L’11 novembre il calendario ricorda San Martino di Tours. Nella mia infanzia in Veneto questo giorno era legato alla lettura della nota vicenda del santo che divide il suo mantello per coprire un povero infreddolito e la conseguente “estate” fuori stagione, ma soprattutto al detto “A San Martino castagne e vino”, ossia la castagnata nel cortile di casa. A Vienna ci sono ben altre tradizioni per questa ricorrenza, ma la data è egualmente celebrata.

Martinszug. Gruppi di bambini girano per il quartiere armati di lanterne, spesso fatte da loro, accompagnando San Martino vestito da soldato romano, ricordando la leggenda originale e cantando melodie popolari sul tema. Questa è una tradizione probabile importata dalla Germania ma ormai ben radicata.

La tradizionale oca di San Martino a Vienna

La tradizionale oca di San Martino a Vienna

Martinigansl. Ovvero l’oca di San Martino. In questa occasione quasi tutti i ristoranti locali propongono un buon quarto d’oca cotta secondo una ricetta tipica, servita con cavolo rosso alla cannella, mele cotte e canederli di pane o patate. Un piatto un po’ pesante, ma delizioso! Sembra che anche l’oca deriva da una leggenda legata a San Martino. Una delle storie più accreditate narra che Martino non volendo salire al soglio vescovile si nascose tra le oche, ma queste gridarono così forte che venne trovato. Purtroppo poi è stata fatto loro la festa, in un modo che le povere oche sicuramente non hanno gradito.

Carnevale e valzer. In tutti i paesi di lingua tedesca, il carnevale inizia ufficialmente l’11/11 alle 11:11. In realtà, questa usanza è propria della Germania centrale, mentre l’Austria ha importato la tradizione, non tanto per il carnevale in sé, poco sentito qui come occasione di mascherarsi e fare scherzi burloni, quanto per dare il via alla stagione dei balli. A Vienna gli adolescenti vanno ancora a scuola di ballo per imparare il valzer e poi danzarlo fino alla terza età in saloni storici e decorati, con abiti preziosi e decisamente fuori moda, tra novembre e marzo (o meglio, fino al Martedì Grasso). Per questo l’11 novembre alle 11:11 ci si riunisce al Graben (zona del centro pedonalizzata) per una quadriglia collettiva e qualche passo di valzer, cui segue la distribuzione del dolce tipico di carnevale, ossia i Marillenkrapfen, krapfen ripieni di marmellata di albicocche. Attenzione! In Germania questo dolce si chiama Berliner (tranne a Berlino, ove viene chiamato Pfannkuchen per ovvi motivi) e Marillen in tedesco di Germania sono Aprikosen. La sottoscritta preferisce il Nougat-Krapfen, ossia ripieno di nocciolata, ma purtroppo lo vendono quasi esclusivamente in questa stagione.

L’11 novembre era ricordato anche in Belgio, addirittura con un giorno di vacanza. Non si trattava né di San Martino, né del carnevale,bensì del giorno dell’armistizio che ha sancito la fine della prima guerra mondiale, particolarmente sentita dal popolo belga. Ossia quello che noi ricordiamo il 4 novembre, con la firma dell’armistizio per noi a Villa Giusti, dalle parti del mio paese d’origine. E così si chiude il cerchio del mio 11 novembre. La data è importante anche da voi? Quali altri tradizioni in giro per il mondo sono legate a questo giorno?

1 commento
  1. rosa
    rosa dice:

    Da vecchia insegnante ricordo la poesia di Carducci, “San Martino”… e sempre nel Veneto San Martino era sinonimo di trasloco “far San Martin”…
    A parte questo, ho scoperto quest’anno della festa, che si fa appunto in Germania, dove vive mio figlio con la sua famiglia: era la prima volta che i bimbi uscivano con la loro lanterna!
    Poi, i Pfannkuchen che ho mangiato io, non avevano assolutamente l’aspetto dei Krapfen. Anche questa è una scoperta!

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