Questione di abitudini

Chi non conosce la celebre poesia di Pablo Naruda che recita “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine“?

La vita degli esseri umani tende ad essere abitudinaria e persino gli expat, dopo il primo boom di novità, creano una loro routine.

Tra i “mille e un motivo” per cui sono andata via dall’Italia, sicuramente anche la voglia di evadere dal tran tran milanese ha influito parecchio.

La mia vita expat è nata come un’esplosione di entusiasmo dovuto a situazioni nuove da dover affrontare: quel mettersi alla prova ogni giorno verso l’ignoto con il fine di creare, da zero, una vita nuova mi caricava di energia.

Mi sono fatta prendere così tanto dai cambiamenti che negli ultimi quattro anni ho cambiato tre città (Milano – Londra – Palma), otto case e sette lavori.

Migliorando di volta in volta, tutte queste avventure mi facevano sentire viva.

Poi, due anni fa, ho trovato una casa che si adattava alle mie esigenze e, sei mesi prima, un lavoro in cui, tuttora, mi reco ogni giorno serena.

Quindi da Maggio 2016 faccio lo stesso lavoro e da Gennaio 2017 vivo nella stessa casa; la mia vita ha iniziato a plasmarsi a seconda degli orari lavorativi.

Ad oggi le mie settimane potrebbero definirsi abbastanza abitudinarie.

Ma, come in tutto, abbiamo sempre due scelte:

  • Svegliarci, andare a lavoro, andare a dormire.
  • Svegliarci, fare quello che ci piace, andare a lavoro, fare quello che ci piace e andare a dormire.

Io ho optato per la seconda opzione.

Ho quasi sempre un turno di pomeriggio, così ogni mattina decido di svegliarmi presto e andare ad allenarmi nel mio box di Crossfit o a correre vicino al mare o a nuotare in piscina.

Mi pongo piccoli obiettivi: quest’anno per esempio volevo correre a tutti i costi una 10 km e, in Ottobre, mi sono iscritta alla Zafiro Marathon.

È stata una bella esperienza in cui ho messo alla prova me stessa.

Faccio sport in maniera stimolante: vario l’allenamento in modo che non sia mai monotono, cerco di pormi traguardi e di superare i miei limiti.

Mi sono abituata a vivere con energia.

E sì, sono schiava di quest’abitudine positiva che fa bene al mio corpo e, di conseguenza, alla mia mente.

Ho deciso poi di occupare due mattine a settimana con un corso di tedesco.

Avendo sempre gli stessi giorni potrebbe essere routine, ma imparare cose nuove è sempre elettrizzante; un’idioma molto complesso abitua la mia mente a stare sempre attiva.

Alterno le mie mattine, durante le giornate lavorative, tra sport e apprendimento.

Finito di lavorare, sono un po’ più stanca, ma cerco di concedermi il martedì sera una bella lezione di Yoga; oppure, l’anno scorso, il mercoledì sera, frequentaov un corso di salsa (anche se credo che il mio sistema circolatorio non presenti nessuna vena cubana) e il giovedì sera partecipavo a un corso di scrittura.

Ho creato una routine abbastanza sana e regolare, per sfruttare tutti i giorni al massimo.

Certo non dico di no se, di ogni tanto, mi viene proposta un’uscita infrasettimanale, anche se preferisco lasciare il divertimento nei giorni liberi: con gli amici cerchiamo di organizzare sempre qualcosa di diverso, una cena, un’uscita a ballare o, talvolta, qualche escursione in montagna.

Durante i days off, nel periodo caldo vado in spiaggia.

Mi meraviglia sempre vedere il mare.

Mallorca ha tutt’oggi il potere di stupirmi solo immergendomi nell’acqua trasparente la mattina presto quando ancora non c’è nessuno.

Adoro quell’energia frizzantina che si percepisce alle prime ore: quell’energia nutre la mia vena creativa.

Talvolta potrei stare ore e ore solo a fissare le onde che si spezzano alla deriva. Altre volte leggo o scrivo accompagnata dal rumore del vento.

Un’altra cosa che non smette di entusiasmarmi sono i colori del tramonto: il cielo si tinge di svariate sfumature fino a coprirsi del suo solito manto stellato.

Sono busy ma non con lo stress delle metropoli in cui ho vissuto: la mia agenda è piena delle mie passioni.

Ogni tanto, però, Palma mi sta un po’ stretta.

Non solo ho bisogno di nutrire il mio corpo e la mia mente, ma anche la mia anima.

E quando sento un bisogno immenso di evadere  cosa faccio? Viaggio!

Viaggiare è la più bella scoperta che ho fatto in questi anni all’estero.

E viaggio sola per mettermi alla prova, per sfidarmi, per darmi nuovi stimoli e riassaporare un po’ quella sensazione che avevo da neo-expat: l’adrenalina del cambiamento e delle novità.

Per poi tornare, contenta nella mia routine.

Perché a me piace la mia vita nell’Isola.

Mi sono abituata ad essere felice e ad alimentare la mia mente, il mio corpo e la mia anima.

Sono schiava di tutto questo.

Diventare schiavi delle abitudini giuste è il miglior modo di vivere la vita.

3 commenti
  1. Finally Mallorca
    Finally Mallorca dice:

    Ciao Betty, grazie per la condivisione :-).
    Io e Fabiola non ci siano mai incontrate ma lei sa che esisto 🙂 e che ora vivo a Maiorca perché ho lasciato qualche commento ai suoi post qui su Donne che emigrano.

    Un abbraccio :-).

    Rispondi
  2. Fabiola
    Fabiola dice:

    Cara Betty,

    Grazie della segnalazione, ma come ha ben detto Oriana, io e lei ci siamo già “conosciute virtualmente”:

    Cara Oriana, spero stia proseguendo bene la tua nuova vita qui nell’Isola.

    (ho dato un’occhio al tuo blog, molto bello, complimenti 🙂 )

    Un forte abbraccio a entrambe

    Fabiola – Mallorca

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi