arianna

Kia Ora donne!

Sono Ari, vivo in Nuova Zelanda e sono diventata un’expat ‘da grande.

Ho vissuto per 34 anni in Italia passando dalla casa d’infanzia a quella che ho condiviso con mio marito. Distano l’una dall’altra circa 5 Km quindi il mio mondo si è svolto tutto nella quotidianità di quest’area molto molto ristretta (salvo vacanze in Italia e all’estero, ma parliamo di vacanze non di vita quotidiana). Di solito leggo di expat che, fin da bambini, hanno sentito il richiamo del viaggio, di partire, di scoprire, è comune il sentirsi stretti nel posto in cui si è nato e/o cresciuti; non è così per me: mi sono sempre sentita protetta nella mia zona di sicurezza, nel posto in cui sono nata e cresciuta, fino a qualche anno fa non avrei mai e poi mai pensato di cambiare casa, figuriamoci paese o continente. La voglia di scoprire sì, c’è sempre stata, ma la intendevo solo ed esclusivamente come viaggio/vacanza per cui il biglietto di ritorno era una cosa assodata.

Ora ho 35 anni (2016) e vivo in Nuova Zelanda, esattamente a Tauranga/Mount Maunganui nella Bay of Plenty, un’area di circa 120.000 abitanti; non una grande metropoli, ma nemmeno un paesino sperduto, insomma un buon equilibrio per quello che cercavamo io e mio marito volendo vivere una vita tranquilla ma non troppo. Sono, quindi, diventata expat “da grande” non ho vissuto nessuna grande avventura da ragazza diciottenne o ventenne ma, al contrario, ho avuto una vita che può essere giudicata ordinaria, come frequentare il liceo, laurearmi negli anni successivi, metter su casa con il fidanzato storico e poi sposarlo, tanti anni di scrivania in ufficio tra telefono e computer e un periodo nel bar di famiglia. Insomma, tranne che per un cane, un pesce rosso e la ruota di un mulino dietro casa, la fotografia della mia vita è abbastanza comune; non voglio dire scontata perché nulla è mai banale o prevedibile e perché i drammi familiari, lavorativi ecc ecc… non mancano mai a nessuno ma, appunto, anche questo fa parte della cosiddetta routine.

Le mie più grandi passioni, oltre a viaggiare ovviamente, sono il cinema asiatico, Corea e Giappone, adoro scrivere e leggere: potrei diventare antipaticamente logorroica stile pazza/invasata/posseduta. Sono, invece, più pacata e controllata quando si parla delle altre mie piccole infatuazioni (quantomeno lascio parlare ed esprimere opinioni personali anche all’altro interlocutore/i): gli orologi da uomo, le moto, la musica, il nuoto e poi ci aggiungo sempre qualche altra mania passeggera; al momento sono le ceramiche. Posso dire che sono una tipa curiosa di tutto e attratta da tante cose, ed in virtù di ciò mi annoiano e rifuggo le persone amorfe o monotematiche. Rifuggo anche da quelle lunatiche, troppa fatica a cercare di decifrare l’umore del momento quando in realtà non puoi far altro che buttarti ad indovinare e poi La domanda è “Ma perché???”.

Le ragioni che mi hanno portato ad essere orgogliosamente expat possono riassumersi con la frase:”Ero stanca di aver paura anche della posta” una vita fatta per lo più di stress, insonnia e palpitazioni nemmeno fossi una criminale. La risposta è stata “Non me lo merito!”. Vivo nell’onestà e tanto basta per conquistarmi la possibilità e il diritto di vivere migliorandomi e non abbrutendomi”.

Confermo che trasferirmi dall’altra parte del mondo mi sta aiutando a piacermi molto di più e a godere della mia vita molto di più; insomma mi piace la persona con cui devo convivere e condividere ogni respiro della mia vita: me stessa. E direi che non è poco!

Piacciamoci cavolo!

Gli articoli scritti da Ari (Arianna)

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