Lunedì.

Fuori il solito “cielo espressivo come un blocco di ghisa sorda”, per citare Enrico Brizzi che parlava così della mia amata Bologna, ma con ogni probabilità non aveva mai visto il cielo del lunedì a Shanghai.

Temperatura intorno ai 6 gradi, inquinamento spaventoso pari IQA (indice qualità dell’aria) superiore ai 250 microgrammi per metro cubo di PM, le cosiddette particulate matters o polveri sottili.

In pratica, ogni due-tre passi verso la stazione metro di Huaihai Middle Road, da cui prendo la linea 13 ogni mattina, respiro circa due grammi di solfati, idrocarburi, metalli pesanti, ammoniaca, polvere, carbone ed altro.

Mascherina sul viso, innaturale e scomoda da morire, ma faccio finta di essere Dart Vader di Guerre Stellari e vado avanti alla volta dell’ufficio.

Troppe parole sono state sprecate sul problema dell’inquinamento in Cina.

Dico “sprecate” perché, nonostante il problema sia visibile, tangibile, respirabile, ci vorrà ancora molto tempo prima che il Partito decida di adottare delle misure in merito.

Il Partito non segue altro Dio all’infuori dello sviluppo e della crescita economica del Paese e non ha paura dei mostri sotto al letto come il cancro o l’effetto serra.

Un cittadino in più o in meno fa poca differenza, in fondo, il che è qualcosa di inaccettabile per ogni Paese al di sotto del miliardo e mezzo di abitanti.

Ma, prima che mi si interrompa bruscamente la connessione Internet per impedirmi di pubblicare parole scomode (succede davvero, persino nelle chat private come Wechat, dove mentre si conversa di argomenti delicati può capitare che la tastiera smetta di funzionare o intere frasi svaniscano nel buco nero della censura), ritorno al vero focus di questo pezzo: è lunedì e ho un nuovo taglio di capelli.

Mi piace moltissimo il mio nuovo lavoro. Mi permette di avere giornate piene, di conoscere sempre persone nuove e interessanti, di organizzare eventi e fare networking. Nonostante questo, come ogni lavoratore temo il lunedì.

Il lunedì c’è il meeting con il capo cinese.

Cerco di essere il più sintetica possibile perchè siccome lui in ufficio è molto poco presente, veniamo sempre interrotti da una processione di colleghi che lo interpellano per qualsiasi evenienza o anche solo per raccontargli che sono riusciti a iscrivere il figlio nel più costoso degli asili (figlio unico, dunque grossi investimenti per l’educazione fin dalla tenera età).

Questo fenomeno è a mio parere tanto irritante quanto interessante: in Italia non ci sogneremmo mai di attaccare bottone con il capo in questo modo, ma in Cina il capo è rispettato e amato come fosse un amico, un uomo magnanimo che protegge i suoi dipendenti e ne guida la Marcia verso il Progresso glorioso (ogni riferimento è puramente casuale).

Ad ogni modo, sono lì seduta di fronte a lui, che discuto in cinese gli ultimi sales report e gli spiego la mia idea per il prossimo evento promozionale, parlando cautamente di budget da stanziare, quando lui mi interrompe: “Ti sei tagliata i capelli. Perché li hai tagliati così corti?”

Io, colta alla sprovvista, farfuglio un “Perché così sono più comodi”.

Non è vero.

Quando una ragazza si taglia i capelli corti più di quanto li abbia mai avuti, dietro ci sono un milione di motivi.

Si dice “nuovo taglio, nuova vita”, ma la quotidianità non deve cambiare per forza.

La novità vera è quella che ci regaliamo nel momento in cui abbracciamo il cambiamento e sfruttiamo quell’infinito scorrere di avvenimenti che ci può ridurre in cenere e riceverci rinati.

Come ogni cellula del nostro corpo si rinnova continuamente, anche noi dobbiamo essere in grado di rinnovare la nostra coscienza, di cogliere le opportunità, di correre un rischio, di assaggiare piatti esotici, di prendere un aereo last minute per andare a vivere e amare un po’ più in là.

A volte mi chiedo per quanto vorrò rimanere ancora in Cina.

Non perché io ne sia stanca. Ma è come se venissi colta da un impeto di curiosità incontenibile per cosa succederà domani, tra un mese o tra un anno.

E un taglio di capelli non rappresenta soltanto una versione più alla moda di noi stesse, ma una passata di freschezza, un cambiamento che inizia da dentro e che non importa se sarà bello o brutto, perchè tanto tutto passa, come nel continuo movimento dello Yin e dello Yang.

È l’inizio di un percorso introspettivo che porterà una ragazzina a diventare una donna, che farà ricrescere la sicurezza di sé e, perchè no, anche i capelli!

Solo i tacchi alti restano scomodi, anche se rigorosamente nuovissimi.

8 commenti
  1. SusIndia
    SusIndia dice:

    Articolo simpatico, ho un’amica a Shangai ed ogni volta che tentiamo di parlare via Whatsapp, la chiamata cade esattamente ogni 9 secondi.
    Comunque, censure a parte, stai benissimo con questo nuovo taglio!

    Rispondi
    • Giulia
      Giulia dice:

      Grazie mille per i complimenti! Purtroppo Whatsapp è stato acquistato da Facebook che è assolutamente off limits grazie alla Great Firewall of China :/

      Rispondi
  2. Valentina
    Valentina dice:

    Mi è piaciuto leggerti. Mi hai ricordato tutte le volte in cui ho tagliato i capelli. Non ho mai mezze misure quindi i miei tagli sono sdrastici. Ogni volta erano l’inizio di un cambiamento, ma nel momento non me ne sono mai accorta. Buon cambio, inizio o fine di qualsiasi cosa si tratti.

    Rispondi
    • Giulia
      Giulia dice:

      Ti ringrazio molto Valentina, sono contenta che condividi il messaggio dell’articolo! E grazie mille per il tuo commento! 🙂

      Rispondi

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