oggetti-memoria

Mi sono trasferita a Cambridge, negli USA,  lo scorso settembre, meno di un anno fa.

Sono partita con due valigie, neanche tanto grandi, e lo  zaino che mi accompagna in ogni viaggio. In realtà avrei potuto privarmi di quasi tutti gli oggetti che avevo infilato nel mio bagaglio ma non dei ricordi: di nessuno sarei riuscita a privarmene. Il libro che mi aveva regalato un’amica per il mio compleanno qualche mese prima di salutare Oxford, la borsa ricevuta in dono per il dottorato, un asciugamano che usava mia nonna  che ora non c’e’ più, il pigiama che mi aveva regalato mia sorella, la giacca pesante  comprata per sopravvivere al mio primo inverno in Danimarca, le innumerevoli  foto con cui tappezzo le case ovunque io sia e che crescono sempre in numero…

E’ vero che i ricordi e le emozioni ad essi legate non risiedono negli oggetti ma nel nostro cervello (sì, da scienziata non posso dire che sono nel cuore: casomai qualche reazione chimica ce li appiccica all’ippocampo per non farceli dimenticare più) ma gli oggetti ci aiutano a veicolarli e, nonostante rendano le nostre valigie più pesanti, ci rendono la vita più leggera. Almeno la mia. Non sono affezionata agli oggetti in generale, non ci riesco, mi annoiano e vorrei cambiarli spesso, averne di nuovi e diversi, magari più colorati e meno stropicciati. Il contrario avviene nei confronti delle persone: difficilmente mi stanco di loro e man mano che divento grande le amicizie e gli affetti si riducono di  numero ma aumentano in valore, e anche se la vita ci strapazza con le le sue disavventure sta proprio qui il bello del gioco!

La bellezza degli oggetti-ricordo che riempiono le mie valigie sta nel fatto che si trasformano in elementi a metà tra oggetti inanimati ed esseri viventi. Sono oggetti nella sostanza  ma assumono al tempo stesso la valenza delle persone a me più care: così come non vorrei mai privarmi dei miei cari in egual misura non vorrei staccarmi dagli oggetti che me li ricordano. Quegli oggetti sono delle sensazioni cristallizzate e ogni volta che li uso o li vedo sorrido, ricordo, vivo.

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