ritornare-italiaMi chiamo Federica e sono sarda.

Anni addietro avevo deciso di fare un’esperienza all’estero per migliorare le mie competenze professionali e per crescere dal punto di vista umano. Così, nel 2006, sono partita per l’Africa.

Successivamente, in Angola, ho conosciuto mio marito Desiderio che ho sposato nel 2013. 

Ho lavorato come Coordinatrice di Programmi per molto tempo e, da circa 4 anni, lavoro come Consulente Internazionale per le agenzie delle Nazioni unite e le ONG.

La mia area specifica è la costruzione della resilienza in contesti soggetti a disastri naturali.

Abbiamo vissuto in Angola bene, affrontando e gestendo le difficoltà logistiche del paese con serenità, integrati nella vita angolana profondamente.

Eppure siamo rientrati dall’Angola alla fine del 2015.

Volevamo che Olivia, la nostra bambina, nascesse in Italia e abbiamo pensato che potesse essere una opportunità per tentare di mettere le radici qui.ritornare-italia

Noi in Angola avevamo comunque una vita molto caotica e stressante: non c’erano tutte le condizioni per far vivere bene Olivia.
Inoltre, ero preoccupata per le situazioni sia sanitaria sia economica che si erano aggravate con la crisi finanziaria.

Volevamo organizzarci meglio per dare a Olivia ciò che si merita e di cui ogni bambino ha diritto e, in questo momento, avremmo potuto farlo solo in Italia.

Abbiamo deciso quindi di andare a vivere a casa dai miei genitori perché non sapevamo, dopo 10 anni di vita in Angola, come muoverci in Italia.

Mio marito intanto si era iscritto ad un master all’università di Bologna per migliorare le sue capacità professionali.

I primi 6 mesi dopo la nascita di Olivia sono stati dedicati a lei, al master e a cercare di capire qual era l’offerta lavorativa per me in Italia, come consulente e cooperante internazionale, e per mio marito Desiderio, come assistente sociale.

Lui diciamo che aveva la strada un po’ più chiara della mia: finire il master, riconoscere la professione di assistente sociale in Italia, fare il concorso per poi iscriversi all’albo e cercare lavoro.

Io invece ero ancora molto disorientata: la maggior parte delle posizioni offerte arrivavano proprio dal paese che avevo lasciato, l’Angola…

Dopo un anno e mezzo di vita in Italia, la situazione è la seguente:

  1. Ho mandato una marea di cv ad organizzazioni italiane e quasi nessuna mi ha risposto, nemmeno per dire che non fossi stata selezionata;
  1. La pratica di riconoscimento dei titoli di Desiderio iniziata a giugno 2016 è ferma in Angola;
  1. Viviamo ancora dai miei e non siamo riusciti ad affittare o comprare casa perché prima vogliamo un’entrata fissa e un minimo stabile;
  1. Da Giugno 2016 ho ricominciato a lavorare in Angola come consulente per il UNDP facendo brevi missioni mensili. Il programma è stato rinnovato per altri due anni;
  1. Desiderio ha ricevuto 3 offerte di lavoro per l’Angola da quando sta frequentando il master;
  1. Speso tanto, concluso poco.

Noi siamo felicissimi di essere rientrati, di stare a casa e di avere tanto amore e appoggio dalle persone che ci circondano, soprattutto io, ma pensavo che sarebbe stato un po’ più facile sul piano professionale, specie ora che ho più esperienza e competenza.

Invece, a volte, provo la stessa sensazione che avevo appena laureata: confusione.

Molti amici insistono nel volermi convincere a fare la maestra o a candidarmi per lavori che non hanno nulla a che vedere con la mia professione… e io mi chiedo: “10 anni fa io sono partita con l’idea di fare un lavoro che amassi, senza sapere esattamente quale fosse.Ora che invece lo so, che sono molto più preparata di quanto lo fossi 10 anni fa, perché dovrei accettare di rinunciare?”

Il punto è sempre “fare il lavoro che ci piace”, soprattutto ora che abbiamo Olivia. Lei deve avere dei genitori felici e realizzati che lottano per i propri sogni, per darle una vita serena e felice.

Con mio marito ci diamo ancora questo 2017 per capire se abbiamo intrapreso la strada migliore per tutti tornando in Italia e se stiamo facendo le scelte giuste per realizzarle i nostri sogni.

Poi si vedrà…


Federica è autrice del capitolo

“E fu Angola” del nostro libro

“Donne che Emigrano all’Estero” 

17 commenti
    • Federica
      Federica dice:

      Ahahhahah! Grazie! siamo felici, ma vorremmo realizzarci anche qui in Italia, aspettiamo e ci organizziamo per tempi migliori. Siamo positivi. Un abbraccio.

      Rispondi
  1. Sima
    Sima dice:

    Nel 2007, dopo circa 9 anni passati in Olanda, sono tornata a vivere in Italia, nella mia citta’ Rimini, non ne potevo piu’ di vivere al nord. Purtroppo o per fortuna (non saprei) ci sono rimasta solo 9 mesi. E’ stato un periodo difficilissimo: io che ero profondamente cambiata, il paese e le dinamiche della gente le stesse che avevo lasciato, poca chiarezza, molte cose non dette e le enormi difficolta’ economiche, Sono tornata a vivere l’Olanda e da allora vivo qua’, quell’esperienza mi ha cambiato dentro. Sono felice di averla fatta perche’ non mitizzo piu’ l’italia anche se mi manca la bellezza dei paesaggi e quella qualita’ della vita che non trovi facilmente altrove. Ti auguro il meglio a te ed alla tua famiglia. ps. anche io lavoro nel campo NGO, e si le NGO in italia non ti danno segni di vita per quanto riguarda il recruitment.

    Rispondi
    • Federica
      Federica dice:

      Grazie mille. Speriamo che le cosa vadano al meglio. Io ho lavorato per circa 7 anni nelle ONG e ora lavoro come Consulente indipendente sia per le ONG che le Nazioni Unite. In Italia per ora ho trovato poca professionalità, nel senso che nemmeno ti rispondono. Vedremo… magari anche il fatto che viva in Sardegna non aiuta. forse pensano che uno non possa spostarsi tra una regione e l’altra. Un caro saluto.

      Rispondi
    • Federica
      Federica dice:

      Stiamo valutando… vediamo nei prossimi mesi. Ci piacerebbe vedere prima come vanno le cose a mio marito con la certificazione dell’esercizio professionale. Grazie.

      Rispondi
  2. evelina
    evelina dice:

    Ci siamo passati in tanti: ong, provare a tornare in Italia… e poi si riscappa. Purtroppo il mix cooperazione e Italia è letale in termini di ricerca lavoro. Il lavoro che ci piace è importante ma la stabilità economica, a mio avviso, lo è di più, specialmente con una bambina.

    In bocca al lupo!

    Rispondi
    • Federica
      Federica dice:

      è vero… ma per ora vogliamo ancora provare. Io sono disposta a viaggiare come Consulente, mi andrebbe benissimo perché viaggiare non mi pesa e comunque qualche volta potremmo partire tutti insieme. Credo che almeno prima dovremmo avere un qualcosa di fisso in Italia per poter dare una base minima a nostra figlia. Spero nel lavoro futuro di mio marito. vediamo come va nei prossimi mesi. Un saluto.

      Rispondi
    • Federica
      Federica dice:

      Beh, domani direi avendone la possibilità, anche lì ho mandato diversi CV ma non sono stata richiamata (almeno però han risposto!). Ci abbiamo pensato come soluzione futura anche se c’è tantissima concorrenza e non so se io possa avere qualche chance in più sopratutto con questa Brexit… Incredibilmente però non ci sono mai stata e non saprei nemmeno come muovermi. Forse prima dovrei andare in missione esplorativa. Vedremo in futuro. Grazie.

      Rispondi
  3. Sara
    Sara dice:

    Ciao! Grazie per aver condiso la tua storia! Io avrei una curiosità: sicuramente parli perfettamente portoghese e credo, sicuramente, anche l’inglese. Non ci sarebbero altre nazioni europee dove potervi trasferire per far crescere vostra figlia? Cioè ok ritornare anche in Angola, ma oltre all’Italia non ci sarebbero altre occasioni in altri paesi? Sia per te che per tuo marito ovviamente

    Rispondi
    • Federica
      Federica dice:

      Si, infatti dovendo lasciare l’Italia è probabile che opteremmo per una paese europeo o almeno, come dicevo sempre, uno che mi porti in Sardegna al massimo con 2 aerei… adesso ne prendo 3 perché avendo i genitori su un’isola e essendo figlia unica, ho anche questa esigenza… Ci siamo dati il 2017 come anno di riflessione e se veramente non vedessimo cambiamenti e qualche risultato, dovremo cambiare rotta. Grazie mille.

      Rispondi
  4. Susete Albertini
    Susete Albertini dice:

    Io, invece, sono arrivata in Italia, da cittadina italiana parita da Londra in 1992.. Ho vissuto per 25 anni, ma li ultimi 3 anni ho preso la decisione di tornare a Londra perche tutto che io aveva costruito in questi anni .. Como avvocato, lavorando con altre persone come sindacati pro imigranti con giudice avvocato in collaborazione e anche con una Agenzia Immobiliarie come titolare… Con tutto quest non riusciva più a guadagnare abbastanza per continuare in questo bell paese.. Sono tornata a Londra in dicembre ed sino felice poi lavoro e riesco a pensare un’altra volta in un futuro migliore.. Così , va dove ti manda il cuore.. È buone fortuna …

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    • Federica
      Federica dice:

      Sei stata veramente coraggiosa e spero che ora a Londra sia nuovamente felice. Io spero che le cose per noi siano diverse e riesca a smentire tutti quelli che mi dicono che abbiamo fatto male a tornare. Noi sappiamo che vogliamo stare insieme, realizzarci noi e dare il meglio per nostra figlia. Desideriamo fortemente che questo avvenga qui in Italia, ma se così non fosse, siamo aperti ad altre strade e opportunità. Un caro saluto e in bocca al lupo.

      Rispondi
  5. Ylenia
    Ylenia dice:

    Sono in Irlanda da appena un anno…Non tornerei a vivere in Italia nemmeno sotto tortura!! Le differenze le ho viste subito già nelle prime settimane e poi passa il tempo più mi chiedo perché non me ne sono andata via prima!! Ora spero di riuscire a portare qui anche i miei genitori perché davvero si meritano un po’ di tranquillità economica e serenità nella vita!

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