perù-panorama

Sono rientrata in Italia da poco, ma nel mio cuore penso già al prossimo viaggio e a come è bello scoprire nuove culture. Al rientro, è impossibile non paragonare il proprio paese con quello nel quale si è vissuti da expat. Così mi ritrovo spesso a dire: “ma in Perù funzionava così…”

A volte sembro anche strana, assumendo dei comportamenti inadeguati al contesto in cui mi trovo o italianizzando parole spagnole. Mi sono ritrovata a fare una lista di cose che mi vengono alla mente pensando al binomio Perù – Italia e voglio condividerla con voi.

La musica.

italia-perùÈ la prima differenza che mi viene in mente. Il ritmo sud americano è conosciuto in tutto il mondo. Quando parlo di musica latino americana non parlo di cantare, bensì di ballare. In Perù si nasce con il ritmo nel sangue, i balli tradizionali vengono insegnati nelle scuole ai più piccoli e ai più grandi ed anche la persona che vi dice “io non so ballare bene” sembra una professionista, rispetto a noi Italiani. La musica si trova dappertutto: negli autobus, nei taxi, per strada, a qualsiasi ora del giorno. La cantano e la ballano anche i più piccoli, mette di buon umore e viene voglia di ballare anche al mattino presto quando si prende il bus per andare al lavoro.

Questo ritmo manca in Italia. Spesso negli autobus non c’è musica, figuriamoci sul luogo di lavoro, dove disturberebbe. Negli uffici peruviani capitava che cantassimo, a volte, anche se in teoria la musica non poteva essere ascoltata. Forse dovremmo imparare ad essere più “take it easy” come in Sud America.

I trasporti.

italia-perùQui c’è una bella differenza. Nel Perù poche persone, rispetto agli Italiani, prendono un volo aereo. I voli vengono venduti in dollari, mentre la valuta locale sono i soles, e questo fa capire che non tutti possono permettersi di prendere un volo o comunque i prezzi sono medio-alti per un peruviano. Per quanto riguarda i bus, la situazione cambia di parecchio: sono comodissimi, a prezzi bassi, e tanti fanno tratte abbastanza lunghe. Il Perù è un paese molto grande, quindi, per arrivare da una città all’altra, ci vogliono parecchie ore. Io ho viaggiato da Lima a Piura (ben 16 ore in bus) per 80 soles: i sedili erano come un letto, c’erano aria condizionata, tv, prese per caricare il cellulare e pasti inclusi.

Certo, in Italia agli autobus li pensiamo solo per viaggiare in città; per gite fuori porta ci sono i treni e i voli low-cost che, con pochi soldi, ci permettono di passare facilmente un weekend fuori. Però la comodità di un bus in Perù non è paragonabile con i sedili stretti e scomodi dei voli low-cost.

Le stagioni.

Lima è un città grigia, devo ammetterlo. E’ grande, ha dei distretti molto carini ma da Aprile a Dicembre è ricoperta di grigio. Le temperature invernali rimangono primaverili; anche se i peruviani chiamano alcuni mesi “inverno”, in realtà non si arriva mai al freddo del nord-Italia. Io lo paragonerei alla mia Sicilia, dove anche adesso ci sono 13 gradi. Nei mesi estivi, da Dicembre a Marzo, le temperature salgono e il sole colora ancora di più la pelle. Nella costa nord del Perù è sempre estate e fa caldo tutto l’anno, quindi i turisti e gli abitanti possono godersi spesso e volentieri belle giornate di sole. Spostandosi verso la “Sierra”, invece, cioè nella parte montuosa del Perù, in alcuni mesi dell’anno si arriva al clima invernale. Insomma, c’è una varietà di climi e temperature a seconda della parte del paese in cui si vive e in alcuni posti le stagioni non esistono.

In Italia le stagioni esistono eccome, fatta eccezione per la mia terra, la Sicilia, dove in inverno le temperature difficilmente scendono sotto lo zero. Quando cade la neve si grida al “miracolo” e tutti escono nelle strade a godersi lo spettacolo e a giocare con i pochi fiocchi. Forse per questo amo il caldo. Invece al nord la neve e le temperature sotto lo zero sono la normalità in inverno, e d’estate si passano le vacanze al mare.

Il cibo.

Devo ammetterlo: Italia e Perù hanno una cucina molto buona. In entrambi paesi, a seconda della regione che visiti, si possono trovare cibi locali e freschi. In Perù ho anche mangiato a casa di persone che usano la propria sala da pranzo come parte del ristorante e cucinano in casa. Ciò che viene offerto è di solito un menù composto da antipasto e portata principale, per soli 8 -10 soles. E vi assicuro che vale la pena assaggiare la varietà di piatti e di sapori! Il piatto tipico peruviano è il ceviche, preparato con pesce crudo e un misto di sapori piccanti. Il riso accompagna tutte le portate ed è impensabile dire ad un peruviano di non mangiarlo.

Anche in Italia la cucina fatta in casa è una delle migliori in Europa. Non abbiamo solo pasta e pizza. E in Sicilia il pranzo della domenica è sacro. Non puoi lasciare la tavola fino a quando non hai finito tutto, o quasi. E non puoi non mangiare il dolce.

L’ospitalità.

Anche in questo caso, paragonando l’Italia al Perù posso sottolineare in entrambi i casi la presenza di persone molto ospitali. In Perù, quando insegnavo in un paesino della selva un po’ isolato, tutti si prendevano cura di me cercando di farmi sentire a casa. Mi invitavano alle loro cene, spesso mi regalavano frutta fresca per colazione e mi facevano sentire come una persona di famiglia. Soprattutto, valorizzavano il fatto che fossi venuta da lontano.

Allo stesso modo, non posso lamentarmi degli Italiani che ho trovato fuori Italia finora. Per un periodo in Inghilterra, sono stata a casa di una signora siciliana e posso dire che è diventata come una persona di famiglia, da quel momento.

I costi della vita ed il lavoro.

italia-perùQui arriviamo alle grandi differenze.

I costi della vita peruviana sono abbastanza bassi per un turista che va a visitare il paese, ma molto alti per chi ci vive. Alcuni servizi importanti, come la sanità e la scuola, costano molto di più rispetto all’Italia. Da noi la sanità è pubblica, invece in Perù la buona sanità si trova principalmente nelle cliniche private e bisogna pagare le assicurazioni per potervi accedere. Le università sono carissime e i livelli di istruzione bassi, quindi bisogna avere un buon lavoro per poter vivere una vita normale. Però, al contrario dell’Italia, il lavoro c’è! Il Perù sta crescendo e si sta aprendo a nuovi mercati, di conseguenza stanno aumentando anche i lavori all’interno del paese. Soprattutto per chi parla le lingue, tra cui l’inglese, ci sono buone opportunità.

In Italia, si sa, la burocrazia rende tutto più lento e le tasse elevate non permettono una crescita dei piccoli imprenditori e del paese in generale.

Ho sempre cercato di trarre il meglio dalle situazioni in cui mi trovo e questa volta ho deciso di tornare con un pensiero positivo sul mio paese e di provarci. Quando si è un expat, la nostalgia di casa si fa sentire e non è sempre facile dire di no a delle pause in famiglia.

Comunque, inutile dire che tra Perù e Italia per me vince il Perù, perché mi ha insegnato a cavarmela da sola e mi ha dato l’opportunità di realizzare il mio sogno di conoscere e vivere il Sud America e la sua cultura.

6 commenti
  1. William Zanatta
    William Zanatta dice:

    La Musica: qua ce n’è tanta da apprezzare e studiare (etnomusicologia). Ma quella che ti obbligano ad ascoltare sugli autobus – discoteca o i tuoi vicini maleducati (palestre e piscine comprese) è tutta un’altra cosa che possiamo chiamare maleducazione.
    I trasporti: ci sono diverse linee con pullman molto moderni e affidabili che ti portano da un capo all’altro del Paese. Non so come sia diventata l’Italia in questi ultimi 20 anni, ma non credo abbia pullman di così alta qualità come in tutto il Sudamericaqua dove, ricordiamolo!, di veri treni non ce ne sono. (In Perù non ci sono autostrade). Ma se ci allontaniamo dai percorsi dove lavorano i migliori pullman, la cosa cambia quasi radicalmente. Lima: ogni giorno ci sono milioni di suoi abitanti che, per andare a lavorare, hanno bisogno di 3 se non di 4 o più ore per muoversi a/r. In poche parole: in Perù ci sono tantissime cose da conoscere iniziando dalla Natura, Storia Precolombiana e Folclore. Ma l’educazione nelle scuole statali, l’educazione nella società delle città, la disciplina e i servizi sociali sono assai carenti.

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    • Ylenia Lima
      Ylenia Lima dice:

      Ciao William, credo la cosa sia soggettiva. Per esempio quello che tu chiami “maleducazione” per me si chiama “strapparmi un sorriso durante il giorno” e ovviamente dipende dai punti di vista. Per i trasporti per me vince la comodità dei bus a lunga tratta in Perù. Sugli spostamenti in città il fatto che si viaggi così a lungo credo sia dovuto al traffico continuo di Lima e alla sua grandezza. Anche io a Milano a volte ci metto 2ore per tornare a casa a/r perchè vivo più in periferia. A Messina (la mia città natale) i mezzi pubblici sono quasi inesistenti o comunque funzionano malissimo! Sull’educazione il Perù è uno dei paesi con gli standard più bassi in Sud America però visto nel panorama della Cooperazione allo sviluppo ci sono paesi con livello molto più bassi in centro America e in Africa, ovviamente si deve lavorare molto da questo punto di vista e dovrebbe essere soprattutto lo stato ad intervenire con delle politiche mirate, a mio parere. Grazie del tuo commento!

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      • carolina
        carolina dice:

        Buonasera io sono italiana e il mio compagno è peruviano… lui e la sua famiglia mi raccontano invece di scuole con regolamenti rigidi e interesse all’educazione cosa che mi dispiace dire .. in Italia non esiste più!

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        • Ylenia Lima
          Ylenia Lima dice:

          Ciao Carolina, dalla mia esperienza personale è vero che la scuola peruviana ha delle regole rigide ma secondo me fin troppo e quasi di tipo gerarchico nel senso che non la vedo come una scuola dove si pensa come l’allievo al centro dell’educazione. Per esempio nella scuola che conosco io se le ragazze non avevano i capelli raccolti prima di entrare a scuola gli venivano abbassati dei punti e venivano controllati che i ragazzi avessero i capelli tagliati corti se no venivano richiamati i genitori. A me sembravano regole un pò estreme perché non lasciano spazio alla libertà personale e ti insegnano a essere “standardizzato” all’interno della società. Per altri versi ti insegnano a seguire le regole e a rispettarle se no vieni punito. Non so come sia la situazione in Italia in questo momento.

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