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Scegliere la Norvegia per vivere

Nella metà del globo con l’Europa l’estate è finita, avanza l’autunno, e siamo di nuovo al nostro appuntamento di life coaching. Visto il successo dell’ultimo articolo su come viaggiare con il minimo del budget, anche questo mese parliamo di vita all’estero.

Stavolta lo facciamo con Tatiana e Valentina, sotto forma di intervista doppia.

Tatiana e Valentina vivono entrambe in Norvegia (anche se una delle due si sdoppia… lo scoprirete leggendo l’intervista). Si sono gentilmente messe a confronto per voi e hanno risposto a circa 40 domande, senza conoscerle in anticipo e senza sapere l’una dell’altra. Abbiamo parlato di loro, dei norvegesi, di consigli turistici, del Natale e di quanto freddo fa.

Ci siamo tutte divertite, io ad ascoltare i loro punti di osservazione, loro a rispondere a domande a sorpresa e a leggersi a vicenda.

Ecco cosa mi hanno raccontato.

Buona lettura!

Paola


 Valentina e Tatiana: intervista doppia


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Nome: Valentina

Età: 34

In quale città vivi? Tra Aarhus, in Danimarca, e Stavanger, in Norvegia, faccio la pendolare da due anni e due mesi.

Dove si trova la seconda città, sulla mappa? Si trova a sud-ovest.

Da quanto tempo ci vivi? 5 anni.

Quanti abitanti ci sono nella tua città? È la quarta città più grande del paese.

Che lavoro fai? L’ingegnere.

Sei fidanzata? Sono sposata.

Di che nazione è tuo marito? Di Singapore.

Hai figli? No.

Da quanto tempo collabori con Donne Che Emigrano all’Estero? Circa un anno.

Sempre come autrice dallo stesso paese o nel frattempo ti sei trasferita? Sono entrata come autrice doppia in Danimarca-Norvegia, per via del mio pendolarismo settimanale. Io lavoro in Danimarca dal lunedì al venerdì e torno in Norvegia nei weekend.

Perché hai scelto proprio questa nazione? In realtà è stata una casualità. Quando studiavo, ho fatto l’Erasmus all’estero e la prima scelta era la Svezia, invece sono stata accettata in Norvegia, che era la mia seconda scelta.

Che tipo di governo c’è nel tuo paese? Una monarchia costituzionale.

Dimmi una cosa per la quale la tua città è conosciuta: Preikestolen e Kjeragbolten. Sono due attrazioni turistiche naturali; il primo è una roccia quadrata che sta a picco sul fiordo, il secondo è un grande masso che si trova a metà tra due montagne.

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Kjeragbolten

Cosa si fa nel tempo libero, nella tua città? Tantissimo sport. Vedo norvegesi sempre in bici o a fare corsa, questi vichinghi sfidano ogni clima! Un’altra cosa che fanno è stare assieme in famiglia, intorno ad una tazza di tè o un bicchiere di vino.

E tu cosa fai di solito? Viaggio, ahah! Cerco di mantenere i contatti con i miei amici, passiamo del tempo insieme.

Mi dici il nome di un bar famoso? Renaa Xpress: è una specie di bistrot, dove si fanno anche aperitivi e happy hour. Poi c’è anche Sjokoladepiken, che è una cioccolateria.

È facile conoscere i ragazzi? Dipende da quante birre hanno bevuto!

Ti è capitato di essere abbordata? Ricordo un’esperienza ai tempi dell’Erasmus, era un venerdì sera e con diversi ragazzi ci siamo ritrovati in un locale pieno di norvegesi che facevano diving dal bancone del bar e saltavano giù! Un cambiamento pazzesco tra il mood sobrio e quello del fine settimana.

Hai amicizie locali? Sì

Come sono visti gli expat, secondo te? Nella mia città la condizione di expat è consolidata. Fino agli anni ’70, Stavanger era solo un villaggio di pescatori, poi è stato scoperto il petrolio e questo ha cambiato tutto: hanno iniziato a costruire e dall’estero è arrivato molto personale competente in materia. Oggi sono presenti due grandi comunità: quella inglese e quella francese.

E come sono visti, gli italiani, secondo te? Abbiamo una comunità piuttosto viva, da quel che so, e nella mia esperienza i norvegesi amano l’Italia, per il clima e per i prodotti gastronomici: ci sono delle persone davvero super esperte del nostro cibo!

Se accendo la tv, quali programmi trovo? Ci sono alcuni programmi comici, o almeno con humor nordico. Mi è rimasto anche impresso un programma che è la versione nordica di quei format tv di ristrutturazione delle abitazioni: c’è un tipo che entra nelle case dei norvegesi e le sistema. Poi, una cosa che ho notato dei telegiornali è che ci sono più notizie dedicate all’estero.

Se vado in edicola, cosa trovo? Non leggo le riviste norvegesi!

Mi dici il nome di uno sportivo famoso del tuo paese? Nessuno in particolare che mi viene in mente…

Di un presentatore famoso? Nel 2015 c’è stato un duo che ha fatto un successo incredibile. Sono due fratelli presentatori/comici, gli Ylvis; tra le altre cose, hanno scritto una canzone diventata famosissima “What does the fox say”.

Mi dici il nome di un cantante famoso? Lene Marlin!

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Lene Marlin

Dimmi com’è una colazione tipica: Una loro colazione tipica è pane e affettato locale. Ma l’affettato non è come lo intendiamo noi, è tutto preconfezionato. Usano anche creme spalmabili, tipo paté di fegato, e formaggi di mucca venduti in forme molto grandi insieme ad uno strumento che taglia le fettine di formaggio in maniera molto precisa: si chiama “ostehøvel”.

Dimmi un piatto tipico che non devo assolutamente perdermi: Secondo me i piatti natalizi sono fantastici! Ci sono le “pinnekjøt”, costolette d’agnello, e poi il “ribbe”, un maiale che viene arrostito con la pelle, così diventa croccante… è decisamente un piatto non da dieta!

ostehøvel

ostehøvel

Quanto conosci la lingua locale? La ho studiata fino al livello B1.

Dimmi una frase nella lingua locale: “Ja, selvfølgelig! Vi kan snakke norsk, fordi jeg foretrekker norsk enn dansk!” che significa “Sì certamente, possiamo parlare in norvegese, perché io preferisco il norvegese al danese!”

Dimmi una parola che un turista dovrebbe conoscere e perché: “Takk”, che significa grazie. Ma anche “ha det koselig”: è un’espressione che non so tradurti in italiano perché, secondo me, non c’è un corrispettivo vero e proprio. È un concetto prettamente nordico, che mi piace molto, lo dici per sottolineare l’augurio che tu possa divertirti con un sentimento di affezione, e fare qualcosa di buono in comune con persone alle quali vuoi bene.

A che ora sorge e tramonta il sole? Dipende dalla stagione. Nella mia città, d’estate sorge alle 4:30 e tramonta alle 22:30. D’inverno, sorge verso le 9 e tramonta verso le 16.

Mi costruisci su due piedi un mini tour di cose da fare o da vedere in un weekend? Ti porto nella mia città. Nell’ipotesi che ci sia bel tempo, andiamo a fare una scalata sul Preikestolen. È un percorso non impegnativo, semplificato per i turisti, infatti i norvegesi si lamentano. Con buone scarpe da trekking siamo in cima; facciamo un pranzo al sacco in stile norvegese, con panini e cioccolato Kvikk Lunsj, la versione locale del Kit Kat. Ci godiamo il panorama, ammirando il fiordo dall’alto. Torniamo giù all’inizio del pomeriggio e andiamo in centro a fare una passeggiata nella parte vecchia, quella del villaggio dei pescatori, che ha sanpietrini e tutte casette bianche in legno; sono case ancora oggi abitate e vengono mantenute per legge secondo i canoni storici di una volta. Poi, beviamo qualcosa al porticciolo, dove le casette diventano di tutti i colori. Potremmo cenare in un ristorantino tipico norvegese, qui la cucina è di base molto semplice: salmone, carne e patate. Domenica potremmo andare a vedere la cattedrale, che è l’esempio di arte romanica più antica dell’intero paese, se non ricordo male. Chiudiamo il pomeriggio andando in macchina fuori città, a vedere il monastero di Utstein, fondato dai monaci agostiniani nonché quello preservato meglio in Norvegia.

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kvikk lunsj

Ti viene a trovare qualcuno dall’Italia, ogni tanto? Sì, ogni tanto, sia amici che parenti.

E tu ogni quanto vai in Italia? Una volta l’anno.

Cosa dice la tua famiglia del fatto che vivi all’estero? Ormai ci hanno fatto l’abitudine. Diciamo che sono contenti perché mi vedono contenta. Io comunque sono figlia unica, quindi non sempre è facile, da entrambe le parti.

Si festeggia il Natale? Sì, molto. Cominciano il 1 Novembre, appena termina Halloween. Iniziano a comparire luci, addobbi e folletti! I norvegesi sono molto amanti della figura dell’elfo. Negli addobbi usano moltissime candele, la luce è davvero importante per i norvegesi. E passano tanto tempo con la famiglia.

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Quanto fa freddo? In estate si arriva anche ai 27 gradi, ma si tratta di picchi isolati. D’inverno, nella mia città non si va tanto sotto zero, da noi per esempio c’è poca neve. Quando ho fatto l’Erasmus a Trondheim, faceva molto più freddo, iniziava a nevicare da dicembre fino a maggio. Qui, invece, non andiamo mai sotto i -7 notturni.

Se qualcuno volesse sapere di più di te, dove può seguirti online?  Su Donne Che Emigrano, come Valentina Norvegia – Danimarca.

Vuoi aggiungere qualcosa? Aspetto di leggere cosa ha detto Tatiana!

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Nome: Tatiana

Età: Il 29 ottobre ne compio 45

In quale città vivi? Fino a poco fa ad Oslo, ora a Kolbotn.

Dove si trova la seconda città, sulla mappa? A 15 km da Oslo.

Da quanto tempo ci vivi? Mi sono trasferita alla fine di luglio di quest’anno perché ho cambiato lavoro.

Quanti abitanti ci sono nella tua città? Credo circa 20.000, è proprio un paesino.

Che lavoro fai? Lavoro come cameriera di sala, in un ristorante che è anche catering e salone per le feste. Prima lavoravo come portiere di notte in un albergo.

Sei fidanzata? No, sono in cerca!

Hai figli? Ho 2 cani, che sono impegnativi come due figli…

Da quanto tempo collabori con Donne Che Emigrano all’Estero? Credo che il primo articolo sia del 2015.

Sempre come autrice dallo stesso paese o nel frattempo ti sei trasferita? Sempre come autrice dalla Norvegia.

Perché hai scelto proprio questa nazione? Perché sono norvegese da parte di madre. Sono cresciuta vivendo in Norvegia e in Italia. Quando i miei genitori sono morti, sono rimasta da sola in Italia, il lavoro era pochissimo e ho deciso di trasferirmi definitivamente in Norvegia.

Che tipo di governo c’è nel tuo paese? Una monarchia costituzionale.

Dimmi una cosa per la quale la tua città è conosciuta: Per lo sport. Oslo anche per il misto di cultura e natura che rappresenta. E tutte per il freddo!

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Oslo Holmenkollen ski jump

Cosa si fa nel tempo libero, nella tua città? Sport!

E tu cosa fai di solito? Io cerco il contatto con la vita urbana e con i miei amici. Ho un piccolo gruppo di italiani, che frequento regolarmente.

Mi dici il nome di un bar famoso? Abbiamo una catena di caffetterie che si chiama Espresso House. È la più conosciuta, anche perché il wifi è gratis, quindi la gente si siede lì per ore!

È facile conoscere i ragazzi? Non direi, i norvegesi hanno un limite invalicabile: “non ci dobbiamo disturbare a vicenda”. Può succedere solo quando hanno bevuto molto, cioè durante i fine settimana. C’è sempre qualcosa di alcolico in mezzo, ahah… Oppure, devi fare sport, in questo caso frequenti qualcuno del tuo gruppo.

Ti è capitato di essere abbordata? Sì ma non è stato nulla di romantico.

Hai amicizie locali? No, frequento italiani o coppie miste norvegesi-stranieri.

Come sono visti gli expat, secondo te? Dipende molto dalle zone di provenienza. Gli europei sono visti un po’ meglio degli altri, perché sono venuti spontaneamente per lavorare. In ogni caso, viene mantenuta una differenza nel lavoro, che vale anche per me che sono mezza norvegese: se io consegno un cv con il cognome italiano, a parità con un norvegese il mio viene scartato.

E come sono visti, gli italiani, secondo te? Siamo visti in modo positivo perché ci collegano al buon cibo, all’arte, alle vacanze in Italia. Spesso mi chiedono perché sono venuta a vivere qui.

Se accendo la tv, quali programmi trovo? Puoi trovare documentari sulla vita reale realizzati in modo molto accattivante, come quello sulla transumanza delle renne, fantastico! Poi si trovano programmi su argomenti di cui normalmente non si parla, come trasmissioni su bambini transessuali. Non troverai mai una Letterina svestita.

Se vado in edicola, cosa trovo? La Norvegia si basa su 4 giornali: uno legato all’economia, uno che è l’unico serio, e due tabloid che sono ritenuti importanti quasi come il giornale serio. Su questi tabloid, si trovano notizie riguardanti persone comuni e sconosciute, e notizie su persone famose e sulla Casa Reale. Tutto è sullo stesso piano.

Mi dici il nome di uno sportivo famoso del tuo paese? Bjørn Dæhlie. È stato un grandissimo campione di sci di fondo e ha rappresentato la Norvegia ovunque. Si è ritirato circa 10 anni fa.

Di un presentatore famoso? Fredrik Skavland, ha un talk show e non ha peli sulla lingua. Una volta ha invitato tutti insieme Slash dei Guns’ N Roses, Uma Thurman e il Primo Ministro Svedese, facendoli parlare di argomenti seri e pettegolezzi.

Mi dici il nome di un cantante famoso? Morten Abel, canta pop in inglese. La musica norvegese è conosciuta solo qui, non si esporta all’estero. Tranne gli A-Ha, forse…

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Morten Abel

Dimmi com’è una colazione tipica: Quando si va al lavoro, può essere un piattino di cereali con yogurt e caffè. Oppure, se sei a casa, puoi mangiare knekkebrød: sono delle specie di fette biscottate lunghe, basse e rettangolari, con formaggio e marmellata. I dolci piacciono solo durante le feste, nella vita di tutti i giorni non vengono consumati. In Norvegia non si usa nemmeno più lo zucchero bianco, fai fatica a trovarlo perfino nelle caffetterie, dove ci sono solo saccarina o zucchero di canna. C’è una battaglia a tutto ciò che non è super sano.

Dimmi un piatto tipico che non devo assolutamente perdermi: Qualunque cosa sia a base di pesce, salmone soprattutto.

E se fossi allergica? Staresti male! Comunque i norvegesi si sono molto americanizzati, quindi è facile trovare hamburgers. In generale, si mangiano piatti semplici, perché non abbiamo una altra produzione di materia prima: importiamo tutto.

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knekkebrød

Quanto conosci la lingua locale? Sono bilingue.

Dimmi una frase nella lingua locale: “Hvis jeg sier snakker med deg på norsk forstår du noe?”. Significa “se ti parlo in norvegese, capisci qualcosa?”

Dimmi una parola che un turista dovrebbe conoscere e perché: Un turista dovrebbe dire “Takk”, che vuol dire “grazie”. È usato tanto, come il ‘please’ in inglese.

A che ora sorge e tramonta il sole? Questa è una domanda difficile. Nella giornata più lunga abbiamo sole per 18 ore, dalle 3 di mattina alle 23. Al momento, 1 Ottobre, il sole sorge alle 8 di mattina e tramonta alle 19.

Mi costruisci su due piedi un mini tour di cose da fare o da vedere in un weekend? Facciamo un tour per Oslo. Devi assolutamente vedere il parco di Vigeland, con la riproduzione di statue che rappresentano tutto l’arco della vita, dalla nascita alla morte, passando per i sentimenti. Poi, dovresti andare al porto, nella zona di Aker Brygge, dove ci sono le nuove abitazioni molto trendy: lì si può scoprire la nuova architettura del paese. Poi dovresti fare un tour sul fiordo con il traghetto; alla prima fermata, scendi a vedere il Kon Tiki, il museo delle navi vichinghe, e il Fram. Si trovano in una zona residenziale, quindi puoi fare una passeggiata tra le case di quella zona, che è quella ricca. Quando torni indietro, ti fermi ad Holmenkollen, il trampolino di lancio, che è il punto più alto di Oslo: i norvegesi si lanciano da lì con gli sci. Se ci capiti in pieno inverno, potresti assistere a gare.

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Kon-Tiki Museo Navi Vichinghe

Ti viene a trovare qualcuno dall’Italia, ogni tanto? I primi due anni sì, adesso raramente. Hanno paura del fatto che la Norvegia sia molto costosa. E molto fredda.

E tu ogni quanto vai in Italia? L’ultima volta è stato l’anno scorso in estate e ci tornerò quest’anno a Natale, ma per poco perché i miei cani sono anziani e non possono andare in un canile.

Cosa dice la tua famiglia del fatto che vivi all’estero? Non mi ostacolano, ma trovano strano che io non trovi un lavoro in Italia e non capiscono fino in fondo il mio amore per la Norvegia.

Si festeggia il Natale? Tantissimo! Si comincia a novembre. Ci si prepara con dei rituali, come ad esempio riunendosi in famiglia e cucinando biscotti: devono esserci 13 tipi diversi di biscotti, e sono uno più buono dell’altro. Poi si addobba l’intera casa, non si fa solo l’albero. Ovunque si sente il profumo di mele e cannella. Molte attività si fermano dal 23 dicembre al 6 gennaio, ci si chiude in casa con i parenti e si va a sciare negli chalet di famiglia, che qui possiedono in tantissimi.

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Quanto fa freddo? Fa veramente freddo! Durante l’inverno, il punto massimo che io ho provato è stato -25 a Lillehammer. A Oslo, l’anno scorso siamo arrivati a -18.

Se qualcuno volesse sapere di più di te, dove può seguirti online? Su Donne Che Emigrano, come Tatiana – Oslo. Oppure su Instagram, come tatimazz72. O su Facebook, dove ho una pagina che si chiama Scandivind .

Vuoi aggiungere qualcosa? Non vedo l’ora di leggere cosa dice Valentina!

“C’è un concetto che è alla base del sistema norvegese: si chiama “Janteloven”. Stabilisce che non ci debbano essere differenze tra classi sociali. Si può dare del tu a tutti, senza per questo perdere il rispetto per il prossimo. Il discorso del Re dello scorso anno verteva su questo e ha tutte le carte per passare alla storia. La Norvegia oggi secondo me è il simbolo dell’accettazione dell’individuo senza differenze: a patto che tu dia qualcosa in cambio.”

dall’intervista di Tatiana

Avete dubbi o domande su come si affronta un viaggio, o desiderate una consulenza personalizzata? Lasciate un commento o mandate una mail a thedotsconnection@outlook.com; vi risponderò con un articolo, garantendo il vostro anonimato. Come sempre, tra coloro che ne avranno fatto richiesta e che avranno partecipato attivamente, verrà selezionato un nominativo al mese con il quale faremo insieme una sessione gratuita su skype di orientamento alla comunicazione.

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6 commenti
  1. Sabrina
    Sabrina dice:

    Ciao,mi interessa trasferirimi in Norvegia/Oslo preferibilmente oppoure Stoccolma.Da dove inizio con un piccolo budget economico? Mi va bene anche condividere la casa.
    Che consiglio mi date? Sono un tecnico di laboratorio ,mi piacerebbe lavorare in ospedale oppure sono anche nutrizionista.

    Rispondi
  2. Tatiana
    Tatiana dice:

    Ciao,io purtroppo non so niente del tuo campo e quindi non posso aiutarti. Dovresti domandare al gruppo facebook dei medici italiani in Norvegia per farti indirizzare.Quello che ti posso dire io e’ che non si puo’ piu’ venire a cercare lavoro in Norvegia senza sapere un po’ di norvegese o un inglese,a buon livello,devi aspettarti di stare qualche mese senza lavoro avendo spese.Oslo e’ una citta’ carissima.Casa condivisa magari con Altri 3 a non meno di 400 euro.Se lo trovi dall’ Italia ovviamente cambia tutto.Tutto dipende da cosa intendi con piccolo budget.

    Rispondi
  3. Valentina Norvegia Danimarca
    Valentina Norvegia Danimarca dice:

    Ciao Sabrina, grazie del messaggio. Vivendo sulla costa Ovest, opposta a Oslo, non posso darti molte informazioni sulla citta’. Mi unisco pero’ al commento di Tatiana:
    1. budget: la Norvegia e’ gia’ considerata cara per chi ci vive e lavora (parlo di cibo, trasporti,…) per cui consiglio un po’ di pianificazione, giusto per non rimanere scottati.
    2. lingua: ora piu’ che mai il norvegese non e’ un lusso, ma quasi una necessita’. Dico “quasi” perche’ per alcune posizioni di alcuni settori, sono ancora disposti a soprassedere (tra cui magari il tuo settore), ma anche in un mondo tecnico come il mio, da un paio di anni a questa parte, la conoscenza del norvegese e’ richiesta come minimo a livello colloquiale. Piu’ ne sai, piu’ e’ facile scalare la “graduatoria”.
    Facci sapere! Ciao!

    Rispondi
  4. Alessandra
    Alessandra dice:

    Ciao a tutte , la mia domanda e per Tatiana in quanto lavora nell hospitality , io e mio marito siamo in procinto di partire lasciando l Australia per il nord europa in crca di lavoro con anche l idea di aprire qualcosa nel caso non si trovasse ( impauriti dall eta io 46 lui 39 . Lui pizzaiolo e io pasticcera, abbiamo pensati alla norvegia piu e piu volte . La mia domanda e’: si trova lavoro? Non sapendo la lingua ma sapendo l inglese? Hi cercato di riassumere un pi tutto mase vuoi farmi domande piu specifiche fai pure.

    Rispondi
  5. Tatiana
    Tatiana dice:

    I pizzaioli italiani trovano relativamente facilmente lavoro.Ormai ci sono tanti ristoranti -pizzerie italiani.Basta stare un po’ attenti con gli annunci su Finn.no o del NAV .La lingua in quel caso e’ un ostacolo facilmente superabile.Per te che sei pasticcera e’ piu’ complicato,in Norvegia non esistono le pasticcerie,ci sono le panetterie e le caffetterie che vendono i dolci.Tra gli stranieri ci sono una catena di Konditori francesi che si chiamano Pascal e qualche pasticceria etnica,credo turche,ma NIENTE a che vedere con le nostre.

    Rispondi

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