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Perchè “non” sono scappata down under

Ovvero perchè ho deciso di andare via dall’Italia.

Non sono un cervello in fuga, anzi, forse non sono nemmeno in fuga. Da cosa sarei dovuta scappare? In Italia avevo tutto: una famiglia “normale” con entrambi i genitori che lavorano, una laurea triennale, un lavoro (proprio quello per cui avevo studiato), danza (quanto mi manca danza con le mie amiche e le mie maestre!!), una macchina, amici fantastici (pochi ma buoni) e il moroso.  Sono andata via dall’Italia perchè avevo voglia di fare un’esperienza all’estero, idea che comunque mi balenava in testa dal tempo in cui conseguii il Diploma, ma che ho sempre rimandato in quanto non volevo “perdere” anni universitari e dopo la laurea ho sempre lavorato. E sì, lo ammetto, non avevo nessuno con cui partire e non avevo il coraggio di andar da sola. Non sono scappata.

In realtà ammetto che, forse, in fondo in fondo, in piccola parte, sono “scappata” dalla laurea per cui ho studiato: Servizio Sociale. Avrei dovuto ascoltare chi mi consigliava caldamente di NON diventare assistente sociale. Mannaggia a me. Trovare lavoro è relativamente facile: c’è sempre almeno una collega in congedo di maternità in quanto è una professione prevalentemente femminile. E’ un lavoro che mi ha distrutto psicologicamente, ma mi ha dato la spinta necessaria a organizzare l’esperienza all’estero.

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Quasi arrivati

Perchè in Australia?

Inizialmente mi ero concentrata sui paesi francofoni in quanto convinta che l’inglese non mi piacesse (nonostante me la cavassi molto bene a scuola), ma il moroso madrelingua inglese (beato lui) non ne voleva sapere di mettersi in discussione ed imparare una lingua nuova. Così abbiamo ripiegato su Paesi anglofoni. E vabbè, ok.

Durante un tirocinio presso il Centro per l’Impiego della mia città mi ero imbattuta in una mail in cui veniva spiegato per filo e per segno il visto Working Holiday per l’Australia. WOW. Australia, dall’altra parte del mondo, dove è ambientato Bianca & Bernie nel Paese dei canguri. WOW.

In Europa ci si può muovere liberamente senza problemi di visti nè restrizioni di età, il visto Working Holiday si può ottenere solo fino ai 30 anni e il moroso all’epoca ne aveva già 29. Ok, è deciso: ora si va in Australia, poi si vedrà.

Perth, da parte mia, è stata scelta in quanto città australiana più “vicina” all’Italia, il che significa volo più corto e meno costoso. Il moroso invece ha studiato, letto blog, importunato bloggers, letto centinaia di articoli e infine ha convenuto con me che Perth fosse la città più conveniente.

Il Visto è stato approvato in poche ore, la mia decisione di lasciare l’Italia è stata digerita dai miei genitori dopo 1 anno e mezzo, forse 2. Tuttora, però, non si capacitano che, prima o poi, mi crei una famiglia down under.

Mamma, Papà, sapete cosa vi dico? Venite a trovarmi e capirete che qui si sta bene! 🙂

 

 

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