Prendi cio che ti piace e trasformalo in un lavoro…qui a Londra e’ possibile.

  • zairaZaira tu ci hai scritto dicendo che volevi raccontare la tua storia di expat…
Ho letto alcune delle storie che avete pubblicato e d’improvviso mi sono resta conto che in quasi venti anni, io la “MIA” storia  non l’ho mai raccontata! E mi sono detta perché no?
  • Sei in Inghilterra da molti anni: come eri al tuo arrivo e come sei oggi? 
Ieri ero ingenua, speranzosa, delusa.
Oggi sono umana, forte, fiduciosa.
  • Quali sono le qualità del tuo “oggi”  che pensi sarebbero comunque emerse con il tempo, indipendentemente dal tuo espatrio
Non sono sicura che quello che sono oggi sarei potuta esserlo se fossi rimasta in Italia.
Le esperienze della vita, le persone che incontri e hanno in impatto su di te, il cammino che si intraprende a seconda delle cose che ti succedono, ecco, tutto ciò ti forgia  nella persona che diventi. Io sono quella che sono oggi perche’ le decisioni che ho preso nella mia vita sono state il risultato di cio’ che ho assorbito lungo il mio cammino.
  • Qual’è l’aspetto del carattere che secondo te aiuta ad integrarsi in un paese straniero? 
Beh, magari certi aspetti aiutano non solo in in paese straniero, ma  in generale.
Per quanto riguarda il caso specifico dell’Inghiltterra, il paese dove vivo,  sicuramente mi ha aiutato rispettare la riservatezza di questo popolo e, se non altro, adottare un po della loro riservatezza nel mio quotidiano. Può aiutare inoltrarsi nella loro cultura cercando di non restare troppo ancorati alla nostra, cercando di trovare un giusto bilancio tra l’una e l’altra.
Questo  ti fa stare meglio e ti fa sentire parte di qualcosa;  di conseguenza si tende a soffrire meno di nostalgia.
  • Tu gestisci un’attività commerciale  in Inghilterra (Londra?). Come è il business in Inghilterra ? E il customer care? Credi che potresti svolgere la stessa attività in Italia? 
zaira lavoroL’attività’ che gestisco mi porta a conoscere persone di generazioni diverse tra loto. Parte dei miei clienti sono ultra novantenni e l’altra parte è composta da ventenni, trentenni e poco più.  Praticamente accoppiamo persone di età diverse (in italiano il verbo accoppiare usato in questo contesto suona un po’ strano) in uno scambio di aiuto tra le due generazioni, facendole vivere sotto lo stesso tetto.
E’ un  lavoro che mi porta a conoscere gente da tutto il mondo e persone veramente in gamba con tanta voglia di aiutare il prossimo. La concorrenza nel business qui e’ spietata ma il bello è che, se vali, e ti fai notare nella mischia,  vieni premiato. E te lo dicono anche, il che ti fa sentire orgoglioso di quello che fai. Le tasse come dappertutto si pagano anche qui, ma a differenza dell’Italia per esempio vedi anche dove vanno a finire i soldi. Spesso sono usati bene. Il sistema medico e’ interamente gratis, la scuola per i miei figli pure, ci sono tanti benefit per aiutare gli  anziani, i diversamente abili e i più poveri. La burocrazia puo’ essere un  po frustrante perche è un po’ lenta. Ma stiamo parlando  di Londra non di Inghilterra. Londra   e’ super popolata e la domanda di servizi e’ alta. Ma l’aspetto positivo  della burocrazia Inglese sta nella sua semplicità: tutto si può fare on line o al telefono. Il Customer Care può essere eccellente, il popolo britannico adora scrivere lettere di complaint quando il customer care non riflette le  aspettative, dall’altro canto le aziende preferiscono offrire regali per “zittire” i clienti più esigenti; quindi tutti ne escono contenti alla fine e in generale  il servizio e’ soddisfacente un po ovunque. Farei lo stesso lavoro in Italia? Non credo l’Italia sia pronta per un attività’ come la mia, con una mentalità chiusa come la nostra al momento non sarebbe impossibile. Ma chissà, forse un giorno…mi pare ci sia qualcosa di simile a Firenze ma non credo funzioni come in altre nazioni.
  • Hai molte amiche in Inghilterra? Raccontaci le donne inglesi e come sono i loro rapporti con noi italiane 
zaira con amicheSi ho tante amiche qui, tante inglesi.
Cinque o sei di loro sono veramente amiche: hanno riso con me nei momenti belli ma anche pianto con me in quelli piu’ duri. Quando non hai la tua famiglia vicino le tue amiche sono tutto. Come essere amiche delle inglesi? Mah! Non c’e una ricetta speciale. Innanzitutto ci deve essere feeling, poi rispetto, e poi bisogna imparare che quando le inglesi ti aprono il cuore non e’ per essere giudicate o consigliate ma semplicemente per essere ascoltate. Gli italiani in genere piacciono, forse in passato piacevano di più, pero  se un tantino”riservati” sono preferiti.
  • Hai dichiarato di essere “patriottica” nei confronti dell’Inghilterra: cosa provi per questo paese?
zaira familigaIo adoro l’Inghilterra, ne sono completamente innamorata, amore che dura da quasi venti  anni.  E’ grazie a questo paese che sono arrivata dove sono. Ho un lavoro che mi soddisfa, una famiglia che adoro, un futuro solido per i miei figli. L’Inghilterra mi ha ridato un valore che in Italia avevo perso: la fiducia nel prossimo.
  • Hai mai pensato di prendere la cittadinanza inglese? 
Sì, ogni anno ci penso ma per pigrizia non l’ho mai fatto.
  • E per l’Italia cosa provi?
Delusione, tanta delusione per un paese che avrebbe potuto essere in cima ed invece ha toccato il fondo spinto dalle mani di individui egoisti.
  • La tua frase magica per il successo nella vita:

Prendi cio’ che ti piace e trasformalo in un lavoro…qui tutto e’ possibile.

zaira tavola

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5 commenti
  1. katia
    katia dice:

    Che bel post! Quanta felicità e fiducia! Bello! Mi fa tanto piacere! Anch’io vivo in Inghilterra, a Chester da più di un anno. ADORO questo paese dalle 1000 opportunità! Un abbraccio a presto!

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  2. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Complimenti…e quanta invidia…io ho studiato in UK e ora lavoro in Italia…Londra e l Inghilterra e gli inglesi sono esattamente come dici tu…ma se non ci vivi non lo puoi capire…per fortuna almeno 2/3 volte l anno sono in UK per ‘respirare’un po’…l Italia è veramente una grossa delusione…parlo da laureato…ormai da un po’…in ingegneria.
    Giuseppe.

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