“All you need is love” ovvero: paese che vai, tv che trovi

Paese che vivi, televisione che trovi, programmi che vedi, trash che adori

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In questo mondo global dove abbiamo tutto, non ci dovrebbe essere molta differenza tra i format delle varie tv, ma a me manca quella italiana, con il suo partenopeo trash.

Riflettevo un paio di giorni fa su cosa vedo in tv adesso, e cosa mi piaceva di più quando ancora abitavo in Italia.

Mi mancano i programmi della sempreverde Maria de Filippi, mi manca Barbara D’Urso e il suo pseudo-giornalismo popolare gossip.

Mi attirano, forse per una sorta di relax mentale, questo tipo di programmi  nazional-popolari dove si spiattellano segreti inconfessabili, dove si va alla ricerca di amori perduti, di figli “diversi”, di amori traditi, di rimorsi e pentimenti strappalacrime.

Un sano romantic trash fatto di lacrimoni, cuori teneri e tanto cioccolato da mangiare per consolarsi durante la visione del programma.

Ah, bei tempi quelli in cui, il sabato sera, si accendeva la televisione e c’era L’isola dei famosi vip con la mitica Ventura o, più recentemente, C’e posta per te!

E vogliamo ricordare il rito sacrosanto che accompagnava ogni finale di Sanremo?

Pizza, bibite e dessert vari, tutto indossando il nostro migliore pigiama, con calze super calde e copertina, seduti sul divano? Con il bagno off limits ed accessibile solo durante le pause pubblicitarie.

Un must imperdibile e un rito perpetuato nel tempo.

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Il mio programma preferito di quando ero ancora in Italia, comunque, era senza alcun dubbio, “Stranamore”.

Il baffuto Alberto Castagna, alla ricerca di un amore perduto, guidava un camper in su e giù, cercava e consegnava un messaggio d’amore all’amato/a perso/a di vista. Tutto con il sottofondo di All you need is love, la mitica canzone dei Beatles; niente può essere senza l’amore, diceva più o meno la canzone e, in effetti, niente esiste senza.

Che nostalgia!

Al momento, qui in UK,  mi limito a guardare cosa trasmettono alla tv locale e devo dire che, tranne pochi programmi, la trovo noiosa.

Sicuramente il mio giudizio è di parte: anche se vivo qui da circa un ventennio, mi sento molto italiana.

Conservo con fierezza il mio sano accento italiano quando parlo inglese, è per me fonte di orgoglio, figuriamoci soccombere ai gusti inglesi!

Qui i programmi sono diversi.

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Esistono molti documentari e quiz su praticamente tutto, proprio tutto, dalla vita delle formiche all’acqua delle cascate, fino ai pesci che nuotano nel mare o il bird watching.

Quello che trovo impossibile da guardare sono i famosi e pluripremiati documentari di Mr Attemborough sulla natura.

Questo signore ottantenne ha una voce così suadente che, ogni volta che cerco di vedere uno dei suoi documentari, mi addormento subito.

In  realtà, lo devo ringraziare perché risolve i miei problemi di insonnia!

Ci sono poi programmi vari sull’acquisto di cianfrusaglie e tric e trac che loro chiamano Antiques, nonché programmi sul modo di cucinare a bizzeffe.

Qui pseudocuochi fanno scempio della cucina, sopratutto quella italiana: della serie “panna nella carbonara” (mi perdonino le romane) e dado nella caponata.

Orrore! Come dice Checco Zalone: ”Vichinghi! Non si nomina la cucina italiana invano!”

E poi ci sono i reality, su qualsiasi tema e contesto.

Tra questi, due programmi mi fanno impallidire dallo sgomento: Sex in a Box e Naked attraction.

In Sex in a Box, una coppia – già esistente o appena formatasi nel programma – si apparta in una stanza dello studio televisivo e fa sesso, mentre la platea li sbircia da telecamere posizionate dentro la stanza. Alla fine del rapporto, i due ancora sotto le coperte commentano esponendo i dettagli di cosa hanno fatto e la platea dà loro voti e consigli.

In Naked Attraction, uomini e donne completamente nudi dentro box colorati offrono il loro corpo al pubblico e al concorrente che li sceglierà. Dai 6 concorrenti iniziali il programma si riduce a 2; quando poi anche chi sceglie si denuda, ci si sceglie di nuovo. Le preferenze, ovviamente, sono legate alle caratteristiche fisiche, poco o quasi niente è detto della personalità dei concorrenti.

E io mi chiedo: ma perché?

Che necessità c’è di questi due programmi, che mercificano il corpo umano? E l’amore, poi, dove lo mettiamo?

E le classiche farfalle nello stomaco tipiche dell’innamoramento o i sorrisi beati stampati in viso quando si pensa all’altro, che fine fanno?

Il piacere di conoscersi e scoprire i gusti, i progetti, le speranze dell’altro, dialogare e innamorarsi sono passaggi così sorpassati? Cosi demodé?

Ma anche fare l’amore per la prima volta scoprendosi lentamente nell’anima e nel corpo, condividere solo in due un momento così bello, senza votazioni, senza applausi e senza consigli tecnici, è davvero  finito anche questo?

Di questo super trash, cosa insegniamo ai nostri figli che sia giusto?

Seguire solo l’istinto delle pulsioni del corpo e che la mente non conta? Che l’amore non esiste?

Ora, non voglio fare né la bigotta né la romanticona.

Un po’ di sano solo sesso, alle volte, fa bene, soprattutto in gioventù.

Ti può insegnare attraverso l’esperienza che, infatti, un rapporto sessuale per essere completo, soddisfacente e coinvolgente deve essere condito da un sentimento, una passione. Solo così può diventare Amore.

Credo però che questi due programmi siano fortemente diseducativi e pericolosi.

Non rispettano il corpo umano attraverso la nudità pubblica e forzata, mercificano i sentimenti e l’amore diventa solo sesso.

In pratica, una compravendita di corpi.

Ma è questa la società in cui viviamo. Senza più Amore, rispetto per se stessi e gli altri.

Senza empatia, mirata solo ad ottenere visibilità sui vari social come Facebook e Instagram, con i tweets che ci invadono in ogni momento della giornata.

E le famose due belle chiacchiere di fronte a un bel caffè e magari un bel pasticcino tutto italiano, non ci sono più?

Allora, io canto.

“All you need is love, love love”, oggi più che mai. “Love, love, love is all we need!”

love-sanremo

10 commenti
  1. Barbara
    Barbara dice:

    C’e sempre Jeremy Kyle se davvero ti manca Barbara D’Urso! Pero David Attenborough non si tocca, io ne sono innamorata per il suo modo affascinante e sempre attuale di raccontare cio che ci circonda. Per il resto ti do ragione ma anche la TV italiana non fa per me, meglio Netflix a questo punto.

    Rispondi
  2. Monica
    Monica dice:

    Grazie Barbara, soprattutto (almeno per me in questo periodo di vita un po cosi) quando alla fine della tua presentazione scrivi “Aiutatemi a scoprire insieme cosa il futuro mi riserva qui a Londra”
    Sono una mamma single expat da quasi 2 anni in Irlanda con due coraggiosissime anime di ,adesso, quasi 13 e quasi 8 anni…
    Dopo appunto quasi due anni di ricerca per “sistemarsi” qui e trovare un poco di “pace” ecco che ritorna ad accendersi il fuoco che mi porta a muovermi e sentirmi “stuck”…. quando ne parlo alle mie figlie la più grande inorridisce e mi risponde…”mamma tutto da capo no!!!” (Saranno gli ormoni o davvero la fatica immensa dello spostamento..) Allora cerco di fermare tutto..di vivere come in slow motion e non farmi prendere dalla frenesia….
    Cosa mi riserva il futuro??? ? (ormai un quasi tormentone?)

    Rispondi
    • Barbara
      Barbara dice:

      cara Monica , la vita e’ sempre una scoperta e come diceva la sempre verde Rossella O’hara in vial con vento Domani e’ un altro giorno.
      In bocca al lupo e i tuoi figli sono la spinta e la forza che ti fara’ arrivare a cio’ che desideri di piu’.
      Un abbraccio.

      Rispondi
  3. Carmen
    Carmen dice:

    Hai pienamente ragione, ormai di sentimenti e amore non se ne trovano quasi più … complimenti per l’articolo mi è piaciuto molto

    Rispondi
  4. Giulia
    Giulia dice:

    Vivo in irlanda del Nord e ovviamente anche qui, come in altre zone del Regno Unito i reality show vanno per la maggiore. Secondo me sono più vergognosi programmi come Jeremy Kyle Show che specula sulle disgrazie altrui, una sorta di refugium peccatori dei derelitti e Benefit Britains che offre una visione distorta della working class o di quello che ne rimane. A un occhio disinformato, tutti appaiono come una massa di scroungers , di parassiti che vivono dei sussidi statali. In realtà sono programmi concepiti ad arte per avallare le politiche di tagli al welfare attuate dal Governo

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  5. Michela-Summerville
    Michela-Summerville dice:

    Poi hanno il coraggio di commentare il grande fratello e l’isola dei famosi. Ma centomila volte meglio.
    Comunque capisco perfettamente, qui in U.S.A abbiamo reality su bambini sedicenni ricchi, bambine appena messe incinta. Programmi che purtroppo davvero mi fanno mancare la Rai e la Mediaset.

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