lasciare la Nuova Zelanda. Ma sento la necessità di essere un più libera, di fare un’esperienza nuova e diversa. Sono stanca delle restrizioni legate al mio Work Visa, poter lavorare solo per un datore di lavoro e SOLO NELLA REGIONE DI RILASCIO DEL VISTO. Un sacco di volte ho pensato di andare via da Auckland, ma avrei dovuto fare un nuovo visto e non è facile farti fare un visto da un datore di lavoro che non ha modo di conoscerti prima. Come fa a fidarsi. E tu come fai a sapere se quello è il lavoro giusto per te, se non ci lavori per un po’ di tempo. Per legge non puoi!

Non me ne sto andando dalla Nuova Zelanda perché non posso o perché non voglio più restarci, non è che la Nuova Zelanda non mi piaccia più, la Nuova Zelanda mi piacerà per sempre, resterà per sempre nel mio cuore, Mamma Auckland. Però a un certo punto, quando si cresce, bisogna andare via di casa, non si può stare per sempre attaccati alla gonna della Mamma. Auckland mi ha dato tanto, è stata la mia casa per due anni e mezzo, mi ha fatto crescere, mi ha fatto cambiare, è stata un’esperienza incredibile nella mia vita. Quello che voglio ora è affrontare nuove sfide in altri posti, continuare a buttare pepe sulle mie giornate, continuare a sentire l’adrenalina di quando stai per fare il famoso salto nel vuoto.
Io parto. Ancora un paio di settimane e dirò arrivederci alla Nuova Zelanda. Parto con un sacco di entusiasmo e le idee chiare, parto anche con la consapevolezza di poter tornare sui miei passi se un giorno mi renderò conto di aver commesso un errore. Forse un giorno tornerò in Nuova Zelanda, per adesso ho solo voglia di vivere intensamente questa nuova avventura! Ines, ancora per poco ad Auckland, Nuova Zelanda

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6 commenti
  1. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    “Ragazzi volevo rimanere, ma non a ogni costo!”
    Penso che ti sei data invece la risposta da sola con questa frase 😉 A volte ci sono posti bellissimi e che sembrano ok ma non fanno per noi (io non sono mai voluta nè rimanere nè tornare negli USA, non perchè orribile… non faceva per me!)

    Se vuoi rimanere in un posto fai veramente di tutto. Ho passato un mese ad Edimburgo senza praticamente mangiare, perchè dopo la nevicata del 2010 persi il lavoro, e i soldi li dovetti utilizzare per pagare affitto e bollette. Se non l’avessi fatto… non sarei qui dopo 6 anni e per sempre. Ma io volevo rimanere, ad ogni costo, perchè sentivo che questa per me era casa.
    Penso che seguire il cuore e l’istinto sia più importante di tutto!
    Good luck Ines!! xx

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    • Ines Nuova Zelanda
      Ines Nuova Zelanda dice:

      sai, io in fondo sono genovese d’adozione e coi soldi ho un rapporto un pò così ahhahaha! finire sul lastrico per restare in nuova zelanda no di sicuro, finire sul lastrico per andare da un’altra parte neppure! è proprio il concetto di finire sul lastrico che non digerisco! l’australia ha prezzi più accessibili per quanto riguarda gli stranieri internazionali, quindi la mia strada verso la residenza là sarà più economica. Tra l’altro non sono mai stata in australia, pensa se vado e poi non mi piace? ahahahahah ines la scellerata!

      Rispondi
  2. Laura
    Laura dice:

    Ciao cara siano noi in Nuova Zelanda ora! È il secondo giorno e stiamo cercando lavoro dato che siamo qui col visto vacanza lavoro. Se hai delle dritte faccelo sapere. Un abbraccio e Good luck ?

    Rispondi

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