Granada -Alhambra

Granada -Alhambra

Testimonianza inviataci da Vanessa, Granada

Otra vez!


Da 24 mesi vivo ormai a Granada, da quando cioè,  quasi 30enne, ho lasciato tutto per iniziare una vita nuova. 

Vivo con il mio gattino in un mini appartamento in centro.

La vita in una città piccola è facile: tutti ci conosicamo come se vivessimo in un paesino e, allo stesso tempo, ci sono milioni di attività che si possono svolgere.

Quando mi chiedono di dove sono, non so bene cosa rispondere.

Sono di qui, vivo qui da tanto, ormai. Ho avuto la fortuna di nascere in Italia, ma la formula della domanda dovrebbe essere “dove vivevi prima” piuttosto che un “di dove sono”.

Quando mi chiedono se mi piaccia Granada  rispondo sì, certo.

Alla domanda che fai nella vita non ho ancora trovato una risposta.

La maggior parte delle volte dico che sono in vacanza, o che mi godo la vita o cose così.

Mi sembra la cosa più vicina alla verità. In effetti, lavoro pochissimo e guadagno il giusto (a volte meno) per pagare l’affitto. Il tempo è mio e me lo gestisco io.

Scalo montagne, esploro grotte, vado al cinema, ai concerti e agli spettacoli di teatro.

Nessuno si scandalizza se non ho un piano di vita, un uomo al mio fianco, un lavoro decente, anzi, mi rispondono tutti allo stesso modo “que bien vives tù!

Sì, è vero, vivo bene o meglio: vivevo bene.

Tutto andava bene, tutto era esattamente come doveva essere.Fino a questa mattina.
Poche ore fa,  al lavoro, mi hanno dato un ultimatum: o ti trasferisci a Barcellona o semplicemente perdi il lavoro.
Oggi, per la seconda volta nella vita, a malincuore, ho preso coscienza che la cosa giusta da fare è lasciare tutto e andare.
Per carità, Barcellona è bella e nel lavoro le condizioni saranno migliori; inoltre il volo per tornare a casa in Italia, da lì,  è diretto e decisamente economico.Però, quanto è dura tornare alla realtà.
Lasciare le persone che per due anni si sono prese cura di me, che sono state la mia famiglia e a volte anche la mia casa. Abbandonare una routine tanto diversa da quella italiana, ma che era la mia. Lasciare la terra delle tapas, del flamenco, di un Alhambra incorniciata dalla Sierra Nevada. Un posto dove è sempre festa e il sole tramonta alle 23.
In una metropoli a 800 km da qui sarò ancora capace di vivere una vita piena e divertente?

  • Ci saranno abbastanza montagne per me?
  • Ci saranno persone che mi aiuteranno nelle piccole cose?
  • Potrò vedere di nuovo una cascata di stelle cadenti in una notte d’agosto?
  • Come si gestiscono tempo e soldi senza impazzire?

torrente

montagna

Guadagnare più del doppio (per sopravvivere a una vita molto più cara) significa inevitabilmente lavorare di più e non so se davvero ne valga la pena. Io ho sempre sognato di vivere in una città grande, ma non mi ero ancora resa conto di quanto meravigliosa fosse la mia esistenza anche in un posto più piccolo. Senza limiti, senza imposizioni. Un’esistenza comoda e felice.
Qui al sud il lavoro è poco, tutte le persone con le quali parli ti dicono di approfittare perché il denaro conta.

  • Però, può davvero una manciata di soldi in più, sostituire tutto l’amore che mi è stato regalato da una terra che il sole c’è l’ha dentro?
  • Può l’idea di una vita normale essere più importante di quella di una vita degna di essere vissuta?
  • Siamo sicuri che saprò adattarmi a una città tanto grande e dispersiva, proprio io che qui, con massimo 20 minuti di bicicletta, vado ovunque?

Mentre mi domando cosa sia meglio per la mia vita, mi fermo in un bar, ordino un tinto de verano (mi portano anche una tapa) e ammiro ancora una volta quanto sia stata fortunata fino ad ora.

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