Qualche giorno fa mi è capitato di intervenire durante la registrazione del programma “Spunti di Vista” di Radio24 sul tema del reddito di cittadinanza e del sussidio sociale, portando ad esempio la Germania e l’Hartz IV. Nel 2002 – durante il governo Schröder – venne a presentarsi la necessità di una manovra legislativa e di una serie di riforme con lo scopo di ridurre la percentuale di disoccupati (che al momento, giusto per dare un’idea concreta, si aggira attorno al 4,7%) di lì a quattro anni, arrivando a dimezzarne il numero.
Per garantire un reddito minimo venne introdotto il cosiddetto Arbeitslosengeld 2 o Hartz IV, che non va confuso con l’Arbeitslosengeld 1 ossia la normale disoccupazione. Si tratta di una cifra in denaro che – oltre a coprire le spese di affitto, corrente, Krankenkasse (la versione tedesca dell’assicurazione sanitaria) – assicura a chi ne beneficia i mezzi economici per poter sopravvivere sino al momento in cui non si trova un’occupazione. Da sottolineare è il fatto che questo tipo di sostegno si rivolge anche a coloro che lavorano ma hanno un salario molto basso che non consente loro di raggiungere il cosiddetto reddito minimo e agli studenti freschi di laurea che non hanno trovato immediatamente un impiego.

Quali sono i requisiti per poter accedere all’Hartz IV?
Chi fa richiesta deve essere conforme a una serie di requisiti.

  • Risiedere in Germania da almeno tre mesi. (La data di riferimento è quella della prima Anmeldung al Bürgeramt, ossia l’ufficio per i servizi al cittadino);
  • Non essere uno studente (che può beneficiare di Prestiti specifici e del cosiddetto Bafög);
  • Essere pronto a firmare un documento in cui viene garantito il proprio impegno nella ricerca di un lavoro;
  • Non presentare forme di disabilità che ne precludano le capacità lavorative (anche in questo caso esistono forme di sostegno specifiche)
  • Avere un patrimonio (comprensivo di automobile, terreni, immobili) limitato e non più di 2000,00 € sul conto in banca
  • Essere disponibile a presentare un documento che raccolga tutte le informazioni del caso in merito alla situazione familiare ed economica.

Quali documenti occorre presentare e qual è l’ufficio di competenza?

reddito-cittadinanza-germaniaPer fare domanda occorre rivolgersi al Jobcenter – da non confondere con l’Arbeitsamt, il corrispondente del nostro ufficio di collocamento – che fornisce di norma un elenco con tutti i documenti da presentare. Attenzione! Gli impiegati del Job Center molto spesso non parlano nemmeno l’inglese e NON sono tenuti a dare queste informazioni in lingua straniera,  ergo è sempre bene recarsi lì con un amico o un parente che parli un buon tedesco, in modo da non fare pasticci in questa babele burocratica.
Questi sono invece i documenti che occorre presentare per fare richiesta: oltre alla richieta principale – in tedesco Hauptantrag -, occorre presentare il documento d’identità, la tessera sanitaria tedesca – o il modulo dell’ASL per l’assistenza sanitaria all’estero – il contratto d’affitto, la registrazione al Bürgeramt (Anmeldung), i movimenti bancari dei precedenti tre mesi comprensivi di saldo contabile,  la lettera di licenziamento (o il contratto di lavoro, a seconda del caso specifico) e le ultime tre buste paga, se se ne è in possesso.
L’Hauptantrag e gli eventuali allegati (figli al di sotto dei 15 anni, parenti a carico ect..) possono essere reperiti sul sito della Bundesagentur für Arbeit  (QUI trovate l’Hauptantrag e a questo indirizzo l’elenco con tutti i moduli in formato PDF, comprese le istruzioni per la compilazione in lingua straniera) oppure possono essere richiesti direttamente al Jobcenter.

Che spese copre l’Hartz IV?
Le spese che il sussidio va a coprire, per le quali verrà erogato il corrispettivo sul conto corrente tedesco del richiedente sono:
I costi dell’affitto (in tedesco Wohngeld), l’assistenza sanitaria (Krankenkasse), la bolletta della luce e una cifra che può arrivare sino a 391,00€ per il richiedente e circa 250,00€ per le persone a carico.

Una piccola precisazione in merito ai costi dell’affitto: va da sé che i costi dell’affitto di un loft non sono compresi 😉 ergo informatevi presso il Jobcenter se il vostro alloggio rispetta i parametri del caso e – se così non fosse – mettetevi alla ricerca di una nuova sistemazione appoggiandovi a loro.

E una volta fatta richiesta cosa succede?
Un paio di settimane dopo l’avvenuta richiesta viene spedita una lettera da parte del Jobcenter che dirà se la richiesta è andata a buon fine o meno. In caso di risposta positiva si potrà leggere la somma che il richiedente otterrà e quella – eventualmente – per i restanti membri del nucleo familiare.

Ma la gente non se ne approfitta?
Come sempre, quando si tratta di politica e di politiche sociali, ci sono gli entusiasti e i detrattori. Questi ultimi tendono a sottolineare il fatto uno possa decidere di approfittarsene lavorando ad esempio in nero e incamerando così entrate maggiori che non andrà a dichiarare. Innanzitutto i controlli in merito al lavoro in nero sono tanti, frequenti e le multe sono estremamente salate… insomma: il gioco non vale la candela. Inoltre dal momento in cui si ottiene l’Hartz IV occorre presentarsi ad una serie di colloqui con un tutor che si occuperà di fornire un aiuto per quanto riguarda la ricerca di un’occupazione e monitorerà – in caso di richiedenti stranieri – i progressi in materia di conoscenza della lingua e della cultura tedesca (vengono stanziati fondi per corsi di lingua e per i cosiddetti corsi di integrazione).

Un’ultima precisazione: nessuno Stato – nessuno! – può esser definito un Paese della Cuccagna ma in alcuni è presente tutta una serie di politiche sociali che agevolano chi si trova in difficoltà e lo accompagnano sino a quando la situazione socio-economica non migliora. Come in ogni posto ci sono sicuramente persone che se ne approfittano – fatto ovviamente vergognoso – ma ci sono anche tante altre che grazie a questo genere di sostegno riescono a vivere dignitosamente in tempi difficili. Gli impiegati del Jobcenter sono inoltre spesso un po’ – tanto! – diffidenti e onestamente non mi sento di dar loro torto. Ciononostante sono lì con lo scopo di fornire un servizio del quale bisognerebbe essere grati: ogni commento in merito a scortesia e/o razzismo mi pare fuori luogo, oltre che improduttivo e spesso di cattivo gusto.

Nel caso vi troviate in cattive acque e decideste di fare domanda, infine, spero l’articolo vi sia stato utile. Un grandissimo In bocca al lupo e un abbraccio virtuale!

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