Riflessioni notturne

Amore liquido a Barcellona

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La sera.

Io, sola.

Fuori il caos, le luci della città che non si spengono mai, il traffico che si riduce ma non si arresterà neanche a notte fonda.

Se in una serata qualunque della settimana volessi uscire con cinque gradi e pioggia torrenziale, per andare a ballare da qualche parte o a tomar algo (prendere qualcosa da bere), so che avrei un’infinità di opzioni.

Questa città non dorme mai.

Ma la sera d’inverno a me piace tornare a casa, avvolgermi in una coperta, accendere una candela e leggere, scrivere, stare in silenzio, sola, con me stessa.

Il caos di fuori non mi interessa.

Questi momenti contemplativi si possono vivere ovunque; ma forse è molto più comune in un paese nordico, dove gli inverni sono davvero gelidi e la gente si gode i suoi momenti hygge.

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Eppure, sono finita a Barcellona: circostanze della vita che, a volte, ti porta dove vuole.

E tu ti lasci portare sapendo che, se vuoi, puoi cambiare destinazione perché questo è nelle tue mani.

Non ho nessuna intenzione di lasciare questa città, perché me ne sono innamorata e perché ormai è diventata casa mia.

Semplicemente rifletto sul fatto che una persona introspettiva, meditativa e che ama momenti di raccoglimento quale sono io si è andata a mettere in una città dinamica, un po’ folle, sempre in movimento e dove c’è chi vive di notte.

E sento di appartenere a questo posto come a nessun altro.

C’è chi viene qui perché ama la movida o semplicemente perché crede che sia il posto che si adatti alla sua persona. Ma poi, per una ragione o per un’altra, deve fare le valigie e andar via, gli è andata male e prende un’altra strada.

Io, che qui non avevo neanche tanta voglia di venire perché mi ero sempre immaginata in un paese al nord, ci sono finita un po’ per caso e un po’ per scelta.

All’inizio pensavo: “tieni duro un tempo e poi te ne vai, nessuno ti costringe a rimanere e ad amare un luogo che non fa per te”.

Ma questa città, da cui volevo fuggire i primi mesi, dapprima mi ha accolta, mi ha dato un lavoro e nuovi amici. Poi mi ha sbattuta in una centrifuga con difficoltà di ogni tipo (convivenza, burocrazia, divergenze con i superiori, contrattempi quotidiani che richiedono una continua capacità di risoluzione di problemi). Quindi, mi ha fatta crescere e maturare e, nel frattempo, senza che me ne accorgessi, mi ha soggiogata e ammaliata come una Circe.

Poi mi ha fatto trovare l’amore e mi ha avvinta a sé, forse per sempre…

Non è facile trovare un compagno per una relazione seria a Barcellona. Conosco gente che ci prova da anni ma senza nessun successo. Forse perché è una città di passaggio, con tante persone che vengono da fuori e che ci rimangono temporaneamente.

O forse perché riflette più di qualunque altra città moderna la precarietà e le incertezze dell’epoca contemporanea, fatta di amore liquido.

Vivendo qui, ho capito che qualcosa non andava nella mia situazione sentimentale precedente e che non potevo più perder tempo.

Si vive una volta sola.

Così mi sono ripresa la mia vita da single. Avevo sete di libertà, di uscite, di riscoprire una nuova versione di me stessa, più attuale e più consapevole. E mi sentivo finalmente pronta a tuffarmi nella vita – anch’essa liquida – dei legami fragili e mutevoli della società attuale.

Non volevo aspettarmi niente di più da Barcellona e dalla sua follia.

Poi, presto, troppo presto, incredibilmente presto, questa città ha messo sulla mia strada una persona. Pensavo che sarebbe stato un vincolo debole, fugace, come ce ne sono tanti. Era l’uomo della mia vita. Ed è come me: solitario, silenzioso, tranquillo, forse anche palloso.

Barcellona non si lascia capire a prima vista.

Il turista che viene qui e crede di averne colto l’essenza ha sbagliato.

Bisogna viverla, soffrirla, a volte odiarla e poi amarla.

È come un diamante dalle mille sfaccettature che si svela poco a poco e ti sorprende. E mentre lo fa, ti rivela chi sei.

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5 commenti
  1. Elisa
    Elisa dice:

    Verissimo bisogna anche odiarla…Verissimo che bisogna anche viverla io più la conosco più la amo….se restarci a vivere la vedo durissima maledetta burocrazia e età ma una cosa è certa da lì una tappa la farò sempre non se ne esce più.

    Rispondi
  2. Elisa
    Elisa dice:

    Ps mi sono innamorata di questa città in uno dei periodi proprio non migliori visto come sta cambiando….però continuerò ad amarla sempre….

    Rispondi

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