prodotti-tipici-olandesi

“A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame”

Lo diceva il grande Totò in La banda degli onesti, ma è di questi ultimi che vi vorrei parlare.

Perché il cibo, diciamolo pure, è la quintessenza della nostra quotidianità, uno dei piaceri più appaganti della nostra vita.

Il cibo è il biglietto da visita di una nazione, e ciò che lo identifica in maniera efficace e iconica.

Se dico Francia a chiunque viene in mente la baguette, se dico Spagna è impossibile non pensare alla ricca e colorata paella, o ai jamón appesi nei bar. Se dico Giappone, penso subito al sushi, se dico gulash, all’Ungheria, se dico Russia… alla vodka! Che poi non è un piatto ma è pur sempre qualcosa che individua e rappresenta la sua terra d’origine, con tutto il suo bagaglio di costumi e tradizioni.

Jean Brunhes, un tipo non troppo famoso ma perspicace, disse una volta: “mangiare è incorporare un territorio”.

Ecco, questo è un laconico riassunto di ciò che per me rappresentano le tradizioni culinarie di un paese. Quello che si mangia non è solo qualcosa di materiale, ma porta sempre con sé molte altre caratteristiche di un popolo: come vive la gente di quel posto, che ritmi ha, quanto è alta, che importanza dà al rito del pranzo e della cena, qual è il pasto più “sacro” della giornata, come si rapporta con l’altro e così via. Le pietanze consumate da un popolo sono lo specchio e l’indizio necessari a capire come il suddetto popolo vive e come è.

Ecco perché il mio primo contatto con l’Olanda, il regno che mi ospita in questo momento, è stato culinario.

Ricordo ancora la prima volta che misi piede in questa terra piatta: il mio lui cercava di farmi da Cicerone, pontificando su questo o quell’edificio. “Bando alle ciance”, sbiascicai con l’acquolina in bocca, “io voglio mangiare!”. E fu così che iniziò a mancarmi l’Italia.

Ma badate bene, la mia opinione sulla cucina olandese è lungi dall’essere negativa solo perché il suo repertorio si riduce a una decina di piatti o, meglio, prodotti. Esattamente quelli che vi elenco qui di seguito. Infatti la gamma sarà pure ristretta, ma la bontà è alta!

Snert (Zuppa di piselli)

neve-inverno-olanda

Inverno e neve in Olanda (Foto scattata a Kasteel de Haar, nei pressi di Utrecht)

Quando dalle ampie finestre delle case olandesi il manto verde è ricoperto di candidi fiocchi di neve e a gettare lo sguardo fuori ti pare di fluttuare in una nuvola, allora due cose sono certe: è inverno, ed è tempo di snert!

Questa calda zuppa di piselli avrà l’oneroso compito di scaldare le vostre pance… e i vostri cuori. Esistono varie versioni di questa zuppa densa e profumata, da quella vegetariana a quella per chi alla carne non rinuncia mai, dunque condita con fiocchi di pancetta affumicata o carne di maiale. Solitamente viene accompagnata con roggerbrood, ossia pane di segale. Se volete cimentarvi nella preparazione di questo piatto tutto olandese, allora cliccate qui.

Krokketten e Frikandel (Crocchette di carne e salsicce speziate)

distributori-automatici-di-cibo

Distributori automatici tipici dell’Olanda, che vendono krokketten (crocchette) e frikandellen (salsicce)

La prima volta che vidi questo strano aggeggio, fu passeggiando per le strade della mia città ospitante, Arnhem.

All’inizio, pensai che fossero una sorta di mini cassaforte in cui lasciare oggetti di valore e facili da perdere (quali cellulare, chiavi, orologio…) per potersi dedicare allo shopping pazzo e disperato di Primark, H&M e compagnia bella.

Potete immaginare il mio stupore nel trovare, in queste piccole cassette di acciaio, con un mini vetro, delle crocchette e delle salsicce!

A lato di ogni “cassetta” si trova una piccola fessura in cui inserire la monetina che magicamente vi aprirà le porte all’estasi culinaria. Perché, quando il brontolio della pancia comincia a protestare veementemente, non c’è nulla di più comodo, istantaneo ed efficace che metterlo a tacere con qualcosa di già pronto, caldo e, a mio avviso, anche delizioso.

Questa curiosa forma di fast food prettamente olandese è detta “uit de muur eten”, che letteralmente significa “mangiare dal muro”, capirete chiaramente il perché!

Le crocchette sono cilindri impanati ripieni o di pesce o di carne. Possono essere mangiate a cena, a pranzo, come aperitivo o spuntino. Solitamente sono accompagnate da senape o mostarda e possono essere gustate anche in un sandwich o un panino. Il venerdì sera, per me e la mia dolce metà olandese le crocchette delle sei con “oma” (la nonna) sono un must!

Le frikandellen (plurale di “frikandel”), invece, sono delle saporite salsicce di maiale pregne di spezie varie.

Haring (Aringa)

haring-aringa-con-cipolla

Aringa con cipolla, piatto tipico olandese

Pesce crudo, con tanto di coda, ricoperto di cipolla tagliata a cubetti piccolissimi e immancabile stuzzicadenti con  bandierina olandese.

Da mangiare in due o tre morsi e senza indugi.

No!

Non ho mai avuto il coraggio di provarle, per ora, se ve lo stesse domandando.

Non sono un’amante del pesce crudo né del pesce in generale. Il giorno che le assaggerò penso che scriverò un intero articolo sulle sensazioni provate nell’ingurgitare un pesciolino mezzo vivo tenendolo dalla pinna caudale.

Kaas (Formaggio)

Siete dei mangiatori di formaggio? Venite in Olanda. Avete il colesterolo alto? Statene alla larga! Nei supermercati, come il più celebre Albert Hijn (un po’ come la nostra Esselunga o il Conad), esiste un ampio reparto interamente dedicato agli svariati tipi di formaggio.

In particolar modo, la città di Gouda è la capitale di questo prodotto caseario. Imperdibile il famoso mercato dei formaggi con numerose bancarelle e souvenir che attrae ogni anno valanghe di turisti.

Frietjes (Patatine fritte)

quadro-van-gogh

“I mangiatori di patate” di Vincent Van Gogh, 1885

Non è un caso se Van Gogh ha deciso di ritrarre l’alimento olandese per eccellenza: le patate.

Sono un po’ come la pasta per noi italiani: vanno bene a qualsiasi ora e con tutto. E non me ne stupisco, perché la qualità delle patate, qui in Olanda, è molto alta!

Le prime volte che il mio lui mi cucinava vari tipi di piatti a base di patate (patate dolci al forno, patate fritte, tagliate a cubetti e condite con spezie, stamppot, ecc.) ero convinta avesse qualche trucco segreto per cucinarle così egregiamente. Poi, un bel giorno, decisi di cucinarle anche io.

Ottenni un ottimo risultato e mi resi conto che la bontà del piatto finito non stava nelle grandi abilità del mio ragazzo, bensì nella patata in sé!

Stamppot (Purè di patate con salsiccia)

In assoluto il mio piatto preferito di quest’Olanda che mi stupisce in positivo.

Il mio primo contatto con questa ricetta tipicamente nederlandese molto invernale è avvenuto, udite udite, a Tenerife, con 40 gradi all’ombra. Perché? Vi starete chiedendo… me lo chiedo tuttora anch’io! Anzi, ora che ci penso bene, una risposta ce l’ho.

Eravamo in vacanza e, nel passeggiare, o meglio trascinarci, sotto l’abbacinante sole canario, ci imbattemmo in un bar olandese. L’unico dell’isola che chiudeva, quando tutti gli altri ristoranti e bar aprivano, ossia alle 22. Perché puoi essere un olandese trapiantato al sud, ma le tradizioni so’ tradizioni! Fatto sta che qui il mio ragazzo, con gli occhi illuminati e la mente obnubilata, ebbe la geniale idea di comprare il necessario per lo stamppot e cucinarmelo per cena, non si sa mai che le temperature si abbassassero al calar del sole. Risultato? Mi piacque, e pure un sacco. Ma per smaltirlo dovemmo camminare e ballare sino alle 3 del mattino.

Per scoprire in cosa consiste questo enigmatico stamppot, vi rimando alla mia cara collega di penna, Paola Ragnoli, e al suo fantastico articolo natalizio.

Per i più golosi

Oliebollen (polpette)

Letteralmente oliebollen significa “polpette di olio”: un nome più che azzeccato, direi. Sono palline fritte in abbondante olio, costellate da ribes e uvetta e “imbiancate” con una spolverata di zucchero a velo. Durante il periodo natalizio è facile trovarle per strada vendute in bancarelle particolarmente luminose.

 

Stroopwafels (Wafel con sciroppo di caramello)

stropwafel-biscotti-olandesi

Stroopwafel

Ok, lo ammetto: non fumo, non bevo ma, per un periodo durato circa due anni, ho comunque avuto una dipendenza: quella dagli stroopwafels. È, in definitiva, una delle leccornie a cui non potrei mai rinunciare.

Biscotti rotondi e quadrettati, croccanti e ripieni di un morbido sciroppo di caramello, detto appunto “stroop”. Li potete trovare in qualsiasi negozio, nelle versioni anche classiche o con il miele, o in alcuni bar dove vengono vendute calde: il paradiso all’improvviso!

Potete trovare i mitici Stroopwafels anche sotto forma di gelato, o imbevuti di gelato… insomma, in tutte le salse!

Drop (Liquirizia)

Drop-liquirizia-olandese

Drop, ossia liquirizie olandesi

Spesso, parlando in inglese con gli olandesi, mi è capitato di usare la parola “liquorice”, liquirizia. Occhi stralunati hanno replicato al mio enunciato.

Ma se dici “drop” al posto di “liquorice”, tutto riprende nuovamente vita e senso.

Per i nederlandesi il drop è un prodotto così importante e “nazionale” che non concepiscono che in altre lingue possa avere denominazioni diverse. Ad ogni modo, anche i drop si possono trovare in diverse forme e salse: a volte anche con miele e sale. (Questi ultimi solo per coraggiosi).

Pannenkoeken e Poffertjes (Pancake)

O meglio, una via di mezzo tra crepes e pancakes, sia dolci che salati. Vi potete davvero sbizzarrire e provarli con: bacon, prosciutto cotto, formaggio, spinaci. E ancora banane, fragole, nutella. I poffertjes sono la versione mini dei pannenkoek, ricoperti di zucchero a velo

Appeltaart (torta di mele)

Semplice e gustosa torta di mele molto usata durante i compleanni o spesso assaporata assieme ad una bella tazza di tè.

Ontbijtkoek (Pane dolce)

Peperkoek, feestkoek, snijkoek, lekkerkoek, zoetekoek, honingkoek, kruidkoek o pondkoek. Sono nomi presi da Wikipedia, ma il mio lui mi dà conferma che esistono davvero).

Insomma, chiamatelo come volete ma la sostanza non cambia. Si tratta di una sorta di pan di zenzero. È  fatto con farina di segale, zucchero, cannella, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio e altre spezie. Sempre il mio lui mi riferisce che, durante il Family Day o nei compleanni dei piccoli olandesi, si suole festeggiare con il cosiddetto “koekhappen”.

In cosa consiste?

Nel far pendere da un filo alcuni pezzi di ontbijtkoek e fare a gara a chi lo finisce per prima, azzannandolo solo con la bocca e senza usare le mani. Curiosa e un po’ scettica, mi sono voluta informare di più su questa tradizione, per appurarmi che il mio lui non mi stesse raccontando castronerie per prendersi in giro di noi poveri italiani. Così ho cercato su google e ho trovato una foto della famiglia reale olandese che si accinge a sfidarsi a questo gioco: direi che non mi ha mentito!

la-famiglia-reale-olandese

Koekhappen: gara di torte giocata dalla famiglia reale olandese

Pepernoten (Biscottini)

Anche qui, immancabile la cannella!

Sono tipici biscotti olandesi, circolari, piccoli, un po’ come i nostri amaretti. Durante la sacrosanta festa di Sinterklaas, gli Zwarte Pieten (gli aiutanti del suddetto Sinterklaas, ossia San Nicola), devono obbligatoriamente metterli nelle scarpe dei bambini che, impazienti, aspettano l’arrivo del barbuto vecchietto… e dei suoi regali!

È possibile trovare i pepernoten anche ricoperti di cioccolato (bianco, al latte, fondente) o di altre prelibatezze. Per nominarne alcune: stroopwafel (eccolo che ritorna!!!), cheescake,  ciliegie… Inoltre un geniale connubio tra Italia-Olanda li ha portati ad essere ricoperti di crema di limoncello e tiramisù.

Speculaas (Biscotti)

Biscotti alla cannella, noce moscata, chiodi di garofano, cardamomo e altre spezie. Si possono trovare di diverse forme: a forma di mulini o di Zwarte Piet per la festa di Sinterklaas. Io li accompagno sempre con una calda tazza di tè.

Hagelslag (Granelli di cioccolato)

hagelslag-granelli-di-cioccolato

Hagelslag, granelli di cioccolato da spalmare su pane e burro

Sabato, ore 10.30: sveglia, bagno, tende aperte e… hagelslag! È un rito!

Solitamente vengono mangiati su una fetta di pane bianco, magari tostata, su cui si spalma la margarina e poi si fa aderire su di essa una spolveratina di hagelslag. Una “spolveratina”  di hageslag per i Dutches che amano tenersi in forma e non esagerare con gli zuccheri, una valanga per la sottoscritta.

Io, tra l’altro, li utilizzo anche in altri modi (e non so se, così facendo, qualche olandese puro storcerebbe il naso come un italiano farebbe di fronte ad una pizza con ananas). Li metto per esempio nello yogurt, o sul gelato, dentro i croissant, e, se non faccio attenzione, me li ritrovo pure dentro la maglietta.

Questi granellini di cioccolata possono avere delle varianti: possono essere alla frutta, all’anice, al cioccolato al latte o al cioccolato fondente.

Dicono che in media noi italiani investiamo 6,5 anni ad ingurgitare cibarie.

Io penso che sprechiamo altrettanti anni a scrivere o parlare di ciò che abbiamo mangiato e di come preparare questo primo piatto o quel dolce.

Ad ogni modo, qualunque sia la vostra opinione sul mangiare, sono sicura che vi troverete d’accordo nel constatare che l’insigne domanda “Hai mangiato? E cosa hai mangiato, a mamma?” sia la maniera più semplice per sentirsi amati e coccolati… e per farvi venire un pizzico di nostalgia della cucina nostrana se abitate al di là delle Alpi.

12 commenti
  1. Giulia
    Giulia dice:

    È un piatto antico, ma ancora attuale per le persone che amano la buona cucina e che non si cibano solo di prodotti
    ” kant en klaar”. Si chiama hasjee ‘ o stoofvlees. Viene accompagnato da patate lesse da condire col jus della carne, appelmoes e…rodekool. Cerca le ricette su Google. Poi fammi sapere; questa è alta cucina olandese !

    Rispondi
  2. Annalisa
    Annalisa dice:

    Bellissimo viaggio nella cucina olandese!
    Sono sempre stata convinta che la cucina di un paese sia una parte fondamentale della sua cultura. Non puoi capire l’una senza conoscere l’altra. Ho iniziato a viaggiare molto tardi (ho varcato le Alpi la prima volta a 24 anni) e in un modo del tutto istintivo ho sentito il bisogno di entrare in un supermercato e studiare i prodotti sugli scaffali e nei carrelli dei clienti. Poi si fa un giro in libreria a sfogliare i libri di cucina tradizionale e di seguito di corsa al ristorante ad assaporare?

    Rispondi
    • Rossella Squillace
      Rossella Squillace dice:

      Quanta verità nelle tue parole, Annalisa. Sarà per questo che noi italiani e la nostra cucina sono conosciuti a livello mondiale e non c’è angolo sperduto nel mondo in cui non sia sorto un benedetto ristorante italiano 😉 ti sei mai ritrovata a sfogliare qualche manuale di cucina in qualche libreria olandese ?

      Rispondi
  3. Lorena
    Lorena dice:

    Bella panoramica, grazie! Ho abitato al di là dell’Atlantico per un anno e nessuno, dico nessuno, mi ha mai chiesto cos’ avessi mangiato!

    Rispondi
    • Rossella Squillace
      Rossella Squillace dice:

      Grazie a te, Lorena! Io, al contrario, è la prima domanda che ricevo dall’altro lato del telefono quando sullo schermo compare la parola “mamma”. Ad ogni modo, cosa eri solita mangiare al di là dell’Atlantico ?

      Rispondi
  4. Alice
    Alice dice:

    Grazie Rossella per l’articolo e per avermi rimandata indietro di due anni, alla mia amata Utrecht e alla tanto criticata cucina olandese. È stato amore ed odio con quella nazione e la sua tradizione culinaria, tanto che una volta per il corso di olandese che stavo frequentando ne preparai perfino una presentazione. Ricerca che in realtà mi ha fatto scoprire tante cose sulla cucina olandese e sulle ragioni per cui è così semplice.
    In ogni caso, ora mi è rimasto in bocca solo il buon sapore dei suoi pochi piatti tipici e nella lista, oltre a quelli da te indicati, non possono mancare: le bitterballen con senape (ci ho impiegato un po’ ad apprezzarle, ma poi non ne potevo fare a meno!) accompagnate da una buona birra olandese, la birra per l’appunto, il mackerel, lo stufato di carne fatto con la birra e per finire in dolcezza il vla (budino) e i gevulde koeken (biscotti ripieni di marzapane). Mmmm che voglia!! ?
    Saluti da Francoforte!

    Rispondi
    • Rossella Squillace
      Rossella Squillace dice:

      Grazie a te, Alice. E che bella Utrecht, e che buone le bitterballen. Per curiosità, mi sveli il segreto della ragione di una cucina olandese così semplice ? 😉

      Rispondi
    • Rossella Squillace
      Rossella Squillace dice:

      “Fino alla bara, sempre si impara”. Hai mai assaggiato qualche prodotto di quello descritti nell’articolo, cara Tiziana ?

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi