lisbonaDi ritorno dal mio viaggio itinerante tra il Sud America e il sud est asiatico, mi sono interrogata a lungo sulla mia condizione di expat e su cosa volessi fare a breve termine.

La vita da expat non è una passeggiata, anzi, al contrario: è un sentiero arduo tra salite e discese. 

Ogni volta che mi sono sentita dire “fortunata te che vivi a Barcellona” mi sarebbe piaciuto rispondere “non è il ClubMed con braccialetto all-inclusive!”, ma solo chi si è trovato o ha scelto di cambiare la propria città o addirittura il proprio paese sa di cosa scrivo.

Quindi, a quelle affermazioni accennavo con il capo senza dare troppo peso.

Vivo all’estero da 4 anni, di cui l’ultimo vivendo qua e là per il mondo. Non ho più un posto chiamato casa, seppure di case di mattoni ne ho ben due. 

In Italia non volevo tornare. A Barcellona non c’è nulla che mi trattenga se non un appartamento in subaffitto fino a maggio. 

Così, ho deciso di comprare un biglietto di sola andata. Destinazione: Portogallo. 

La meta non è esotica come le precedenti ma, non essendoci mai stata, ha il fascino dello sconosciuto. Perché il Portogallo?

Credete nel destino? Allora vi racconto una storia.

Tutto comincia l’anno scorso in Sud America. Sulla mia lista di cose da fare c’era “imparare il portoghese”. Potrei farlo frequentando un corso in qualsiasi città o studiando on-line, ma sono per una full immersion nella lingua e nella cultura di un paese. 

L’Argentina mi aveva trattenuta più del previsto e la mia permanenza in Brasile si era limitata a meno di un mese, troppo poco per imparare una lingua. Quando sono tornata, mi sono portata nello zaino questo rimpianto. 

Poi sono partita per il sud est asiatico e, lungo il mio tragitto, ho trovato segni seminati dal destino.

Ho conosciuto un ragazzo portoghese e una ragazza brasiliana, e con entrambi ho passato splendidi giorni. 

In un ostello di un remoto paesino della Thailandia, mi ritrovo a sfogliare un libro in portoghese dal titolo emblematico As palavras que me deverão guiar um dia : Le parole che dovrebbero guidarmi un giorno.

Sulla prima pagina, un commento lasciato da ragazzo portoghese partito da Lisbona. Quel libro è passato nelle mani di un ragazzo brasiliano per arrivare a me. 

Quando sono stata a Bangkok per rinnovare il mio passaporto, indecisa se continuare a vagabondare per l’Asia o tornare, durante una delle mie passeggiate senza meta, sono inciampata letteralmente davanti al muro dell’ambasciata portoghese, dove uno dei più famosi artisti urbani di Lisbona, Alexandre Farto detto Vhils, stava lasciando la sua opera.

VHILS-AMBASCIATA-PORTOGALLO-BANGKOK

L’artista urbano Alexandre Fardo aka Vhils all’opera.

ALEXANDRE FADO-VHILS-BANGKOK

Lavoro completato. “Scratching the surface project” dell’artista portoghese Vhils – Ambasciata del Portogallo a Bangkok.

Sono convinta che nulla succeda per caso e che queste inspiegabili coincidenze erano il riflesso di quel desiderio scritto tempo addietro su un foglio di carta.

Sono partita senza sapere la lingua, senza avere un posto dove stare, senza un lavoro, senza qualcuno che mi aspettasse. Non ho programmi a lungo termine ma non ho paura. Viaggiare a lungo mi ha insegnato a improvvisare e a fluire. 

Ho tradito il mio amato zaino, con il quale ho percorso tanta strada, per una valigia.

L’ho riempita di sogni: pesano più di 20 chili, ma sono disposta a pagarne l’eccesso.

Ogni giorno è buono per partire. Lisbona, sorprendimi!

LISBONA-TRAM

8 commenti
  1. Cin
    Cin dice:

    Eu não gostei muito de Lisboa mas adorei o Brasil é gosto muito falar português Acredito no destino, nas fadalidades e como voce falou, seguro vai acontecer algo especial lá. Desejo tudo de bom para vc. In bocca al lupo.

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  2. Laura
    Laura dice:

    Il Portogallo e’ stato il mio primo ‘Porto’ di espatrio. Come te non conoscevo la lingua ne’ la cultura e non c’era Ryanair all’epoca 🙂 il risultato? mi ha aperto le porte a 11 anni di vita da expat, non sono mai piu’ tornata indietro e anche se Porto l’ho dovuta lasciare il sogno e’ continuato tra Brasile e altri paesi; boa vida no reino do Oceano! Aproveite

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