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Tatiana: destinazione Oslo, Norvegia

La prima volta che sono venuta ad Oslo a vivere era nel 1998: tenete a mente che era l’epoca pre-internet, pre-mail e  pre-cellulari.

oslo-norvegia-expatIl mio primo, importantissimo, lavoro me lo sono trovato mandando da casa mia, a Novara, uno striminzito CV a tutti gli alberghi della città. A ripensarci oggi mi viene da ridere: sapete come ho trovato gli indirizzi? Adesso ve lo dico: mio padre aveva in dotazione dalla ditta dove lavorava una carta di credito della Diners che gli avevano dato assieme ad un libricino con gli indirizzi dove accettavano la carta – e dove poteva avere delle agevolazioni- Fu in quel libricino che trovai  i nomi delle strutture alberghiere della Norvegia. Dopo l’invio del mio CV fui  contattata per telefono da quello che divenne poi  il mio capo, e che mi domandò durante il colloquio  se avremmo potuto vederci la settimana successive. Io gli risposi di sì, chiedendo solo che mi  desse  il tempo di comprare il biglietto dell’aereo.

E così fu: zaino in spalla, una valigia, e sono partita per il Nord.

Alla fine del colloquio, il futuro capo mi domanda: “cosa farai se io non ti assumo?” Non ricordo la mia risposta, ma credo che si mise  una mano sulla coscienza e mi firmò un contratto di lavoro.

Quell’anno, gli italiani registrati all’Aire in Norvegia erano 500. Oggi,  sono 4800 quelli registrati, ma
forse sono  il doppio se si calcolano anche quelli che ancora non sono iscritti all’albo dei residenti all’estero. Le cose adesso sono molto cambiate rispetto al 2008: le difficoltà  nel trovare un lavoro –  anche qui, in quello che tutti pensano sia il paese dove si diventa ricchi da subito e senza sforzo – sono sempre piu’ in aumento. Quello che fa la differenza è  la conoscenza della lingua norvegese. E’ vero che praticamente tutti parlano inglese ad un ottimo livello, ma non in tutti gli ambiti lavorativi basta l’inglese per essere assunti. Io sono cresciuta con mia madre  in Italia, che mi ha parlato sempre e solo in norvegese, e le ho sempre risposto solo in italiano, ma adesso, ovviamente, la ringrazio per essere stata lungimirante, sapeva che prima o poi mi sarebbe servito. Nonostante ciò ho impiegato un anno, tra un lavoretto extra e l’altro, per trovare qualcosa di definitivo. So che adesso la strada è in discesa , o perlomeno in pianura. Su internet faccio parte di un gruppo formato da italiani, alcuni si trovano  qui da tre mesi, altri da 20 anni, e scriviamo di cose che possono interessare chi ha intenzione di trasferirsi qui o anche solo per chi è un amante della Norvegia a livello turistico.Tutti i giorni riceviamo messaggiOslo fiordo casetta banca  di persone che dall’Italia vogliono tentare di venire al Nord per cercare lavoro, e  a tutti diciamo di pensarci bene, perché Oslo – e in generale la Norvegia – sono carissimi, si fa presto a spendere i propri risparmi durante il periodo di ricerca del lavoro. Bisogna cercare le offerte sui motori di ricerca e sperare magari in qualche intervista via  Skype. Se voi siete tra coloro che cercano di trasferirsi qui, sappiate che  lo studio della lingua norvegese è fondamentale, quasi come gli scarponcini col pelo per l’inverno…

To be continued

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2 commenti
  1. Caterina
    Caterina dice:

    Ciao Tatiana e grazie per le utili informazioni che condividi riguardo Oslo. Puoi scrivere per favore il link del gruppo di Italiani in Norvegia?
    Un caro saluto!

    Rispondi

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