Quando sono approdata in Australia, ho cominciato a chiedermi: “Ora che tutto è in lingua inglese, riuscirò ugualmente a ritagliarmi il mio spazio come attrice? Riuscirò mai a creare un pezzo di cabaret adeguato? Come si ride in Australia?”.

Solite paturnie da artista, e per di più emigrata!

Voli mentali assolutamente fondati, visto che ho potuto constatare di persona che la comicità cambia perfino con gli stessi italiani arrivati qui molti anni fa!

Alcuni mesi fa, infatti, mi sono esibita con un pezzo di cabaret: “Noi donne italiane in Australia” e per prepararlo ho dovuto prima di tutto interrogarmi su chi io avessi di fronte.

Quando vivi in un Paese straniero ti capitano situazioni buffe, a volte tragicomiche, che coloro che restano in Italia non capirebbero mai. Un esempio? Qui non avrebbe avuto molto senso fare battute sulla classica dicotomia donna/uomo; invece aveva senso riportare una scena molto comune per noi donne emigrate in Australia: il terrore degli uomini per i ragni australiani.

Qui si trovano alcuni dei ragni più velenosi al mondo (tra cui il Sydney Funnel-web, ragno che si trova specificatamente nell’ecosistema dell’area di Sydney) e per questo i nostri compagni di vita cominciano ad avere un’attenzione quasi ossessiva per le ragnatele e gli angoli bui. Li vedi sperduti, impauriti, che vagano per casa e nel giardino in cerca di nuovi posti dove scaricare un’intera bomboletta di veleno.

Situazione divertente, per noi espatriate, tanto che, alla fine del mio pezzo, una signora mi ha fermata dicendo: “È vero, è proprio così! Dovevi vedere mio marito, l’altro giorno, che sventolava la scopa per tutto il salotto cercando sul soffitto un povero ragno terrorizzato!”. Quante cose ci capitano, che i residenti in Patria non conoscono!

Come le telefonate con i parenti lontani.

Una delle prime domande che ti vengono fatte è: “Ma voi lì cosa mangiate?”, perché ti immaginano in chissà quale posto esotico, a vivere tra le liane e mangiare carne di scarafaggio. Tu, dal canto tuo, vivi in un Paese quasi più Occidentale del loro; ma quando ti fanno queste domande, invece di dire la verità: “Mangio ciò che è in promozione al supermercato, come tutti!”, ti verrebbe quasi da rimanere seria ed ingigantire l’assurdità della loro domanda, inscenando una “caccia al koala” collettiva, indispensabile per la tua sopravvivenza.

Perché è proprio questo l’aspetto buffo di vivere dall’altra parte del mondo: il fatto ride-diversamente-australiache ogni 30 metri trovi un fast food, e allo stesso tempo ti ritrovi in giardino delle “normali” lucertole grandi quanto un’iguana (le adorabili blue tongue, tanto amate perché mangiano gli scarafaggi, altro fastidioso nemico degli abitanti di Sydney).

Quando sei un’espatriata ti fa ridere parlare di quanto siano ridicolamente bassi i limiti di velocità qui in Australia. Non ti capaciti del fatto che tu ti debba attenere ai 60 km all’ora su strade larghe, dritte, con tre corsie per senso di marcia, quando in Italia eri abituata a fare quegli stessi 60 km orari su stradine di ciottolato, abbarbicate e “accartocciate” in quei minuscoli borghi medievali rivestiti di nebbia.

Così come ti fa ridere parlare del clima di Sydney: ridi per non piangere.

Peggio del clima di Sydney c’è solo il clima di Melbourne, che viene spesso descritto da molti così: “Se non ti piace il clima di Melbourne, aspetta cinque minuti”, proprio per sottolinearne il cambiamento repentino.

Sarà interessante provare a creare dei pezzi di cabaret in inglese, esaltando tutte le differenze tra gli australiani e gli italiani. Vi saprò dire.

Nel frattempo vi lascio con un frammento del mio pezzo di cabaret “Noi donne italiane in Australia”: spero vi faccia ridere, ovunque voi siate!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi