Pedalare che passione! Intervista a Marco Invernizzi

marco-invernizziUn uomo sul nostro sito web: ebbene sì, 🙂  oggi abbiamo deciso di rompere gli schemi! Marco Invernizzi è partito lo scorso luglio 2015 in bicicletta dall’Italia per un viaggio di un anno intorno al globo. Lo abbiamo intercettato sul web mentre si trovava a Panama e gli abbiamo chiesto di parlare con noi del suo viaggio e delle ragioni che lo hanno spinto a montare in sella e visitare il Mondo.

Perché lo abbiamo intervistato? Perchè  il viaggio è uno degli  elementi essenziali di tutti gli espatri…


Chi sei tu Marco?

Un normalissimo ragazzo di 28 anni con tanta voglia di vivere la sua vita al massimo delle possibilità. Ho una mia piccola agenzia di software e siti web da ormai 9 anni che mi permette di avere tanto tempo libero per coltivare le mie passioni o portare avanti piano piano i vari progetti che mi passano per la testa, come ad esempio girare il mondo in bici!marco-invernizzi

Oggi si legge di tante persone che in svariati modi mollano il lavoro e gli affetti e si avventurano nel mondo per mesi od anni. Tu quando sei partito e quando conti di “tornare a casa”?

Sono partito il 20 luglio 2015 e conto di tornare entro un anno. Lavoro tramite internet, ma ho deciso di dare priorità alla mia vita! Credo che gni tanto bisogna fermarsi e pensare “per cosa” si sta lavorando. In molti casi non ci si rende conto di farlo per cose materiali delle quali possiamo fare a meno. Oltre a questo, diversamente da molti viaggiatori che ho incontrato, voglio sì vedere il mondo, ma poi voglio tornare alla mia vita, in Italia, ovviamente con le conseguenze che la cosa può generare!


Perché lo hai fatto? Quali sono le tue motivazioni più profonde?

La curiosità di vedere il mondo e di  “vedere cosa succede” con  la consapevolezza che sarò felice in ogni caso ed ogni situazione. Sono curioso di conoscere le persone e le varie culture principalmente, i paesaggi e le opere umane vengono subito dopo.

E perché in bicicletta?

La bicicletta, per me, è il mezzo migliore per girare il mondo. È’ economica, non consuma carburante, mi fa rimanere in forma, si muove alla giusta velocità per osservare tutto e mi permette di potermi  fermare per parlare con la gente! Inoltre, l’ idea di muovermi solamente con le mie forze, è un’ idea che mi apre la mente e mi da la sensazione che tutto è possibile!

Dove sei adesso?

In questo momento mi trovo ad Ambato,  Ecuador, dopo aver percorso circa 14mila km in 4 mesi

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Cosa stai imparando dal tuo viaggio a due ruote in solitaria?

Le informazioni che il viaggio mi da ogni giorno sono infinite  e con esse apprendo lezioni di vita incredibili.

Credo che con il tempo riuscirò a metabolizzarle tutte e farne tesoro, ma una cosa della quale ormai ne sono certo è che, se mi pongo  nel giusto modo, con umiltà e positività, la gente che incontro e che fa parte del mio viaggio, non solo è disposta ad aiutarmi, ma spesso si fa in 4 per potermi dare una mano! 

Quando è stata l’ultima volta che hai avuto paura, e che forme prendono le tue paure?

Si ha paura quando non si conosce. Io sono stato un po’ imprudente nell’attraversare dei paesi dalla brutta fama, in quanto non ero informato abbastanza su di essi. Ho  provato paura quando  mi sono trovato  a pedalare al tramonto mentre il tempo a disposizione scarseggiava e, scrutando l’orizzonte, non trovavo nessun posto per accamparmi in sicurezza.  Alla fine mi è sempre andata bene e ora più che mai sento di non provare più paura, ma solo curiosità.

Credi che un viaggio come il tuo sarebbe possibile da intraprendere per una donna?marco-invernizzi

Certamente! Ho anche incontrato delle ragazze che viaggiavano per il mondo come me. Ma lo ammetto, per loro è sicuramente più pericoloso.  Le donne dovrebbero essere accorte nel rendersi conto, per esempio,  che un posto non è sicuro per passare la notte e, in quel caso, andare a chiedere ospitalità in qualche istituzione o pagare un albergo.

Pensi  che una donna ce la farebbe a sopportare e contrastare la fatica fisica, psicologica e le avversità ed i pericoli di cui parlavi prima? Come e quanto prima ti sei preparato mentalmente e fisicamente a questa avventura?

Certamente! ognuno ha i propri limiti ed i propri ritmi, ma in questo tipo di attività aerobiche le differenze fisiche tra uomo e donna non sono molte. Io purtroppo devo tenere una media sostenuta per riuscire a vedere quello che mi sono prefissato in un anno, ma mi rendo conto sempre più che non è stata una scelta saggia e che in queste cose bisogna prendersi tutto il tempo necessario, quindi non avendo fretta di sostenere un alto chilometraggio giornaliero, tutti possono arrivare dappertutto 🙂

marco-invernizziCosa porti con te in bicicletta, quali son le tre cose irrinunciabili da mettere nel bagaglio/zaino?

L’indispensabile, che per me corrisponde a: una tenda da campeggio, leggera ma di buona manifattura, un sacco a pelo, un materassino gonfiabile, un cambio lungo, un cambio corto, un altro paio di t-shirt, il pc (nel mio caso), uno smartphone con gps (per la mappa), una videocamera, un fornello da campeggio e pentolame per cucinare.

Quanti paesi hai visitato finora? Quanti ne mancano all’arrivo?

Ora ne ho attraversati 14, in totale nel mio progetto ne erano previsti 35, ma mi piace pensare di poter modificare il mio itinerario strada facendo!

Quanto resti di media in un luogo? Cosa fai per viverlo al massimo durante le tue brevi/lunghe  soste? (conosci i locali, vai a ballare, resti da solo e visiti il visitabile, ecc)

Purtroppo ho programmato una tabella di marcia del  viaggio troppo incalzante e, quindi, spesso mi tocca ripartire il giorno dopo. Ma, il fatto di dormire quasi sempre ospite da persone che incontro lungo il percorso, fa sì che riesca comunque a vivere una realtà locale per una mezza giornata. In ogni caso, come sento il bisogno di fermarmi un giorno in più, per qualsiasi motivo, lo faccio! Faccio quello che mi suggerisce la gente: chi meglio di loro sa cosa bisogna fare?

Quale è il paese la cui anima ti ha conquistato, quello che ti ha offerto una lezione di crescita importante?

Il Messico è stata senza dubbio la rivelazione più grande: non mi aspettavo l’ospitalità disarmante che ho ricevuto. Mi fermavo a mangiare nei vari ristoranti di strada, dove mangia la gente povera, e inizialmente venivo sempre guardato storto, perché ero un “gringo”.  Ma, come iniziavo a parlare con loro e a raccontare la mia avventura loro  si scioglievano, ed io  mi trovavo a dover insistere per pagare il dollaro per il pranzo appena consumato!

In quale paese hai pensato “qui potrei viverci per il resto della vita”

Ancora non l’ho pensato, ma tra le città più vivibili ci sono:  Medellin, Veracruz, Charlotte e Quito

Quanti italiani espatriati hai incontrato nel tuo viaggio in bicicletta finora?

Parecchi, credo circa 6 o 7 tra quelli che mi hanno ospitato, e una trentina quelli che mi hanno contattato ogni volta che sapevano che sarei passato dalle loro parti.

marco-invernizziSei entrato in contatto con loro? Quale è l’aspetto più bello del trovare dei connazionali in capo al mondo?

Sì, sono entrato in contatto con loro. Incontrandoli  ho cercato di capire il motivo che li ha spinti a cambiare vita, e spesso concordavo con la loro scelta. Ma per me è diverso, io desidero ancora vivere in Italia 

Hai incontrato anche donne italiane espatriate?

Non moltissime donne in realtà, solamente una coppia italiana dove la donna seguiva il marito che si era si era trasferito per lavoro.

Cosa pensi di tutti gli italiani che lasciano l’Italia per vivere in altro paese? Ti consideri affine in qualche modo agli expat italiani nel mondo?

Credo che l’espatrio sia un’esperienza da fare, anche includendo la possibilità di non tornare più indietro.  Bisogna avere il coraggio di provare nella vita. Personalmente, come già detto, desidero continuare la mia vita in Italia, con la speranza di contribuire a sistemare i problemi che ci sono.

Cosa hai lasciato in Italia? Famiglia, amici, moglie, fidanzata…come gestisci i rapporti affettivi nella lontananza? Trovi che Skype ed il Web accorcino veramente le distanze? Hai mai la sensazione di perderti qualcosa stando lontano per così tanto tempo?

Amici e Famiglia sono in Italia, ma whatsapp fa il suo lavoro anche dall’altra parte del mondo! Non  credo di perdermi niente, forse la sensazione di perdermi qualcosa ce l’avevo prima di partire 🙂

Cosa farai quando tornerai in patria? TV, un libro… hai già qualche idea?

Scrivere un libro mi piacerebbe molto, non tanto perché penso di dover dire qualcosa, ma per essere forse da sprono per tutti quelli che sognano questa esperienza e non partono mai, che è poi lo stesso motivo che mi spinge a scrivere il mio blog!

Lasciaci con una frase, un pensiero, una nota positiva  da condividere con tutte le donne (e gli uomini) che ci stanno leggendo in questo momento…

Buttatevi nella vita! qualsiasi esso sia il vostro sogno, il rimpianto di non averlo fatto è peggio del fallimento! (cit.)

Grazie Marco per averci dedicato il tuo tempo, buone pedalate! 🙂 

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