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Oropa: il ricordo di casa a Vancouver!

Lara, piemontese a Vancouver: cosa ti ha portata dall’altra parte del mondo?

Ho ricevuto il richiamo oltreoceano la prima volta nel 2012, quando il mio compagno e io ci siamo candidati per ottenere un visto Working Holiday per il Canada e li’ é iniziata la nostra avventura.

Eravamo decisi a usare questo mezzo per emigrare definitivamente, vista la crisi italiana pienamente in corso. Qindi ci siamo armati di coraggio e di 2 valigie e siamo partiti alla cieca.

Inizialmente, abbiamo visitato la Nova Scotia, sulla costa est, ma le possibilità di lavoro erano alquanto ridotte cosi’, grazie ad un contatto, siamo volati a Vancouver. Qui, il mio fidanzato ha subito trovato lavoro e abbiamo iniziato una procedura di sponsorship ma purtroppo non ha funzionato e, a allo scadere dei 6 mesi di Visto, siamo dovuti tornare in Italia.

Ormai avevamo assaporato il clima estero e la sosta in Italia é durata ben poco, soli 3 mesi, e siamo ripartiti  verso la Germania e il Regno Unito. Anche qui alla cieca, per poi “mettere radici” in Scozia tra il 2013 e il 2014. Inaspettatamente, é giunta una nuova possibilità di tornare in Canada e l’abbiamo colta, questa volta con la certezza di un lavoro per il mio compagno e due anni di permesso di lavoro.

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Vancouver – Canada

Vancouver e’ una delle città più vivibili del Pianeta secondo molte fonti statistiche, quali sono secondo te le caratteristiche che la rendono tale?

É vero, Vancouver é nella top ten delle città piu’ vivibili del mondo e in effetti ha delle caratteritiche molto diverse da una metropoli come ce la immaginiamo. Per esempio, ha una quantità di aree verdi impensabile per una città di queste dimensioni e c’é la possibilità di ritrovarsi nella foresta a pochi passi dal proprio appartamento, con tanto di procioni, coyote e… orsi! Non si respira lo smog di Milano ecco. Inoltre é una città grande ma ancora vivibile, gli spostamenti sono agevolati da una buona rete di trasporti (anche se un po’ cara!) e si riesce ad essere fuori dalla parte urbanizzata in meno di un’ora.

Dal punto di vista lavorativo, anche se i canadesi si lamentano, offre ancora parecchio spazio di manovra e l’unica cosa che serve davvero é aver voglia di lavorare, dopodiché in parecchi campi si puo’ aspirare ad una carriera brillante. Nonostante cio’ a volte é difficile farsi riconoscere la propria istruzione ed esperienza professionale, ma con un po’ di tenacia ci si puo’ arrivare.

La nota negativa é che, appunto perché é un luogo vivibile, moltissimi emigranti stanno puntando verso Vancouver e la città sta diventando sovraffollata e i prezzi stanno salendo alle stelle.  Questa problema é ben noto a livello canadese ma forse ancora sconosciuto nel resto del mondo.

Senti mai la nostalgia dell’Italia? Se si, qual’e’ la tua strategia per sopperire a questo stato d’animo?

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Lara in Canada

Chiaramente i momenti di nostalgia ci sono! In certi giorni immagini la lasagna della nonna, oppure vorresti andare per una gita a Siena: penso sia normale! L’immigrato deve stravolgere le sue abitudini in tutto e per tutto, ogni tanto si sente la stanchezza. Si prova nostalgia soprattutto della famiglia e degli amici, delle serate e delle feste di compleanno. Purtroppo non si puo’ sempre prendere un biglietto aereo e andare a casa, allora si sopperisce andando  a mangiare una pizza surrogata nel migliore ristorante di Vancouver, dove una pizza costa 20$! Oppure si fa la polenta con i funghi a casa  e si invita qualche amico.

Frequenti la comunità  italiana di Vancouver? 

A Vancouver c’é l’Italian Cultural Centre ma non ho mai partecipato a nessun evento. Abbiamo alcuni amici italiani perché é sempre bello, e soprattutto rilassante, parlare nella propria lingua e condividere esperienze.  

Acquistiamo prodotti italiani nei vari negozi di Vancouver ma bisogna fare attenzione alla qualità, non sempre sono “reali”! Aspettiamo con ansia i pacchi di Natale da casa, i quali spesso contengono bontà piemontesi che centelliniamo per mesi! Dal 2012 ho notato che sono arrivati moltissimi nuovi prodotti italiani sugli scaffali dei supermercati che prima non esistevano e questo fa piacere.

E’ facile integrarsi con i canadesi? Chi sono i canadesi di Vancouver? Ce ne parli?

Questo punto é particolarmente dolente! I canadesi sono personaggi alquanto difficili da inquadrare e ancora di piu’ i canadesi di Vancouver. Vancouver é una città multiculturale dove si fa fatica a conoscere il canadese per come ce lo immaginiamo, con la camicia a quadretti e l’ascia da boscaiolo. La popolazione qui é costituita per la maggior parte da asiatici (cinesi, filippini, thailandesi e indiani); queste comunità sono molto forti e non sono particolarmente ben integrate e quindi é molto difficile interagire. Parecchi sono considerati “canadesi” perché sono nati qui oppure hanno ottenuto la cittandinaza ma mantengono in tutto le tradizioni del loro Paese di origine.

Mi sento di dire che l’integrazione, in generale, é molto piu’ difficile che in altri luoghi (per esempio in Europa) proprio per le differenze culturali.  Dal punto di vista sociale, non é semplice avere una vita piena e la ricerca di amicizie é un lavoro a tempo pieno!

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Photo Credits: http://www.santuariodioropa.it/db/it/

Cosa ti porti dietro del tuo essere piemontese in Canada? 

Penso di essermi portata dietro parecchie cose del mio essere piemontese, il cibo in primis! E l’orario di pranzo e cena,  non sono riuscita a convertirmi alla cena alle 17, continuo con quella alle 20! Le abitudini rimangono per tante cose, migrare da trentenni non é la stessa cosa che migrare a 18 anni. Ci sono cose che sono radicate dentro di noi e nemmeno ce ne accorgiamo, come sognare una colazione con cappuccino e croissant e poi guardare un menu dove ci sono solo uova e salsicce; non usare l’asciugatrice per i panni  quando qui invece tutti ne abusano e continuare invece a usare lo stendibiancheria!; usare parole in piemontese a casa e rendersi conto che gli ospiti non capiscono!

Come piemontese che posto del cuore conservi della tua terra di origine?

Oropa naturalmente!  E’ proprio vero: una capatina a Oropa si fa sempre!

Questo luogo ha un legame profondo con i biellesi e il giro per la cioccolata calda o la passeggiata dei Preti non possono mancare. L’ultima volta ci sono stata prima di partire, aprile 2015, per portare il mio cane che viene dalla Scozia a fare una corsa in montagna.

Quando un piemontese racconta ai canadesi della sua città di origine, la parola Oropa e Santuario vengono sempre fuori almeno una volta!

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