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Casa Milà, Gaudì, Barcellona

Eccomi tornata dopo un periodo di assenza dal web.

Il motivo è che sono stata completamente assorbita dalla ricerca di un possibile appartamentino per i miei genitori qui a Barcellona.

Posso fare un bilancio di questi ultimi giorni:

  • 20 notti insonni causa preoccupazioni varie
  • 10 diottrie in meno e stanchezza della vista a forza di guardare annunci sul pc
  • Connessione dati del cellulare finita perché ero sempre connessa
  • Mal di testa per le troppe telefonate
  • Relazione fidanzato, papà e mamma sul filo del rasoio

Ma iniziamo con calma.

Per cercare un piso /appartamento Barcellona, i siti che più spesso si utilizzano sono:

http://www.habitaclia.com

www.idealista.com

www.nuroa.es

www.fotocasa.com

Si può filtrare la ricerca inserendo vari parametri, come la metratura minima/massima, il prezzo minimo/massimo, il quartiere, la presenza o meno di ascensore, balconi, numero di stanze, etc.

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Distretti dei Barcellona

In questo modo, appaiono gli annunci che, in un mondo ideale, potrebbero corrispondere alle nostre aspettative.

Se non fosse che comprare un appartamento decente a Barcellona con uno stipendio medio è pari a Mission impossible.

Io personalmente ordino la lista degli annunci secondo i più recenti, onde evitare che mi appaiano appartamenti interessanti ma, magari, già prenotati o venduti.

Confesso che non siamo in un momento particolarmente propizio per acquistare un immobile a Barcellona.

I prezzi sono aumentati quasi dell’8% rispetto al 2016 e, forse, cresceranno ancora.

Sono sicuramente gonfiati, determinati dal fatto che per molti investitori stranieri sono ancora abbastanza convenienti, rispetto ad altre grandi metropoli europee ed oltreoceano.

Dopo aver spulciato tra gli annunci del web ed eliminato quelli già a prima vista orrendi, possiamo concentrarci su ciò che rimane, sperando che raggiunga livelli minimi di decenza.

Molti appartamenti a prezzi abbordabili sono bajos/piano terra e/o interior, che non danno sulla strada.

I bajos sono al piano terra.

Quindi i classici appartamenti con le sbarre alle finestre, spesso non particolarmente luminosi e, a seconda dei quartieri, pericolosamente rumorosi.

Gli interior si sviluppano intorno al patio de luz, da me odiatissimo, ossia un patio su cui si affacciano gli edifici.

Il nome mi è sempre apparso molto ironico visto che, spesso, è proprio la luce che manca.

Mi è capitato di visitare appartamenti interiori le cui finestre davano direttamente sull’altra facciata, per cui non si vedeva nemmeno il cielo.

A proposito, tema finestre… aiuto!

La maggior parte degli appartamenti a Barcellona presenta bagni senza finestre: il famoso bagno cieco.

Mentre da noi in Italia si cerca in genere di dotare di finestra almeno il bagno principale, se non direttamente tutti, qui spesso i bagni sono ciechi, anche in case di recente costruzione.

Alla mia domanda sul perché ci sia quest’ossessione, una volta un agente immobiliare mi ha risposto così: “meglio mettere una finestra in soggiorno o in camera da letto, ma non in bagno, no?

Punti di vista differenti. Evidentemente, le finestre sono considerate un optional e la possibilità che tutte le stanze ne abbiano una non è contemplata.

bagno/ no spazio/ appartamenti Barcellona

Bagno o cucina?

Ascensore, altro problema.

Moltissimi appartamenti ne sono privi, soprattutto nella parte antica della città, trattandosi di edifici di inizio secolo. Se cercate qualcosa che ne sia dotato, il prezzo sale in modo cospicuo.

Il balcone, o terrazza, grande sogno.

Alcuni annunci riportano la dicitura “balcone” per definire un quadratino sporgente, spesso su un patio di luce, difficilmente vivibile. A volte invece ci si imbatte in terrazze all’ultimo piano enormi e spettacolari, con appartamenti minuscoli venduti a peso d’oro. Il fatto che l’appartamento sia un buco, non è rilevante: siamo a Barcellona, fa caldo, dormi sul balcone (Cosa che tra l’altro ad Ibiza succede, ma questa è un altra storia). L’agente immobiliare spiegherà che ufficialmente si tratterebbe di una terrazza comunitaria ma, non andandoci nessuno, si potrebbe utilizzare ad uso privato. Evidentemente non si preoccupa del fatto che, se un giorno la vicina russa del piano di sotto volesse organizzare una festa in terrazza, voi inquilini ne sareste ospiti involontari. E chissà che per qualcuno questo non sia addirittura un punto a favore, sia mai!

La cedula di habitabilidad / certificato di abitabilità: un altro grande optional.

Tanti appartamentini/studio sotto i 50 metri quadrati ne sono sprovvisti. Quello che mi fa arrabbiare è che la maggior parte delle volte questa cosa non è riportata nell’annuncio. Ho intrapreso discussioni telefoniche con agenzie che volevano convincermi del fatto che la cedula non servisse a niente. Sostenevano che l’unico svantaggio che comportava il non averla era l’impianto del gas, che non era contemplato. Però, aggiungevano, “tanti di questi appartamenti si sarebbero potuti affittare tranquillamente a 800 euro mensili” Sì perché nessuno di questi appartamenti sprovvisti di cedula è “regalato”. Della serie la fregatura è sempre dietro l’angolo.

L’alluminosi.

Un giorno, un agente immobiliare mi telefona: “Buongiorno, la collega mi ha inoltrato la sua richiesta per visitare questo appartamento. Le hanno anche spiegato il problema di cui è affetto?”

“No, di che si tratta?”

“Un dettaglio, di cui però deve essere a conoscenza. L’edificio soffre di alluminosi, una patologia strutturale che, per spiegarlo facilmente, rende il cemento più poroso e la struttura meno resistente”.

Cercando su Wikipedia leggo che in Spagna, tra gli anni 40 e 60, sono stati costruiti edifici con questa tipologia di cemento non ottimale per cui, oggigiorno, per evitare problemi o il crollo stesso dell’edificio (in alcuni rari casi), ogni tot. anni bisogna rinforzare la struttura.

Acquistare un immobile in un edificio affetto da questa patologia comporta, quindi, costi della comunità che possono essere piuttosto consistenti, nel corso degli anni. Noi abbiamo deciso di lasciar perdere.

Los ocupas.

In alcuni annunci viene specificato che l’appartamento è occupato illegalmente e il proprietario se ne vuole disfare, spesso tramite agenzia. Non essendo libero, non si può visitare. Ho letto annunci in cui si proponeva all’acquirente di comprare l’appartamento senza averlo visto, a “scatola chiusa”. Inoltre, l’annuncio metteva in chiaro che le spese legali per liberarlo dai suoi occupanti sarebbero state a carico dell’acquirente. Insomma, no comment.

Se continuassi, verrebbe fuori un libro: bidet sì o no, problemi di umidità, bombe a gas sui balconi….sono certa mi possiate aiutare, no? 🙂

Prossimamente vi racconterò la parte 2 di quest’odissea: notaio, tasse e documenti. Overo: la noia.

A presto!

Glories/ nuovi edifici/ Barcellona

Quartieri in crescita

 

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8 commenti
  1. SM
    SM dice:

    Ho avuto gli stessi problemi per cercare un appartamentino in affitto a Madrid per qualche mese a prezzi decenti… un dramma!

    Rispondi
  2. Valentina
    Valentina dice:

    Tutta la mia comprensione. Sto passando per lo stesso iter cercando un appartamento in Portogallo. Le cose non vanno meglio. Aggiungi poi che mi presento come straniera, senza lavoro, senza una dichiarazione dei redditi che provi redditi dell’anno scorso e senza un garante. Naturalmente se non è portoghese non gli interessa.

    Rispondi
  3. Daria
    Daria dice:

    Ídem anche solo per trovare una casa in affitto a Barcellona ad prezzo decente che accettasse i cani e con un terrazzino…stavamo per divorziare nel mese e mezzo di ricerca avvilente!!!

    Rispondi
  4. Marta
    Marta dice:

    Rido perche’ la storia del bagno senza finestra e’, purtroppo, la norma anche nel Regno Unito, in particolar modo negli edifici di recente costruzione. Non riesco a capire come si possa pensare che sia una buona idea non ventilare adeguatamente il bagno, considerando che e’ la stanza in cui si usa di piu’ l’acqua. Qui ti danno la scusa della ventola, che il piu’ delle volte serve a molto poco.

    Rispondi

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