Oslo città verde

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La Norvegia, in testa Oslo, è entrata da qualche anno nella mentalità di dover essere la prima della classe ad ogni costo.

Da anni, ormai, si sente dire che questo è il paese più felice al mondo.

C’è il migliore stile di vita, i bambini crescono più autonomi di tutti i loro coetanei.

Non si parla neanche più delle pari opportunità, da quanto sono equalitarie.

La gente è generalmente soddisfatta della propria vita e si vede.

In tutto questo benessere, nel 2019, Oslo concorrerà per vincere il premio di città ecofriendly.

Il partito dei verdi (mdg.no), appoggiato da altri partiti molto più grandi di lui, ha iniziato una guerra contro le auto.

Nell’arco di un paio di anni si sono duplicati quelli che si chiamano Bom.

Sono delle telecamere posizionate sulla tangenziale e all’entrata in città, che registrano le targhe.

Sono simili alle zone ZTL ma non sono nel primo anello cittadino. Qui non esistono i pagamenti autostradali ma queste ne fanno le veci a prezzi molto alti; sono l’equivalente di cinque euro per un passaggio.

Insieme a questo, sono stati eliminati mille parcheggi comunali in centro.

I parcheggi dedicati ai residenti sono passati improvvisamente a costare dieci volte quello che costavano l’anno scorso.

Prezzi pazzi anche per i parcheggi sotterranei in centro.

Insomma. Vogliono vietare in modo cortese ai cittadini di usare l’auto in città.

Non sono viste di buon occhio le macchine che si definiscono di generazione fossile: diesel e benzina.

Nella mente dei verdi, sono accettate solo le biciclette e i mezzi pubblici.

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Zero Rally 2011. Foto: Eirik Helland Urke

Qui arriva il problema grosso.

Non si vedono i presupposti per avere una città che possa muoversi solo in questo modo.

Costantemente, ci sono problemi tecnici con le linee dei treni che portano migliaia di pendolari in città dai paesi limitrofi. A quel punto scatta l’emergenza dei bus che circolano per i treni e che ovviamente producono traffico.

Per ogni treno che porta mille persone, dovrebbero partire 10 autobus che ne trasportano cento. Questo non succede e nasce lo scontento.

Quest’estate è stata veramente caldissima e abbiamo avuto momenti di sconforto mentre impiegavamo ore per arrivare in centro, quando normalmente il viaggio dovrebbe durare pochi minuti.

Non si contano le lamentele da parte di pendolari che sono stati male a bordo perché le temperature superavano i 30 gradi. Le risposte erano sempre simili: problemi tecnici, temperature eccezionali.

Ora andiamo verso la stagione fredda e nascerà un altro grosso problema: la solita vecchia neve. 

L’anno scorso abbiamo avuto neve fino a maggio.

Le strade sono state impraticabili molte volte. I lavori di pulizia in centro hanno fatto a dir poco pietà. Si è parlato tanto di anziani che non avevano il coraggio di uscire per il ghiaccio sui marciapiedi non puliti.

E in tutto questo, nel mondo ideale dei partiti ecofriendly, la gente sarebbe felice di uscire a temperature polari.

Non temiamo le intemperie e andiamo solo a piedi o in bicicletta con le gomme chiodate.

Se non vi va bene, prendete un autobus o la metropolitana, che costa circa 4 euro a viaggio.

Mi sembra ingiusto questo modo di gestire la cosa pubblica. Mi sembra ancora più ingiusto perché i cittadini di Oslo sono un esempio di comportamento da seguire, quando si parla di usare i mezzi pubblici.

Quelli che non li usano non lo fanno, probabilmente per delle difficoltà oggettive, magari perché vivono fuori città o hanno bambini al seguito.

Magari non possono permettersi di fare viaggi di ore per portare i bambini all’asilo e poi andare al lavoro.

Insomma, la situazione è idilliaca solo per quelli che vivono nel centro storico e che usano il piccolo supermercato di quartiere.

Spero che qualcosa cambi. Ormai, la tendenza è che la gente che vive in centro scappi e vada a vivere fuori dall’area urbana, perché non può più permettersi di vivere in città.

Io per prima.

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