ricominciare-australiaVivo in Australia da quasi tre anni, la decisione di partire non è stata difficile.

Ero arrabbiatissima con il sistema italiano, con il mondo dei furbi che sembra regnare senza ostacoli, con la burocrazia che ti fa impazzire.

I problemi esistono ovunque, è ovvio, ma negli anni vissuti in Italia mi pesavano di più, ogni volta che trovavo una soluzione nasceva un qualcosa di nuovo da risolvere.

Più passavano gli anni e meno vedevo una via d’uscita, avevo da tempo perso la speranza in una vita decente, per decente non intendo facile, intendo una vita che avesse un equilibrio, che non mi facesse passare la notte sveglia perché non sapevo come arrivare alla fine del mese.

Non mi riconoscevo più, la persona che vedevo allo specchio era un’altra, arrabbiata ed arresa, non potevo essere io.

Il senso di sfiducia, la mancanza di motivazione, l’angoscia mi seguivano ovunque.

Prima di questo difficile interludio italiano avevo vissuto da expat praticamente da sempre, primo espatrio a pochi mesi, ma ero già stata expat nella pancia della mia mamma, finite le scuole dell’obbligo per un lungo periodo ho avuto un unico punto fermo, il lavoro.

Lavoravo stagionalmente in Germania da febbraio ad ottobre, nei quattro mesi invernali mi trasformavo in un anima inquieta, sono passata da un piccolo paese di montagna alla piccola città di provincia, giravo in lungo e in largo per vedere posti nuovi, e non mi piaceva viverli solo come una vacanza, mi piaceva scoprire luoghi diversi, usanze e vite diverse.

Dopo anni vissuti in questo modo e con un figlio di cui prendermi cura, sento di avere bisogno di una vita un po’ più stabile, decido di trasferirmi in Italia definitivamente, senza ascoltare i consigli di chi mi suggeriva di essere cauta, che non sarebbe stato semplice.

Volevo vivere un po’ di dolce vita, quella di cui tutti gli stranieri parlano, non mi sembrava poi una scelta tanto avventata o assurda.

La dolce vita l’ho cercata per dodici anni, ma come già detto non è stata affatto dolce, e pur amando moltissimo il territorio italiano, pur sentendomi legata ad un sacco di persone, ho dovuto arrendermi.

Non ce la facevo economicamente a mantenere con un lavoro sia me che mio figlio, pagando un mutuo, tasse, e quant’altro.

Ci ho provato e anche parecchio, un po’ perché odiavo ammettere la sconfitta, in particolare con chi me l’aveva gufata, inoltre sapevo che reinventarsi da un’altra parte non sarebbe stato affatto semplice, avevo paura di un altro fallimento e soprattutto non avevo nessun luogo o idea che mi facesse sentire la voglia di ricominciare.

E’ vero che le cose succedono per una ragione e un giorno mi ritrovo a leggere un bellissimo articolo sull’Australia, non di quelli che spingono a raggiungere l’Australia per motivi economici, era il racconto di una parte di un viaggio durato 12 mesi attraversando su un 4WD questo bellissimo continente.

L’articolo fa parte di un blog, mi prende talmente tanto che leggo l’intero blog dall’inizio alla fine.

Da lì è stato un cercare informazioni e notizie, brividi di paura, cambio di idee, studiare inglese, convincere me stessa che stavo partorendo un’altra follia, fare marcia indietro e poi nuovamente ricerche di informazioni e notizie.

Fino a che arriva il giorno della partenza, una mamma che è convinta di non rivederti mai più, un padre che non si capisce bene cosa pensi, gli amici che ti vogliono bene che ti sostengono e quelli che ti avevano detto che non ce l’avresti fatta sono sempre lì a svolgere il loro ruolo.

Arrivo in Australia in un caldo giorno d’estate, atterro in questo continente per la prima volta, non so se mi piacerà, se mi troverò bene, è un libro con tutte le pagine da scrivere.

Passiamo un mese e mezzo a viaggiando in questo paese cercando di capire se fa per noi, cercando di capire a cosa andremo incontro.

Non che ci sia molta scelta a questo punto.

Facevo forza sul mio passato da expat, avevo le basi per sopravvivere a tempeste emotive, sapevo che non sarebbe stato semplice e neppure economico, per questioni di età principalmente, però avevo una cosa che avevo perso da anni, fiducia in me stessa e tanta voglia di farcela.

Mi preoccupava più mio figlio, lui della vita da expat non sapeva molto, se non dai racconti di famiglia.

Non è stata una passeggiata, in alcuni momenti è stata veramente dura, le pesanti condizioni dei visti, i costi, l’ansia da attesa ogni volta applicata la richiesta di un visto.

Vedere le difficoltà di tuo figlio a scuola e chiederti se hai fatto bene.

Il primo rientro in Italia poi è stato devastante a livello psicologico, o meglio il primo rientro in Australia dopo sei settimane di vacanza in Italia è stato devastante.

Non me lo aspettavo, mi ha colto di sorpresa e impreparata, di nuovo la sensazione di aver sbagliato tutto.

Una sensazione che fortunatamente si allevia con il passare delle settimane.

Dieci mesi dopo ritento nuovamente un rientro in Italia per 5 settimane, sempre temendo il momento del ritorno in Australia, non sapendo se aspettarmi nuovamente il crollo dell’anno precedente, non so se stavolta ero preparata ma al rientro non c’è stato nessun crollo, al contrario quando ho attraversato la soglia di casa ho avvertito una sensazione di familiarità, mi sono sentita finalmente nel posto giusto.

Ammetto che l’Australia con me è stata molto generosa, e sono infinitamente grata per le possibilità che mi ha dato, ho bruciato le tappe dei visti e in due anni e due mesi ho raggiunto la tanto agognata PR, la permanent residency, ho un lavoro che mi piace, ho iniziato a costruire un giro di amicizie e, finalmente, dormo serena.

Ma l’Australia ha difetti? Certo che sì, ma ne parlerò la prossima volta.

Lara

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