Donne e la consapevolezza dell'essere

Donne e le scelte della vita

Si dice che Singapore sia una piccola isola. In verità, io non l’ho mai pensato.
Da quando vi abito, non sono ancora riuscita a definirne i confini, né tanto meno, sono riuscita a conoscere tutte le persone che fanno parte della mia piccola comunità italiana.

La scorsa settimana, come spesso poi accade, la casualità ha fatto sì che, invece, in due occasioni diverse conoscessi ben due connazionali, professionalmente attive a Singapore da anni.

Per entrambe, ho provato un’immediata stima per tutto ciò che erano riuscite a concretare.
Poco più grandi di me, dimostravano una serenità che nasceva dalla loro realizzazione, non ostentata, ma semplicemente personificata.

I nostri incontri e le successive chiacchiere ci hanno immediatamente interessate e definite, eravamo: donne segnate dalle scelte della vita.

E, di lì a poco, avrei compreso se questa definizione fosse una descrizione positiva o negativa.

Ecco la storia.

La prima donna, elegantemente vestita, era un’affermata professionista. Un’amica comune ci aveva invitato a pranzo, assieme ad altre persone, per farci conoscere.

Io, ascoltavo e guardavo, più che parlare.
Le persone presenti intercalavano i loro discorsi col lavoro, mentre io incameravo informazioni: sugli ambienti, sulle professioni, sul paese, sui comportamenti e, osservavo la mia nuova conoscente, che aveva catturato la mia attenzione e il mio apprezzamento.

Le scelte della vita

Donne e le realizzazioni personali

Durante il secondo dei miei incontri, un altro pranzo, ho conosciuto la seconda donna, accompagnata dal marito: due persone stupende, con le quali è stato un piacere trascorrere un pomeriggio in compagnia.

Anche lei, aveva sviluppato una bellissima attività che, fra una difficoltà e l’altra, stava avviandosi felicemente.
Inutile dire che guardavo con occhi trasognanti anche questa donna, colma di ammirazione e felice per un certo feeling che, ero convinta, istintivamente fra noi si fosse creato.

Ma, a quel punto, ero anche scossa da fitte di rammarico per non trovarmi anch’io in una situazione di realizzazione professionale come la sua… Come le loro…

Non invidia, ma puro apprezzamento di quel bene che entrambe avevano saputo conquistare e rendere concreto.

Di entrambe le professioniste, io vedevo ciò che avevano realizzato e non ciò che esse erano. In loro, io materializzavo una mia mancanza, un intimo desiderio non compiuto a causa delle scelte della vita.

Ho quindi cercato di mettermi di fronte al raziocinio, che avrebbe dovuto riportarmi alle ragioni delle mie scelte, per combattere e contrastare il rammarico che, in quel momento, mi creava sofferenza e che, solo con difficoltà, riuscivo a nascondere.

E, proprio quando il dispiacere per la mia mancata realizzazione professionale stava prendendo il sopravvento, con mio grande stupore, in entrambe le occasioni, è successo l’impensabile!

Mio figlio è arrivato a tavola e gli occhi delle professioniste, i loro sguardi, hanno parlato senza bisogno di parole!

La mia comprensione su ciò che stava accadendo è stata fulminea: entrambe non avevano figli!
Per i più seri e personali motivi, entrambe avevano rinunciato alla maternità, a causa delle scelte della vita.

Mamma o carriera: confronto e consapevolezza dell'essere

La scelta di essere mamma

Questa realtà improvvisa, non solo mi ha distolto dalle mie frustrazioni, ma mi ha fatto anche riflettere:

io, confrontandomi con loro, stavo soffrendo per la mia mancata carriera; loro, a causa del confronto con me, stavano soffrendo per il loro mancato figlio.

Non mi capacitavo del fatto che quel turbinio di sentimenti potesse avvenire reciprocamente e all’unisono, in entrambe le occasioni d’incontro.
Concentrata sulle mie pene, non consideravo che anche queste donne, potessero segretamente custodire le loro.

La prima professionista ha cercato di contenere le proprie emozioni. Essa ha sdrammatizzato, ha commentato positivamente le qualità del bimbo e, si è concessa piacevoli chiacchierate.

Ma i segnali, che solo una donna con un forte istinto di desiderio materno può manifestare, erano ben visibili e, con molto dispiacere, non potevo che comprenderli e rispettarli.

Poi, all’improvviso, si è concessa la libertà di uno sfogo: ha preso in braccio mio figlio e, aggrappandolo a sé, lo ha baciato come fosse l’ultima occasione della sua vita.
In quell’attimo ho provato un forte senso di sollievo e, anche di compiacimento nei suoi riguardi; ero felice si fosse lasciata andare, davanti a noi e con noi, appena conosciuti.

La seconda professionista, invece, ha avuto una reazione completamente opposta.
Con le stesse premesse e sentimenti, ha reagito in maniera più palese e sconcertante, poiché la sua sofferenza era ancora più viva.

Senza preamboli o preavviso, ma afferratami subito per un braccio, mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha detto: “Catia, io ho scelto di non avere figli e me ne sono amaramente pentita.”

Pausa. Silenzio.

E, ancora, i suoi occhi erano dentro ai miei. Occhi pieni di parole, che forse cercavano risposte, appoggio o approvazione, ma che non accennavano a staccarsi dai miei!
Dio solo sa, come io sia riuscita a reggere quel momento!

Il dolore mi ha pervaso nel dispiacere che ho provato nei suoi confronti, assieme alla gratitudine per aver voluto condividere tale intima confidenza, proprio con me. Avrei voluto abbracciarla e lasciare scorrere le nostre lacrime ma, invece, ci siamo ricomposte, ricordandoci che eravamo al tavolo con altre persone. Infine, con un equilibrato confronto, ci siamo supportate a vicenda.

Le scelte della vita erano diventate un bene d’affetto e di scambio.

Nel mero confronto, un comportamento naturale fra le persone, spesso confondiamo l’avere delle persone con il loro essere e, spesso confondiamo il nostro avere con il nostro essere.
Ci dimentichiamo dei nostri valori!

Mamma o Carriera

Donne e la consapevolezza dell’essere

Ciascuna di noi, io con le mie due nuove conoscenti e loro con me, inizialmente, abbiamo sentito una mancanza nella nostra vita, durante il confronto con la donna che avevamo di fronte.
Ma, ciascuna di noi ha subito sentito che aveva anche un valore, una ricchezza rispetto all’altra.

Tutte abbiamo riconosciuto il positivo delle altre donne, ma abbiamo anche riconosciuto il nostro bene, il bene di sé, in una grande forma di equilibrio nei confronti delle altre e di noi stesse.

E non è per nulla scontato riuscirci.

Il confronto, in questo caso, ha generato un frutto positivo: la consapevolezza dell’essere.

Ha evidenziato i valori nelle altre donne e i valori in noi stesse e, il tutto è avvenuto simultaneamente e reciprocamente, in ogni occasione d’incontro, in un connubio di stelle che ci ha unito nella comprensione, nel sostegno e nello scambio reciproco.

Le scelte della vita mi costrinsero a lasciare la mia carriera nel tentativo di avere un figlio che, per grande fortuna, è poi arrivato dopo sette fecondazioni assistite. Le problematiche durante quel percorso e dopo il parto, hanno fatto sì che, in seguito, io dovessi dedicarmi al mio recupero e, chiaramente, a seguire il bimbo, tralasciando ulteriormente la mia carriera.

Oggi, anche grazie alle mie nuove amiche, sono consapevole che, con un po’ di impegno, posso tentare un ritorno nell’ambiente lavorativo.

Mentre, le mie nuove amiche, anche grazie a me, sono un po’ più consapevoli che, le scelte della vita da un lato tolgono e dall’altro donano, sempre.

7 commenti
  1. Anna Rita
    Anna Rita dice:

    Ciao Catia, noi ci conosciamo e ogni volta i tuoi pensieri fanno riflettere anche me.
    Le scelte di vita… tolgono e donano.
    Grazie
    Ti abbraccio

    Rispondi
  2. Katia
    Katia dice:

    Sincero, toccante. Un bivio di fronte al quale ci siamo trovate in molte, prendendo decisioni le cui conseguenze sono il più delle volte oscure ed imprevedibili…

    Rispondi

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