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De turistibus col giubbotto

lettonia Ha un bel dire Silvia che mi invidia perche’ il Nord Europa e’ il figo.

Intanto lei, in data  6 maggio  e’ al parco a prendere il sole mentre io, che ascolto la sua nota vocale tornando a casa dalla lezione, ho sciarpa e
cappotto invernale.
Riga e’ una citta’ affacciata sul mar Baltico
ed eletta mia destinazione per un periodo di lavoro come insegnante di italiano.
E’ bella, bellissima
, a misura d’uomo e non ancora evoluta allo status di metropoli.

La prima volta che ci sono stata ero all’inizio dei miei sei mesi di Erasmus; tornata in Italia ho finito gli esami e di nuovo ho preso l’aereo per venire qui, carica di entusiasmo e delle migliori intenzioni. Tra le difficolta’ di ambientarsi non avevo pero’ considerato la forza di un clima cosi’ avverso. Facile dire che e’ bello il nord, quando al massimo ci si e’ stati in vacanza. Provate pero’ a trovarvi a comprare l’ennesima sciarpa di lana nuova un mese dopo Pasqua; a trovare la neve uscendo di casa il 21 Marzo; a togliere il gesso dopo tre settimane a fine Aprile e a non notare nessuna differenza di abbronzatura tra mano e polso; a notare le primule mentre da casa vi parlano di pic nic all’aperto.

Capirete allora perche’ chi abita qui consuma the caldo, (e non tazzine di caffe’) a quantita’ industriali e perche’ „Tornare ariga-turistibus-giubbotto casa” si chiama ora „Andare in vacanza”.

Lascerete che siano i turisti, o gli italiani nostalgici, a cucinare pizza e pasta vertendo invece sugli impronunciabili ma ricchi divitamine primi locali e inizierete (mamma, esulta) a cucinare zuppe anche voi.

I video di Fedez in canotta strapperanno sospiri di nostalgia e acquisiranno un che di valore esotico.

Credetemi, anche voi inizierete a lasciare le finestre aperte in casa nei giorni in cui ci sono quindici gradi e a considerare normale pagare il riscaldamento acceso fino a Maggio. Anche per voi il sole diventera’ argomento di conversazione quando da Marzo in poi iniziera’ a comparire piu’ di una volta a settimana.turistibus

Realizzerete quanto davvero il clima possa cambiare abitudini, tradizioni, modi di pensare e persino il carattere (dopo tre mesi di buio alternato a luce soffusa, credetemi, un po’ di insofferenza c’e’).

Viaggiate, scoprite, gettate il cuore oltre l’ostacolo e lanciatevi in un’esperienza nuova: ma considerate che, esattamente come certe persone, alcune destinazioni vanno amate e scelte con valide motivazioni. Altrimenti meglio lasciarle ai turisti.

 

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