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Testimonianza inviataci da Chiara, Parigi


Parigi è il posto in cui sono diventata grande, è il posto in cui subito mi sono sentita a casa

Tutto è cominciato dal mio viaggio di laurea, il mio regalo per la Triennale in Scienze Biologiche: 4 giorni di Parigi.
Un sogno che per me diventata finalmente realtà, il viaggio dei sogni che aspettavo da quando ero piccola, come scrissi in un tema delle elementari. Era il 2011, avevo solo 21 anni, tanta determinazione, voglia di fare, scoprire il mondo e soprattutto crescere. Andare oltre il mio essere una studentessa timida, sempre col naso sui libri, ma anche piena di speranze per la sua futura carriera. Volevo diventare adulta, essere una scienziata, fare grandi scoperti e lavorare per il progresso dell’umanità.
E’ stato amore a prima vista per la Ville Lumière, una festa per gli occhi e per la mente che ancora oggi, dopo 5 anni di vita in questa città, non smette di sorprendermi. Dopo quella “vacanza del destino” mai avrei immaginato che quella luccicante capitale, soltanto due anni dopo, sarebbe diventata la MIA CITTA’.
Ma di due cose ero certa:
– a Parigi ci sarei ritornata;
– dopo la laurea specialistica avrei lasciato l’Italia e costruito il mio futuro in Nord Europa.
Sono sempre stata brava con le lingue straniere, amo il francese, adoro viaggiare. Una volta laureata, la valigia era praticamente già pronta, dovevo solo aspettare la giusta opportunità. Finché non è arrivata: una borsa di 6 mesi per laureati in Scienze con il programma Erasmus+ (già Leonardo da Vinci). Mi dico: “perché no, proviamoci”. Prima una domanda scritta, poi mesi di attesi, poi la convocazione a Roma per un colloquio, poi altri mesi di attesa interminabile…finché non vedo, finalmente, il mio nome tra la lista degli ammessi e la mail di conferma. Ricordo ancora i miei occhi increduli, i miei salti di gioia, le mani dei capelli, i preparativi che durarono un’intera estate…un misto di gioia, paura ed eccitazione mi invadeva, sapevo che quel breve periodo avrebbe cambiato per sempre la mia vita.
E così è stato. Eccomi qua, dopo 5 anni, ancora nella Ville Lumière, circondata da persone straordinarie e a dedicarmi con tutta me stessa al lavoro che ho sempre sognato: ricerca biomedica. A volte mi fermo a pensare “Ma davvero sono riuscita a costruire tutto questo da sola? Ci sono riuscita davvero o sto sognando?”. Ed il solo fatto di rispondere “Sì” mi aiuta giorno per giorno ad avere più fiducia in me stessa, a desiderare sempre di più, ad essere fiera di ciò che ho costruito finora ed entusiasta per tutte le gioie personali e professionali che la vita da Expat mi regalerà.
Parigi è la città in cui ho smesso ho essere una ragazzina e sono finalmente diventata grande.
A Parigi ho trovato una mia dimensione, mi sono fatta strada senza paura nella giungla del mondo del lavoro, della vita frenetica di una metropoli europea, ho imparato ad affrontare da sola tante situazioni difficili della vita ma anche e soprattutto a chiedere aiuto. Di certo non è stata una favola: non sono mancati i momenti di sconforto, di paura, di indecisione, piccoli e grandi conflitti, la difficoltà nel gestire gli affetti, ed anche un pizzico di solitudine e di nostalgia. Ma sono problemi che ho presto risolto, grazie all’aiuto delle persone più care, della mia “piccola famiglia parigina” e soprattutto grazie alle opportunità che questa città offre ogni giorno e che la rendono vivibile, magnifica, incredibile. Qui ho imparato a valorizzare ciò che amo, le cose che faccio, le persone che mi circondano. Ho creato legami indissolubili, amicizie di sangue che durano nonostante chilometri di distanza. Ho costruito una rete di ricordi che, al di là di quanto durerà la mia permanenza nella capitale francese, contribuiranno a rendere indimenticabile questa esperienza di vita.
Spesso mi viene chiesto “tornerai in Italia? Quando tornerai? Non ti manca la tua famiglia, i tuoi amici? Ma pensi davvero di costruire un futuro in una città così costosa e caotica?”. Io ormai rispondo sempre allo stesso modo “Non lo so, non faccio piani, ma per ora non ci penso proprio”.
Posso solo dire che l’Italia purtroppo, in questo momento, è un paese che non mi corrisponde. E’ un posto bellissimo, là ci sono le mie radici che mai rinnegherò, ma non può offrirmi ciò di cui ho bisogno, e non parlo soltanto del lavoro.
Mi sento italiana, ma soprattutto cittadina del mondo, ho voglia di viaggiare tantissimo, di scoprire nuove culture, di sorprendermi e sorprendere me stessa, di non pormi dei limiti e anzi puntare sempre più in alto. Questo significa che, per quanto io ami la città, non è detto che resterò qui per sempre…qualcosa mi dice che mi allontanerò sempre di più, sempre più a Nord, alla scoperta di nuove realtà, non solo lavorative, che corrispondano al mio essere. Dopotutto sono una scienziata, la curiosità è il mio pane quotidiano!! E se dovessi aver nostalgia del golfo di Napoli, nessun problema! Parigi è il top dal punto di vista dei trasporti, non esiste una destinazione inaccessibile, esattamente come i miei obiettivi, spero! Con la mia determinazione e l’amore che muove ogni cosa che faccio, spero di raggiungerli tutti.
Il segreto è essere curiosi, motivati e sempre pronti a partire: guardia alta, testa piena di sogni, boarding pass alla mano e valigia sempre pronta!
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