Roma città fantasma

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Roma, per me, è una città fantasma.

Il quartiere dove sono cresciuta è popolato di fantasmi che guardano intenti e passano tra i muri, ti trapassano e nulla lasciano.

Mi è stato spesso detto che lasciando l’Italia avrei lasciato amici cari, affetti e mi sarei sentita sola e spaesata.

Lo spaesamento sicuramente non si può evitare, quando si va a vivere in una cultura aliena.

Ci sono cose – termine che cambia significato a seconda di dove si vada a vivere – che si fanno diversamente.

Diversa è la vita di tutti i giorni, diverso il sole, il cielo, la luce e le nuvole. E diversa è la lingua. Ma gli affetti no. Ecco, su questo punto non cedo.

Certo, la solitudine arriva ed è normale. Ma non si è soli spesso anche in patria?

Certamente manca la chiacchierata sul tempo con la vicina, e le quattro parole con il salumiere, ma gli affetti li portiamo dentro con noi; anzi, stando lontano, chiariamo meglio chi è chi e chi è cosa.

Anche questa volta la parola cosa non è stata usata a caso, ed è riferita a persone che hanno la funzione dell’empatia spenta.

Gli affetti si portano dentro. Camminando per le strade fotografo mentalmente angoli da descrivere alle mie amiche di sempre (a proposito, ciao Lia, ciao Mariateresa!) e scrivo loro per raccontare cosa è successo di bello e di brutto.

Non siamo più nell’Ottocento, la comunicazione si tiene con chi vuole e, invece, chi fa in modo che le circostanze siano avverse al comunicare ci ha detto chiaramente “Ciao”.

Questo non significa che sia una cattiva persona o che non abbiamo nulla in comune, ma che semplicemente lui o lei non ha tempo e quindi il tempo che avrebbe trovato in Italia era per noi tempo perso.

Bando alle ciance e ai giri di parole, se non si ha tempo e la comunicazione si interrompe, vuol dire che comunque era superficiale ed io non ho tempo né energie per persone superficiali.

Viaggiare e andare lontano è come pulirsi: ci si spolvera delle briciole di amicizia o di parentela che cadono, scansate dalla mano che si strofina sui vestiti.

Andare lontano è come farsi un bel bagno, si esce dall’acqua puliti, dopo aver lasciato la sporcizia sul fondo e in cerca di un mondo nuovo da scoprire e amicizie sincere da tessere.

Roma per me è un fantasma.

Si vedono i ricordi camminare tra le strade e sedersi sulle panchine e si nota che sono solo ricordi, proiezioni esterne di noi. Ce li portiamo dentro anche quando siamo lontani e quelli negativi possiamo anche lasciarsi nella città dei fantasmi, se ci fa comodo.

Allora, ecco come concludo: lasciate i fantasmi nelle proprie città e lavatevi con le nuove emozioni che vi aspettano, portando nel cuore gli affetti che vi portano nel loro.

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Statue Sculpture Roma Capitale Rome Statues

  

10 commenti
  1. Solare
    Solare dice:

    Che bello questo post. È proprio vero, viaggiare è un catarsi e rinnovarsi e lasciarsi dietro chi è cosa non ci appartiene più. Comunque sia Roma è la città più bella del mondo …con tutti i limiti che ha ma è unica e sicuramente piena di fantasmi ! ?

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  2. Roberta
    Roberta dice:

    Non sono andata all’estero ma da un paesino calabrese ad una città emiliana. Eppure le tue parole le sento tantissimo e rispecchiano il mio modo di rivedere il mio paese ogbi volta che torno. Li vedo proprio i ricordi che mi camminano a fianco mentre passeggio per le viuzze o nelle campagne!

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    • Barbara
      Barbara dice:

      Grazie cara Giulia. Vediamo il mondo con gli occhi della nostra anima, che dona colore o verniciato di grigio le strade, gli alberi e le vie. Un abbraccio Giulia!

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  3. Francesca
    Francesca dice:

    Da romana concordo…solo che non ce l’ho fatta ad andare all’estEro. Ho trovato una città che è il giusto compromesso: Torino. Roma la porto nel cuore ma per me rimarrà sempre la città dalle profonde ingiustizie, dove tutti sono sempre incazzati perché ogni mattina ti alzi e sai che durante il giorno avrai almeno 10 motivi per incazzarti (il traffico, le code negli uffici, la disorganizzazione, il caos, la mancanza di rispetto ecc). Non dico che a Torino non ci siano questi aspetti ma lì sono portati all’ennesima potenza. Per questo mi spiace ma bye bye Roma. Arrivederci alla prossima visita da turista che poi da turista proprio in fondo non è perché ogni volta che ci torno mi sento comunque sempre di passeggiare a casa mia.

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