poesia

Bitte versprich mir, glaube an dich
(Per favore promettimi di credere in te stesso)
Max Prosa, Glauben an

Clicca QUI per ascoltare la canzone di apertura.

Per il mio compleanno mi sono fatta un regalo un po’ sui generis: un Gedichten-Abo. Uno dei miei cantautori tedeschi preferiti – QUI potete sentire la sua cover-traduzione della celeberrima Halleluja di Leonard Cohen – scrive anche poesie e ne scrive talmente tante che chi lo desidera può abbonarsi. Previo pagamento di una cifra sinceramente irrisoria, gli viene recapitato una volta al mese un componimento originale e unico. Ogni abbonato riceve – insomma – viene sorpreso un giorno qualunque del mese da una poesia che nessun altro potrà avere. La bizzarria del caso ha fatto sì che momenti bui si siano trasformati in splendidi arcobaleni e decisioni importanti siano state prese grazie alla forza di quelle parole.

Leggendo per l’ennesima volta la mia poesia di gennaio mi è venuta in mente una cosa, probabilmente banale come spesso lo sono le grandi rivelazioni:

abbiamo tutti bisogno di più poesia nelle nostre vite.

Messi di fronte a realtà diverse, spesso difficili e quasi sempre impegnative, abbiamo bisogno della commovente poesia del quotidiano per andare avanti. Ogni giorno – per motivi diversi – abbiamo bisogno di commuoverci, di sentire, di vivere un’esistenza fatta di emozioni e non solo di pensieri razionali.

Sabato mattina, per esempio, stavo andando a lavoro e non riuscivo a smettere di sorridere. Da sola. Senza un vero e proprio perché degno di nota. Sorridevo di tante piccole cose, di piccoli frammenti di serenità. Sorridevo perché il sole era già alto nel cielo e pizzicava tiepido sulla pelle. Sorridevo per la musica che stavo ascoltando e che pareva volermi dire qualcosa. Sorridevo e basta, perché sorridere è bello.

poesia-delle-langhe

Le Langhe: la commovente poesia dei posti in cui sono cresciuta

Fedele a me stessa come so esserlo sono nei momenti meno consoni, qualche settimana fa mi sono regalata un tatuaggio: ho estrapolato due parole da una frase – ahimè inflazionata – di Albert Camus e me le sono fatta tatuare poco sotto la piega del braccio. Sapete…? Ho scelto di farlo in una giornata del tutto simile al sabato di cui vi ho appena parlato: il sole era tiepido, la musica piacevole, la strada per arrivare al lavoro sgombra di cattivi pensieri. Tre settimane dopo avevo impresse due parole che mi ricordavano quanta poesia alberghi in noi, quanta luce, quanto calore. Insomma, il mio amore imbarazzante per tutto ciò che è Letteratura – notasi la maiuscola -, parole e poesia ha trovato una sua realizzazione grafica.

Spesso mi capita di pensare a quanto l’espatrio mi abbia dato la possibilità di cambiare piccole e grandi cose di me, di crescere, di evolvermi, di smettere di essere un’adulta bambina per essere semplicemente la donna che sono destinata a diventare.

Una di queste cose è la capacità di commuovermi, di farlo davanti a piccolezze quotidiane, di permettere loro di passarmi attraverso e non semplicemente accanto.

Insomma, ora provo sempre a sorridere di una giornata di sole anche quando i colleghi sono di cattivo umore e i clienti sarebbe meglio perderli che trovarseli davanti. Perché nonostante tutto, nonostante le giornate no, nonostante i pensieri negativi e le mille ansie – piccole e grandi – nei confronti del futuro, siamo qui e siamo in piedi. Perché la vita è più bella di quanto non ci piaccia credere e spesso raccontare. Perché cercare di trovare sempre il positivo delle cose è sicuramente difficile, ma è un atteggiamento che ripaga in mille modi. Perché la realtà che ci circonda altro non è che la riflessione dei nostri pensieri, ergo perché darci la zappa sui piedi? 😉

Abbiamo tutti bisogno di più poesia nelle nostre vite, per i momenti in cui la burocrazia ci uccide, il lavoro ci stanca e gli amici ci fanno impazzire.

Abbiamo bisogno di riscoprire il bello delle passeggiate al parco, delle tazze di the condivise e delle sorprese inaspettate che fanno stare bene chi le riceve. Abbiamo bisogno di libri che ci accompagnino prima di andare a dormire, della nostra musica preferita in ogni momento disponibile, della leggerezza delle persone che ci fanno stare bene e che ci amano per quelli che siamo, senza se e senza ma. Sempre. Anche nei momenti in cui fatichiamo a capire come amare noi stessi.
Abbiamo bisogno della poesia delle piccole cose, di quei piccoli momenti in cui fermarsi e sorridere senza un vero e proprio perché, di tanti piccoli frammenti di gioia che ci ricordino quanto è bello esserci. Esserci e basta.

Au milieu de l’hiver j’ai découvert en moi un été invincible – Albert Camus
(Nel bel mezzo dell’inverno ho scoperto in me un’invincibile estate)

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