albaL’usanza giapponese di assistere alla prima alba, hi no de (日の出), mi ha sempre affascinato moltissimo e, da quando sono arrivata agli inizi del 2014 ho sempre voluto farla, ma per mia sfortuna entrambi i precedenti due capodanni passati in Giappone, mi hanno vista malatissima.

In questo periodo invece, a parte un leggero mal di gola, la mia salute è a posto e così ho finalmente potuto cogliere l’occasione.

Sono andata a dormire alle 22 e mi sono svegliata alle 4:30 per prendere un treno e arrivare in una cittadina di mare per le 6. Dalla stazione alla spiaggia, nel buio e nel silenzio, non ero la sola a camminare: coppie, gruppetti di amici e amiche di ogni età, famiglie e vecchini armati di cavalletto e super macchine fotografiche; pian piano ci siamo tutti ritrovati sul lungo mare di Chigasaki (tutta la costa dello Shonan è un buon punto di osservazione) ad aspettare che spuntasse il primo sole dell’anno previsto per le 6:51.

La sensazione era stranissima perchè avevi a sinistra il punto in cui sarebbe sorto, con il cielo sempre più chiaro, e a destra il Monte Fuji, ancora immerso nell’ombra della notte (vedi foto panoramica) ma perfettamente visibile dato che il cielo era limpidissimo senza una nuvola, nemmeno intorno alla sua cima, cosa piuttosto rara (i giapponesi infatti sono soliti dire che Fuji san è una donna timida che il più delle volte si nasconde dietro un velo di nubi); volevo fotografare e guardare entrambi. Non potevo credere di cominciare l’anno con la rara occasione di poter vedere due spettacoli simili insieme!

Faceva freddissimo, ma fortunatamente ero coperta quindi a parte il naso, il resto di me sopportava senza problemi la temperatura e il vento della spiaggia. Nonostante la folla tutta disposta sulla battigia, lungo la passeggiata poco più in alto o sui moli artificiali, non c’era molto rumore: si chiacchierava a bassa voce, come in religiosa attesa dell’arrivo di sua maestà il sole, la Dea più importante di tutte le divinità dello shintoismo. Persino i gabbiani erano pochissimi, come se fossero anche loro appollaiati da qualche parte aspettando la prima luce, prima di mettersi in volo.

E si è fatta aspettare, come ogni donna, attardandosi dietro la sottile striscia di nubi all’orizzonte, mandandoci giusto qualche suggestivo raggio arancione che si alzava dritto e perfetto verso il cielo che si schiariva. Ancora qualche minuto e tra un buchino e l’altro delle nuvole abbiamo visto un arancione intenso e luminoso, segno che stava proprio per arrivare.

Infine, senza indugiare ancora, è venuta in cielo, riflettendo la sua prima luce sull’acqua placida e tranquilla dell’Oceano davanti a noi. E anche Fuji san ha avuto la sua luce che ha reso finalmente visibile la corona di neve bianca che porta sul capo. E’ stato come assistere all’incontro tra due vecchie amiche, il primo saluto tra i due elementi che più di tutti simboleggiano il Giappone nel mondo: un sole che sorge e il Fuji. E’ stata la nascita del Giappone del 2017, vista dagli occhi meravigliati di una semplice e piccola donna.

Questo è stato il mio countdown, quello per cui ogni tanto guardavo l’orologio, calcolando quanto mancava alle 6:51, e l’arrivo del sole per me ha indicato il vero inizio di questo 2017. Nessun “tre, due, uno…”, nessun brindisi; solo il silenzioso arrivo di un giorno e di un anno nuovissimi che sta a noi rendere belli e speciali il più possibile.

La mia speranza non è tanto un “buon” anno, perchè non sempre la positività di un periodo dipende esclusivamente da noi; no, la mia speranza è che ognuno di noi trovi la forza in se stesso di affrontare qualsiasi cosa il futuro ci metta davanti: bella o brutta, difficile o frivola, che sia solo nostra o che influenzi la nostra famiglia o il nostro gruppo di amici. Che sia un anno pieno di forza per emanare luce nella nostra vita e in quella di chi ci sta intorno.

Akemashite omedetō gozaimasu
明けましておめでとう御座います

alba

5 commenti
  1. Katia
    Katia dice:

    Che bella quest’alba del Nuovo Anno Giulia, ed il religioso e poetico modo di iniziare un nuovo anno così!
    Ci hai fatto “vedere” quest’alba, seduti sulla spiaggia fredda con te e gli altri spettatori.

    Allora non “Buon Anno”, ma l’augurio di saperlo prendere come arriva e di essere pronti e capaci di accogliere in ogni giorno!

    Un saluto da Katia G. Joburg

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  2. valentina
    valentina dice:

    Brava Giulia! Hai vissuto una bellissima esperienza e l’hai saputa comunicare. Un pochino mi pare di esserci stata anch’io. Ti auguro un anno pieno di forza, dovunque tu voglia o possa essere. Un abbraccio.

    Rispondi

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