Paradiso fiscale e nomadismo digitalescritta-belize

Siamo partiti dall’Italia con le idee chiare.

Volevamo un paese con un clima caldo, tranquillo, economico e con una tassazione che toccasse lo zero.

Dopo un attenta ricerca, siamo arrivati alla conclusione che il Belize era il paese che faceva al caso nostro.

In pochi sanno che il Belize è tra la rosa degli Stati che possono essere chiamati veri e propri paradisi fiscali.

Significa che ha un regime fiscale privilegiato, caratterizzato da bassi o addirittura nulli livelli di tassazione. Infatti sia le società offshore che i freelancer non pagano nessuna tassa sui guadagni provenienti dall’estero.

I freelancer, cioè i liberi professionisti, possono usufruire di tale agevolazione, automatica, nel momento in cui fanno entrare nel paese i soldi guadagnati all’estero.

Per farlo, però, è necessario aprire una conto corrente in una banca locale.

Se non sei residente, puoi aprire un conto offshore previa autorizzazione governativa:

– quando compri una proprietà

– se hai “abbastanza” (non so quali siano le regole, non sono specificate) denaro da portare in Belize

– quando apri una società offshore.

Se non puoi o non vuoi aprire un conto offshore, allora devi diventare residente.

Per questo, ci sono varie modalità:

– vivi un anno nel paese, rinnovando mensilmente il permesso; successivamente, chiedi la residenza. Dovrai pagare una fee in base al paese di provenienza (Italia 4.000 bzd) e otterrai tutti i diritti di un beliziano (tranne il passaporto), quindi lavoro, conto corrente etc;

– lavori 3 anni nel paese. Il permesso di lavoro costa 1.000 bzd per ogni anno. La fee finale di 4000 bzd è da pagare dopo l’approvazione della richiesta di residenza;

– investi 250.000 US c.a. nel paese (in proprietà, case, etc). Secondo le ultime indiscrezioni, stanno alzando la quota da investire, che al momento non è ancora nota. Questo è il metodo più veloce per ottenere la residenza.

Una volta passato l’anno di rinnovi, è possibile procedere con la richiesta di residenza permanente. Per l’accettazione della richiesta potrà servire molto tempo, la burocrazia qui è molto lenta, ma siamo fiduciosi.

Sia che vivi o che lavori, non puoi uscire dal Belize per più di 14 gg, in totale, ogni anno, pena l’impossibilità di chiedere la residenza (nel caso, bisogna ricominciare da capo).

Una volta ottenuta la residenza, non c’è un minimo minimo di giorni obbligatori di soggiorno, come invece previsto in altri paesi (esempio: 180 gg per l’Italia).

Ed ecco fatto!

Ora sei residente in Belize, non pagherai più le tasse italiane, anzi non pagherai mai più tasse sul lavoro da te svolto sulle collaborazione estere. Se lavori per il Belize, invece, dovrai pagare le tasse.

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In molti mi avete chiesto che lavoro facciamo qui in Belize e come sia la situazione lavorativa.

A questa seconda domanda non sappiamo rispondere. Noi non abbiamo affrontato nessuna ricerca del lavoro in terra beliziana.

L’unica difficoltà che abbiamo avuto è stata quella di far arrivare i nostri PC, portatili e fissi, con tre voli in stiva, sani e salvi qui in Belize, però ce l’abbiamo fatta!

Quindi, che lavoro facciamo?

A noi piace la definizione di nomadi digitali, perché racchiude appieno il nostro stile di vita. Lavoriamo online.

Per la precisione, io sono Assistente Virtuale, ovvero mi occupo di contabilità, social media e inserimento prodotti per siti e-commerce.

Prima di partire ho concluso dei corsi online con certificazione di e-mail marketing e SEO, quindi posso offrire servizi anche in questi campi.

Il mio primo lavoro in remoto, italiano, l’ho ottenuto attraverso una piattaforma di ricerca lavoro in lingua inglese.

Non felice di questa prima occupazione, ho deciso di cercare altro ed è arrivata, proprio qui in Belize, una proposta molto allettante, per collaborare con un sito e-commerce italiano. Inutile dire che ho accettato.

Il mio obiettivo ora è quello di collaborare con aziende o start up accompagnandole nella contabilità annuale e nella stesura del bilancio.

Il mio ragazzo invece è sviluppatore firmware: lavora principalmente con l’hardware, si occupa anche della creazione di siti, portali e app per ogni tipo di esigenza.

Dopo aver maturato entrambi esperienze significative come dipendenti in Italia (a parer nostro, sottopagati), abbiamo deciso di licenziarci e intraprendere una nuova strada, fatta di continui aggiornamenti e sviluppi. Così siamo approdati ai lavori che facciamo attualmente e ne siamo più che orgogliosi.

Non dobbiamo mai perdere la speranza, perché quello che vogliamo davvero con sacrifici e tanta forza di volontà alla fine lo otteniamo.

Abbiamo ancora molta strada da fare e tanti progetti da realizzare: questo è solo l’inizio.

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